Silvia Salis: «Io anti-Meloni? Se me lo chiedessero lo prenderei in considerazione»

Silvia Salis

ROMA – La sindaca di Genova Silvia Salis non ha chiuso la porta a un ruolo nazionale. In un’intervista rilasciata a Bloomberg ha risposto con franchezza alla domanda che circola da settimane nei corridoi del centrosinistra: se le venisse chiesto di candidarsi contro Giorgia Meloni alle prossime elezioni politiche, sarebbe disposta a farlo? «Sarebbe una bugia dire che non lo prenderei in considerazione», ha detto Salis, aggiungendo che l’attenzione nazionale che sta ricevendo la lusinga e che non può sfuggirle.

La dichiarazione, arrivata proprio mentre il centrosinistra cerca una figura in grado di aggregare dopo la sconfitta referendaria subita dal governo, ha immediatamente riacceso i riflettori sulla prima cittadina di Genova. Ex lanciatrice del martello con due partecipazioni olimpiche alle spalle (Pechino 2008 e Londra 2012), ex vicepresidente vicaria del CONI, Silvia Salis è approdata alla politica solo di recente, vincendo le amministrative del 2025 al primo turno con il sostegno ampio del campo progressista. Da allora la sua parabola è stata rapida e visibile: una sindaca giovane, comunicativa, con un profilo che mescola sport, concretezza amministrativa e un’immagine lontana dagli stereotipi della politica tradizionale.

Le parole a Bloomberg arrivano in un momento delicato per l’opposizione. La sconfitta del referendum ha lasciato il centrodestra in difficoltà e il centrosinistra alla ricerca di un volto nuovo capace di sfidare la premier sul terreno della leadership. Salis non si è candidata alle primarie e ha più volte frenato sul tema, definendole divisive e preferendo parlare di progetti concreti. Eppure, proprio il suo “no” alle primarie e il suo stile diretto stanno alimentando il dibattito: molti la vedono come una possibile carta da giocare nel 2027, una figura civica progressista in grado di parlare a un elettorato più ampio, compresa quella parte di centrosinistra che cerca un’alternativa meno ideologica.

La sindaca di Genova ha costruito la sua credibilità sul territorio con un approccio pragmatico: dal rilancio della Blue Economy alla scuola delle professioni del mare, passando per interventi su mitigazione climatica e depavimentazione urbana. Ma è il suo modo di comunicare, diretto e a tratti provocatorio, a far discutere. Negli ultimi mesi ha attaccato duramente il governo su pressione fiscale, sicurezza e dossieraggio, arrivando a definire «grottesca» l’ipotesi di pressioni del governatore ligure Marco Bucci sul Secolo XIX. Posizioni che le hanno guadagnato consensi nel centrosinistra ma anche critiche da parte della destra, che la accusa di cavalcare le polemiche per proiettarsi su scala nazionale.

Sui social e nei talk la reazione è stata immediata. Da una parte chi la incoraggia, vedendo in lei una possibile “anti-Meloni” con un passato sportivo che ricorda per certi versi il percorso della premier, dall’altra chi invita alla prudenza: restare a Genova per completare il mandato o cedere alle sirene romane? C’è chi ricorda che la città ligure ha bisogno di continuità dopo anni di transizione, e chi invece sostiene che una figura come Salis potrebbe ridare slancio a un’opposizione spesso accusata di frammentazione.

Il suo profilo atipico – ex atleta di alto livello diventata dirigente sportiva e poi sindaca – continua a incuriosire. Ha dovuto combattere pregiudizi di genere fin dall’inizio della campagna elettorale, con avversari che hanno provato a ridurla al suo aspetto o al suo ruolo di madre e moglie. Reazioni che lei ha trasformato in forza, mostrando una tenacia che molti oggi riconoscono come tratto distintivo. Ora, mentre Genova affronta sfide complesse come il futuro dell’ex Ilva e lo sviluppo portuale, la sua voce esce sempre più spesso dal perimetro locale per entrare nel dibattito nazionale.

Silvia Salis non ha ancora fatto un passo formale verso una candidatura premier, ma la sua disponibilità espressa a Bloomberg segna un punto di non ritorno nel racconto politico di queste settimane. In un centrosinistra alla ricerca di identità e di leader, la sindaca genovese rappresenta per molti una scommessa concreta: una donna che viene dallo sport, abituata a misurarsi con risultati misurabili, e che parla di giustizia sociale senza rinunciare allo sviluppo economico. Resta da vedere se questa traiettoria si fermerà sui lungomare di Genova o se, come molti stanno ipotizzando, punterà dritta verso Palazzo Chigi. Per ora, la palla è nel campo delle forze di opposizione.

Wendell Stewart

Wendell Stewart

Wendell Stewart is an international writer covering politics, music, literature, finance, sports, film, and global current affairs, known for clear, well-researched, and engaging reporting.

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