Italia ripescata ai Mondiali 2026? L’ipotesi del super playoff FIFA che riaccende il sogno azzurro (ma tutto dipende dall’Iran)

Italia ripescata ai Mondiali 2026

ROMA – L’Italia non è qualificata. Lo sappiamo tutti dopo la sconfitta nella finale playoff contro la Bosnia. Eppure, in queste ore, il termine italia ripescata ai Mondiali 2026 è tornato a infiammare social, bar e chat di tifosi. Non è un sogno impossibile, ma un’ipotesi reale quanto fragile, legata a doppio filo al destino dell’Iran e alla discrezionalità assoluta della FIFA.

La Nazionale di Teheran si è qualificata sul campo nel marzo 2025 e occupa il Gruppo G con Belgio, Egitto e Nuova Zelanda. Le sue partite sono in programma tutte negli Stati Uniti, paese ospitante insieme a Canada e Messico. Ma la guerra in Medio Oriente ha cambiato tutto. Il ministro dello Sport iraniano Ahmad Donyamali ha più volte lasciato intendere che la partecipazione non è scontata, mentre il ct Amir Ghalenoei ha provato a spegnere le voci: «Non ci sono motivi per non andare». Gianni Infantino, però, è stato chiarissimo: «L’Iran verrà, deve venire». Parole che suonano come un avvertimento politico più che sportivo.

E qui entra in gioco l’articolo 6.7 del regolamento FIFA per i Mondiali 2026. In caso di ritiro o esclusione di una squadra qualificata, la Federazione «decide a sua totale discrezione e può sostituire la squadra con un’altra». Nessuna regola automatica, nessun diritto di priorità per la migliore classificata tra le escluse. Solo il potere di Infantino e del Consiglio FIFA.

Ed è proprio su questo vuoto regolamentare che si è costruita l’ipotesi più clamorosa: un super playoff intercontinentale a quattro squadre – due dall’AFC e due dall’UEFA – per assegnare il posto lasciato libero dall’Iran. Secondo quanto riportato da The Athletic e RMC Sport, l’Italia, in quanto migliore nazionale non qualificata nel ranking FIFA tra le europee escluse, sarebbe tra le candidate più forti insieme a Danimarca o altre escluse dell’ultima ora. Una formula che riequilibrerebbe il torneo senza stravolgere completamente i gironi e che, per la prima volta, darebbe agli Azzurri una chance concreta di volare negli Stati Uniti.

Ma attenzione: non è un’autostrada. Molti analisti internazionali sottolineano che la soluzione più probabile resterebbe quella di sostituire l’Iran con un’altra squadra asiatica (Emirati Arabi o Iraq, per esempio) per mantenere l’equilibrio tra confederazioni. Cambiare continente con un europeo sarebbe una scelta politica forte, quasi rivoluzionaria. E la FIFA, in questi casi, tende a essere conservatrice.

Intanto il conto alla rovescia corre. Il Mondiale parte l’11 giugno e la federazione iraniana ha tempo fino al 12 maggio per comunicare la decisione definitiva. Ogni giorno che passa senza un forfait ufficiale riduce le speranze azzurre. Sui social i tifosi sono divisi: c’è chi grida al miracolo e posta meme con Spalletti in versione eroe, chi invece scuote la testa e ricorda che «con la FIFA non si sa mai». I giornali stranieri parlano apertamente di «scenario geopolitico che potrebbe riscrivere il destino dell’Italia».

La verità è che il ripescaggio italia mondiali 2026 è diventato il simbolo di quanto il calcio sia ostaggio di forze più grandi del pallone: guerre, diplomazia, equilibri di potere. Spalletti e i ragazzi hanno chiuso il ciclo playoff con la testa alta, ma senza il biglietto. Ora quel biglietto potrebbe arrivare da una porta secondaria, aperta solo se l’Iran dirà no.

Per ora è solo un’ipotesi. Ma è un’ipotesi che tiene incollati milioni di italiani davanti alle notizie. Perché dopo due Mondiali saltati, l’idea di una terza chance – per quanto remota – fa sognare. La palla è nel campo della FIFA. E della geopolitica. Fino all’ultimo giorno utile, il sogno azzurro resta acceso. Fragile, condizionato, ma ancora vivo.

Wendell Stewart

Wendell Stewart

Wendell Stewart is an international writer covering politics, music, literature, finance, sports, film, and global current affairs, known for clear, well-researched, and engaging reporting.

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