I Cesaroni il ritorno: la prima puntata ha già spezzato il cuore ai fan tra abbracci e assenze

I Cesaroni il ritorno

Roma, 14 aprile 2026. Ieri sera, alle 21.30 su Canale 5, la Garbatella è tornata a vivere. Pentole e bicchieri che tintinnano, la bottiglieria che riapre i battenti, Giulio Cesaroni che urla come se il tempo non fosse mai passato. I Cesaroni il ritorno è sbarcato in prima serata con dodici episodi spalmati in sei lunedì, e già dopo la prima puntata l’Italia si è divisa: chi piangeva di gioia rivedendo Marco, Rudi e Mimmo cresciuti, chi invece ha sentito un nodo in gola per quello che non c’era più.

Claudio Amendola non è solo tornato nei panni di Giulio: li ha diretti pure, con la passione di chi ha aspettato dodici anni questo momento. Accanto a lui il cast cesaroni il ritorno si è ricomposto intorno al nucleo duro: Matteo Branciamore è ancora Marco, Niccolò Centioni è Rudi, Federico Russo è Mimmo, Ludovico Fremont riprende Walter dopo anni di assenza, Elda Alvigini è Stefania, Maurizio Mattioli è lo zio Augusto. Ma la famiglia si è allargata. Arrivano Ricky Memphis nei panni di Carlo, il consuocero sui generis, Lucia Ocone è l’eccentrica Livia che salva la bottiglieria, Marta Filippi è Virginia, Chiara Mastalli è Ines, Andrea Arru è Olmo, Pietro Serpi è il piccolo Adriano. E c’è anche Valentina Bivona nei panni di Marta Cesaroni, ormai adolescente.

Il salto temporale è netto. Sono passati dodici anni dall’ultima puntata del 2014. I ragazzi sono diventati uomini, Giulio è nonno, la vita ha portato nuovi drammi e nuove alleanze. Eppure la prima puntata ha fatto esplodere la nostalgia: la sigla cantata a squarciagola dal cast, la Garbatella che sembra non essere cambiata, le battute romane che sanno ancora di casa. Mediaset Infinity ha già caricato tutti gli episodi in streaming per chi non vuole aspettare il lunedì sera.

Ma è proprio qui che il ritorno brucia. Perché pesano, e tanto, le grandi assenze del cast cesaroni il ritorno. Niente Elena Sofia Ricci, niente Max Tortora, niente Alessandra Mastronardi, niente Micol Olivieri. E soprattutto niente Antonello Fassari, scomparso nell’aprile 2025: la settima stagione è dedicata a lui, e Amendola lo ha ripetuto con la voce rotta durante la presentazione alla Garbatella. «In qualche modo ci sarà anche lui», ha detto commosso. I fan sui social lo sentono: l’abbraccio è caldo, ma il vuoto si vede.

Claudio Amendola lo sa. In conferenza ha parlato di emozioni, fatica, gioia. Ha raccontato di aver ritrovato la stessa famiglia sul set, di aver voluto raccontare una Garbatella che cresce ma non cambia dentro. Eppure il dubbio resta: può una serie cult del 2006 reggere il confronto con il 2026? Il pubblico che la amava da ragazzino oggi ha trent’anni e chiede storie più adulte. I nuovi spettatori, quelli arrivati su Netflix e piattaforme, vogliono ritmo diverso, ironia meno urlata. La prima puntata ha tenuto banco su tutti i social: chi scrive «è tornata la mia infanzia», chi invece «bello ma senza Eva e Lucia non è la stessa cosa».

Il rischio è reale. I revival italiani spesso inciampano proprio qui: troppa nostalgia, pochi rischi. I Cesaroni il ritorno ha scelto di mescolare vecchio e nuovo, di far crescere i personaggi senza tradirli. Ma dopo dodici anni di attesa, il pubblico è esigente. Vuole ridere come prima, ma anche riconoscersi. Vuole sentire che la bottiglieria è ancora il centro del mondo, anche se fuori la vita è cambiata.E allora stasera, quando torneranno in onda il secondo e terzo episodio, l’Italia si sintonizzerà di nuovo su Canale 5 alle 21.30 per capire se la magia resiste. Perché i cesaroni il ritorno non è solo una fiction: è un pezzo di memoria collettiva. Può una famiglia televisiva invecchiare senza perdere l’anima? La risposta, episodio dopo episodio, la daranno i telespettatori. Per ora una cosa è certa: la Garbatella ha riaperto le porte. E noi, volenti o nolenti, siamo già dentro.

Wendell Stewart

Wendell Stewart

Wendell Stewart is an international writer covering politics, music, literature, finance, sports, film, and global current affairs, known for clear, well-researched, and engaging reporting.

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