Frana Petacciato: A14 chiusa e ferrovia adriatica bloccata, l’Italia divisa in due sul versante adriatico

Frana Petacciato

La frana Petacciato si è riattivata martedì 7 aprile 2026, costringendo alla chiusura immediata dell’autostrada A14 tra Vasto Sud e Termoli in entrambe le direzioni e all’interruzione della linea ferroviaria adriatica tra Termoli e Montenero di Bisaccia. Il fronte franoso, uno dei più estesi d’Europa e attivo da oltre 110 anni, ha ripreso a muoversi dopo le abbondanti piogge della scorsa settimana, creando spaccature visibili sull’asfalto e deformazioni sui binari. La decisione precauzionale, presa grazie al sistema di monitoraggio installato proprio sul versante, ha paralizzato la dorsale adriatica tra Abruzzo, Molise e Puglia, con code chilometriche e migliaia di pendolari e mezzi pesanti bloccati.

Il movimento del terreno è stato rilevato intorno alle 12.30 di martedì dal sistema di allerta installato sul fronte franoso di Petacciato, in provincia di Campobasso. Autostrade per l’Italia ha disposto la chiusura del tratto A14 per motivi di sicurezza, mentre Rete Ferroviaria Italiana ha sospeso la circolazione ferroviaria sulla Bari-Pescara per verifiche tecniche. I vigili del fuoco sono intervenuti con droni ed elicottero per ricognizioni aeree, mentre la Protezione Civile ha convocato d’urgenza il Comitato operativo a Roma. Il direttore tecnico di Autostrade per l’Italia, Vito Taccone, ha confermato che «sono in corso approfondimenti e monitoraggio continuo del versante», con squadre specializzate già sul posto. Fabio Ciciliano, capo dipartimento della Protezione Civile, ha sottolineato la complessità dell’intervento: «Il fronte è lungo quattro chilometri e la linea ferroviaria ci passa dentro. I tempi di ripristino saranno molto lunghi».

La frana Molise non è un fenomeno nuovo. Documentata almeno dal 1916, la frana di Petacciato si riattiva periodicamente, spesso dopo periodi di piogge intense. L’ultimo movimento grave risale al 18 marzo 2015, quando furono abbattute una decina di abitazioni e si registrò un dislivello di oltre quindici centimetri sull’A14. Nel 1991 la situazione fu talmente critica da interrompere contemporaneamente autostrada, ferrovia e statale 16. Oggi la frana, che parte dal centro abitato e arriva fino al mare, interessa un’area vastissima di conglomerati e sabbie scivolanti su livelli argillosi instabili. La frana Termoli e la vicinanza con il porto rendono la situazione ancora più delicata per l’economia locale, già provata dal crollo del ponte sul fiume Trigno avvenuto pochi giorni fa sulla statale 16.

I disagi per la popolazione sono immediati e pesanti. Code fino a tredici chilometri si sono formate in direzione nord tra Poggio Imperiale e Termoli, mentre in direzione sud il traffico è rimasto bloccato tra Vasto Nord e Vasto Sud. Trenitalia ha dirottato i convogli su percorsi alternativi via Caserta e Roma, attivando servizi sostitutivi con autobus, ma decine di treni Alta Velocità e Intercity risultano cancellati o fortemente ritardati. Gli autotrasportatori lamentano fermi prolungati per i mezzi pesanti, con ripercussioni immediate sulla catena logistica e sui rifornimenti di merci fresche verso il Sud. Nel centro di Petacciato alcune abitazioni sono state evacuate per precauzione dopo le prime crepe comparse sulle strade locali.

Sui social e nei gruppi di pendolari l’indignazione è palpabile. Molti automobilisti e residenti denunciano l’ennesima dimostrazione di vulnerabilità infrastrutturale lungo la costa adriatica, dove la Petacciato frana torna a bloccare la mobilità ogni volta che il maltempo colpisce. La stampa locale di Termoli e Vasto parla di «Italia spezzata in due», mentre il governatore del Molise Francesco Roberti ha annunciato che la Regione è pronta a collaborare per interventi immediati di messa in sicurezza. Il sindaco di Petacciato, Antonio Di Pardo, ha chiesto un piano straordinario di monitoraggio e consolidamento del versante, sottolineando che «non possiamo più permetterci di vivere con la spada di Damocle di questa frana storica».

La riattivazione della frana Petacciato arriva in un momento già critico per la viabilità adriatica. La statale 16 era già interrotta da giorni per il crollo del ponte sul Trigno, e ora l’A14 chiusa e la ferrovia adriatica paralizzata rendono il collegamento tra Nord e Sud ancora più complicato. Esperti e geologi ricordano che il fenomeno è naturale e difficilmente eliminabile, ma la mancanza di interventi strutturali definitivi negli ultimi decenni ha trasformato un rischio geologico noto in una vera emergenza nazionale ogni volta che piove intensamente.Resta da capire quanto tempo sarà necessario per riaprire autostrada e ferrovia. Gli esperti parlano di mesi, non di giorni, perché ogni intervento deve essere preceduto da un nuovo consolidamento del fronte franoso. Nel frattempo, automobilisti e pendolari sono chiamati a programmare percorsi alternativi attraverso l’interno, con inevitabili ritardi e costi aggiuntivi. La frana Petacciato riporta al centro del dibattito la fragilità delle infrastrutture italiane esposte ai cambiamenti climatici e ai fenomeni geologici endemici del territorio. In un Paese che continua a pagare il prezzo di dissesti idrogeologici ricorrenti, il caso del Molise diventa l’ennesimo monito: senza una strategia di prevenzione a lungo termine, episodi come questo rischiano di ripetersi, dividendo non solo la viabilità ma anche la vita quotidiana di intere comunità.

Wendell Stewart

Wendell Stewart

Wendell Stewart is an international writer covering politics, music, literature, finance, sports, film, and global current affairs, known for clear, well-researched, and engaging reporting.

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