Alessandra Ghisleri: centro-destra sotto scossa, FdI perde terreno e il campo largo si fa sotto

ROMA – Alessandra Ghisleri torna a parlare e il centrodestra tira un sospiro di sollievo misto a preoccupazione. La direttrice di Only Numbers, la voce più ascoltata quando si tratta di sondaggi politici, ha messo nero su bianco quello che in molti a Palazzo Chigi e nei partiti della maggioranza temevano: Fratelli d’Italia è in calo. Nel rilevamento più recente, diffuso su Porta a Porta, il partito della premier Giorgia Meloni scende al 27,3%, perdendo due punti in un solo mese. Un segnale che, per la prima volta dalla vittoria del 2022, mostra crepe evidenti nella corazza di consenso che ha retto fino a oggi.
Non è un crollo, sia chiaro. Il centrodestra nel suo complesso resta al 45,1% e mantiene un vantaggio, seppur risicato, sul campo largo che arriva al 44,8%. Ma la dinamica raccontata da Ghisleri è chiara: il “mese nero” post-referendum sulla giustizia ha lasciato il segno. Il No uscito dalle urne a marzo non ha regalato automaticamente consensi alla sinistra, eppure ha eroso la percezione di invincibilità del governo. Il Movimento 5 Stelle sale all’11,7% capitalizzando malumori diffusi, mentre il Pd di Elly Schlein si attesta al 22,3%. Forza Italia e Lega tengono rispettivamente all’8,8% e all’8,3%, ma il peso specifico di FdI si è alleggerito.
La sondaggista, da sempre attenta alle sfumature dell’elettorato, non usa giri di parole: gli scandali recenti, le dimissioni che hanno colpito la maggioranza e l’incertezza economica internazionale – dalla crisi energetica alle tensioni globali – stanno agendo come una “goccia cinese” sul consenso. Gli italiani, spiega Ghisleri, cercano certezze. Quando queste vacillano, il voto punisce, anche chi ha governato con relativa stabilità. E il calo di due punti di FdI non è solo un numero: è un campanello d’allarme per una coalizione che fino a poche settimane fa sembrava blindata.
Il dato più inquietante per il centro-destra è proprio questo: l’erosione non arriva da un’opposizione unita e vincente, ma da un elettorato che sembra aver iniziato a ragionare con maggiore freddezza. Molti elettori moderati, quelli che quattro anni fa avevano scelto Meloni per cambiare pagina, oggi guardano con occhio critico alle fibrillazioni interne e alle uscite di Roberto Vannacci con il suo Futuro Nazionale al 3,4%. Un alleato scomodo che può fare la differenza nei conteggi ma crea tensioni strategiche dentro la coalizione.
Alessandra Ghisleri, con la sua consueta lucidità, non drammatizza ma neppure minimizza. I suoi sondaggi politici hanno sempre avuto un valore aggiunto: non si limitano a fotografare il presente, ma anticipano le tensioni sotterranee. Chi la segue sa che quando parla di “flessione” non è un’allarme rosso, ma un invito a riflettere. E in questo caso il messaggio è politico prima ancora che numerico: il centro-destra non può più permettersi di dare per scontato il suo elettorato. Servono risposte concrete sui temi quotidiani – inflazione, energia, sicurezza – altrimenti il vantaggio attuale rischia di sciogliersi come neve al sole.
Sui social e nei talk show le reazioni sono già divise. Da una parte chi minimizza (“oscillazioni normali dopo un referendum”), dall’altra chi vede il bicchiere mezzo vuoto e invoca un cambio di passo prima delle regionali e, soprattutto, delle politiche del 2027. L’opposizione, ovviamente, esulta: Schlein e Conte interpretano il dato come la prova che il vento sta girando. Ma anche qui Ghisleri è cauta: il campo largo tallona ma non sorpassa, e gli indecisi restano altissimi, intorno al 44%.
La domanda che aleggia in queste ore è la stessa che la sondaggista ha lasciato aperta nelle sue analisi: si tratta di un aggiustamento temporaneo o dell’inizio di una inversione di tendenza? Il centro-destra ha ancora la forza di reagire e ricompattarsi, o la lunga permanenza al governo sta iniziando a pesare? Alessandra Ghisleri, con i suoi numeri, non dà risposte preconfezionate. Offre però uno specchio spietato alla politica italiana: il consenso non è mai eterno. E in questo momento il centrodestra è chiamato a dimostrare di aver capito il messaggio prima che sia troppo tardi.
