Vespa-Provenzano, scontro furioso a Porta a Porta: «Non glielo consento, stia zitto»

ROMA – È bastato un istante per far saltare i nervi nello studio di Porta a Porta. Ieri sera, su Rai1, Bruno Vespa ha perso le staffe con Giuseppe Provenzano. Il deputato Pd, responsabile Esteri del partito ed ex ministro per il Sud, ha risposto con una battuta al richiamo del conduttore e ha scatenato una reazione che ha gelato i telespettatori: «Questo non glielo consento! Ha fatto una battuta, se la poteva risparmiare. La prego, adesso stia zitto! Lasci parlare gli altri».
Il momento è arrivato durante il confronto con Lucio Malan, capogruppo di Fratelli d’Italia al Senato. Provenzano interveniva con insistenza, inserendosi mentre parlava l’esponente della maggioranza. Vespa ha provato a ristabilire l’ordine: «Scusi, Provenzano… Mettiamoci d’accordo, lei ha parlato: lasci parlare. Se lui parla e lei interrompe…». Il deputato dem ha replicato sereno: «Stavamo interloquendo, è legittimo, siamo in uno studio democratico». A quel punto Vespa, indicando la propria poltrona, ha chiesto: «Vuole venire al posto mio?». E Provenzano, con un mezzo sorriso e indicando il lato occupato da Malan e dagli altri ospiti di centrodestra: «Non lo farei mai, forse dovrebbe sedersi da quella parte».
La battuta è stata la scintilla. Vespa è esploso, puntando il dito e alzando la voce: «Questo non glielo consento! Lei mi deve trovare una trasmissione, con quello che vedete in giro con la par condicio… Non glielo consento!». Lo scambio tra Bruno Vespa e Giuseppe Provenzano ha trasformato il consueto dibattito politico in un caso che ha dominato la notte sui social e sta già infiammando la politica.
Provenzano, voce autorevole del Pd su temi internazionali, è abituato ai toni fermi nei talk. Vespa, invece, da decenni simbolo di Porta a Porta, ha sempre rivendicato il ruolo di arbitro imparziale. Proprio sulla par condicio il conduttore ha costruito la sua replica nelle ore successive. In una nota diffusa ieri, Vespa ha ricordato che il suo programma «ha sempre fatto, dalle origini, della par condicio costante la sua forse stupida religione» e che in questa stagione il Pd è stato «numericamente presente più di ogni altro partito». Poi la stoccata: «Comprendo perfettamente il disagio dei componenti Pd della commissione di Vigilanza Rai. Abituati nella televisione d’oggi a non avere quasi dappertutto controparte se non talvolta in misura simbolica, capisco che trovino normale che l’onorevole Provenzano – che ha avuto un tempo di parola superiore al senatore Malan interrotto costantemente – rivolga la più grave delle offese a un giornalista che già prima che Provenzano nascesse aveva dimostrato quanto doveva in fatto di correttezza professionale».
La reazione del Pd non si è fatta attendere. I componenti dem della commissione di Vigilanza Rai hanno definito la sfuriata di Vespa «inaccettabile e sproporzionata», chiedendo alla Rai «una netta presa di distanza dai toni» che «minano il ruolo imparziale della trasmissione». Nella nota dem si legge anche un riferimento al «nervosismo nel governo dopo l’esito del referendum», senza entrare nel merito del dibattito ma puntando dritto sul servizio pubblico. Fratelli d’Italia ha invece difeso il conduttore, definendolo un «baluardo indiscusso di pluralismo».
Sul web il video dello scontro Vespa-Provenzano è diventato virale in poche ore. Sui social si dividono i commenti: c’è chi accusa Provenzano di aver interrotto in modo sistematico e chi invece vede nella reazione di Vespa un eccesso di suscettibilità proprio sul tema della presunta vicinanza alla maggioranza. Il botta e risposta tra Bruno Vespa e Giuseppe Provenzano ha riaperto il solito dibattito sulla conduzione dei talk show di Rai1: dove finisce il diritto di moderare e dove inizia la tensione personale?
In un’Italia politicamente divisa, episodi come questo finiscono per pesare più di tanti interventi programmati. Perché a restare impressa non è solo la battuta di Provenzano, ma il modo in cui Vespa ha deciso di chiuderla. Un momento che, al di là delle posizioni di partito, fotografa la fatica di tenere insieme confronto e rispetto delle regole in uno studio televisivo. E che, inevitabilmente, continuerà a far discutere nei prossimi giorni.