Assemblea MPS, colpo di scena: Luigi Lovaglio torna al vertice e la banca sceglie la continuità

Luigi Lovaglio

Siena, 15 aprile 2026. L’assemblea degli azionisti di Banca Monte dei Paschi di Siena ha riservato una sorpresa che nessuno si aspettava fino in fondo. La lista presentata da Plt Holding della famiglia Tortora, che ricandidava Luigi Lovaglio come amministratore delegato, ha prevalso con il 49,95% dei voti espressi, conquistando otto seggi su quindici nel nuovo consiglio di amministrazione. La lista sostenuta dal cda uscente, che puntava su Fabrizio Palermo come nuovo ceo, si è fermata al 38,79%. Un ribaltone netto, accolto con applausi e cori di “Lovaglio, Lovaglio” dai piccoli azionisti presenti in sala.

Pochi giorni fa Lovaglio era stato estromesso dalla lista del consiglio e addirittura licenziato “per giusta causa” dopo aver contestato la scelta del board. Oggi è di nuovo in sella, pronto per un secondo mandato alla guida della banca più antica del mondo. «Non vedo l’ora di ricominciare, con il passo giusto», ha dichiarato a caldo, sottolineando che non si tratta di una rivincita personale ma della volontà di portare avanti un progetto «estremamente importante non solo per il sistema finanziario, ma credo anche per il Paese».

Il voto di oggi chiude una fase di forte tensione nella governance di MPS. Decisivi sono stati i grandi azionisti: Delfin della famiglia Del Vecchio (17,5%) ha scelto di appoggiare la lista Tortora-Lovaglio, così come Banco BPM (circa il 3,7%), BlackRock e il fondo norvegese Norges. Francesco Gaetano Caltagirone, che sosteneva la lista del cda, ha visto prevalere la linea opposta. Il titolo MPS ha reagito positivamente in Borsa, accelerando sul finale con un guadagno superiore al 4-5%, segnale che il mercato ha apprezzato il ritorno di un manager considerato il “risanatore” della banca.

Lovaglio era arrivato a Siena nel momento più difficile della storia recente di MPS. Aveva guidato il turnaround, ridotto drasticamente i crediti deteriorati, riportato la banca in utile e avviato un percorso di normalizzazione dopo anni di salvataggi pubblici. La sua gestione aveva restituito credibilità a un istituto che sembrava destinato a scomparire o a essere smembrato. Poi era arrivata l’operazione su Mediobanca, con l’acquisizione che ha cambiato gli equilibri del gruppo e aperto scenari di integrazione più ampia nel sistema bancario italiano.

Proprio su questo fronte Lovaglio ha sempre spinto con convinzione: l’integrazione con Mediobanca rappresenta per lui un progetto strategico capace di creare valore, non solo per MPS ma per l’intero sistema. Oggi, con il nuovo mandato, avrà la possibilità di riprendere in mano quel percorso, superando le resistenze e le divisioni interne che avevano portato alla sua estromissione temporanea. Il nuovo consiglio, con figure come Cesare Bisoni, Flavia Mazzarella e altri professionisti di peso, dovrà ora trovare un equilibrio tra continuità e rinnovamento, soprattutto nella scelta della presidenza.

L’assemblea di oggi va però oltre il singolo caso MPS. Riflette le tensioni tipiche della fase di consolidamento del settore bancario italiano: da una parte la necessità di efficienza e scala, dall’altra le sensibilità territoriali, il ruolo dei soci privati e le attenzioni della vigilanza europea. La BCE aveva fatto filtrare perplessità sul profilo di alcuni candidati alternativi, un elemento che ha pesato sulle valutazioni di investitori istituzionali come BlackRock e Norges, sempre attenti alla solidità della governance.

Per gli investitori, il ritorno di Lovaglio rappresenta un segnale di stabilità e di focus sul piano industriale già tracciato. Per Siena e per i dipendenti della banca è un messaggio di continuità dopo mesi di incertezza. Eppure il cammino resta complesso: integrare Mediobanca, gestire il peso della partecipazione in Generali, affrontare la concorrenza di gruppi più grandi e rispondere alle aspettative di un azionariato misto tra fondi internazionali, famiglie imprenditoriali e piccoli soci.

Luigi Lovaglio sa che il tempo a disposizione non è infinito. «Recuperare il tempo perso sul piano», ha detto ai microfoni dopo l’assemblea, lasciando intendere che l’obiettivo è rimettere subito in carreggiata il progetto strategico. Il mercato sembra aver accolto con favore questa linea: il titolo ha festeggiato, e con esso anche Mediobanca.

L’assemblea di Siena ha dimostrato ancora una volta quanto la governance di MPS resti sensibile e quanto conti il sostegno degli azionisti di riferimento. Lovaglio è tornato. Ora tocca a lui e al nuovo consiglio dimostrare che questa non è stata solo una vittoria di assemblea, ma l’inizio di una nuova fase solida per una banca che ha già scritto pagine importanti della storia italiana e che, tra mille difficoltà, continua a giocare un ruolo centrale nel sistema finanziario del Paese.

Wendell Stewart

Wendell Stewart

Wendell Stewart is an international writer covering politics, music, literature, finance, sports, film, and global current affairs, known for clear, well-researched, and engaging reporting.

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