Scandalo Rocchi: il designatore arbitrale indagato per frode sportiva, l’Inter nel mirino dell’inchiesta

Rocchi

Il caso che scuote il calcio italiano: Gianluca Rocchi si autosospende dopo l’avviso di garanzia della Procura di Milano. Tre i capi d’imputazione, con ombre pesanti sul ruolo dell’Inter nelle designazioni arbitrali.

Una bomba è esplosa nel cuore del calcio italiano nella serata del 25 aprile 2026. Gianluca Rocchi, designatore degli arbitri di Serie A e B, ha ricevuto un avviso di garanzia dalla Procura di Milano con l’accusa di concorso in frode sportiva. Un’accusa pesantissima, che richiama alla memoria i fantasmi di Calciopoli di vent’anni fa, e che ha scosso l’intero sistema arbitrale italiano nel pieno di una stagione che entra nella sua fase decisiva.

Tre capi d’imputazione, una sola parola: Inter

Secondo quanto emerso dall’avviso di garanzia, sarebbero tre gli episodi contestati a Rocchi. Il primo riguarda la designazione dell’arbitro Andrea Colombo per la partita Bologna-Inter del 20 aprile 2025, vinta dai padroni di casa grazie a un gol di Orsolini nei minuti di recupero: secondo la Procura, Colombo sarebbe stato scelto perché considerato un arbitro gradito alla società nerazzurra.

Il secondo capo d’imputazione coinvolge la gestione della designazione per la semifinale di Coppa Italia tra Milan e Inter. Rocchi avrebbe orientato la scelta verso l’arbitro Doveri con l’obiettivo di evitare, nelle partite successive e decisive, la presenza di un direttore di gara ritenuto poco gradito ai nerazzurri.

Il terzo episodio — forse il più documentato — riguarda la partita Udinese-Parma del 1° marzo 2025. In quella occasione, Rocchi avrebbe violato il protocollo VAR, che garantisce la totale autonomia delle sale di revisione video, inducendo la chiamata all’on field review da parte dell’arbitro Fabio Maresca per l’assegnazione di un rigore a favore dell’Udinese. Il risultato finale fu 1-0 per i friulani, deciso proprio dal penalty trasformato da Thauvin. Un video diffuso dall’agenzia AGI mostrerebbe l’addetto VAR Daniele Paterna inizialmente contrario all’assegnazione del rigore, per poi cambiare improvvisamente idea dopo essersi girato verso qualcuno fuori dall’inquadratura.

Il caso Inter-Verona del 6 gennaio 2024

Nell’indagine finisce anche una partita più datata: Inter-Verona del 6 gennaio 2024. In quella gara, la gomitata di Alessandro Bastoni ai danni del gialloblù Duda non fu vista né dall’arbitro Fabbri né dalla VAR, nell’azione che portò poi al gol vittoria di Frattesi per il 2-1 nerazzurro. Un episodio che all’epoca aveva già fatto discutere e che ora torna prepotentemente sotto i riflettori dell’inchiesta penale.

Anche Gervasoni nel registro degli indagati

Insieme a Rocchi, è finito nel registro degli indagati anche Andrea Gervasoni, supervisore VAR. L’accusa a suo carico riguarda la partita Salernitana-Modena dell’8 marzo 2025: Gervasoni avrebbe sollecitato e incalzato il VAR Luigi Nasca affinché richiamasse il direttore di gara Antonio Giuia alla on field review, dopo che era stato inizialmente assegnato un calcio di rigore a favore del Modena.

L’origine dell’inchiesta: l’esposto di Domenico Rocca

Tutto parte da una lettera-denuncia presentata nel maggio 2025 da Domenico Rocca, ex assistente arbitrale, che segnalò presunte anomalie nella gestione di alcune decisioni arbitrali, tra cui un episodio legato a Napoli-Fiorentina del maggio 2024. Quell’esposto fu archiviato dalla giustizia sportiva — decisione che ora la Procura Generale dello Sport sta rivalutando con urgenza.

Rocchi si autosospende: “Uscirò indenne”

La risposta di Rocchi è arrivata nella serata stessa, con una dichiarazione all’ANSA: “In accordo con l’AIA e per il bene del gruppo CAN che deve poter operare nella massima serenità, ho deciso di autosospendermi, con decorrenza immediata, dal ruolo di responsabile CAN.” Il designatore ha poi aggiunto di essere “sicuro di aver agito sempre correttamente” e di avere “piena fiducia nella magistratura”, confidando di uscire dalla vicenda giudiziaria “indenne e più forte di prima”. L’interrogatorio è fissato per il 30 aprile 2026.

Cosa rischia Rocchi — e cosa rischia l’Inter

Sul piano penale, la frode sportiva in Italia è punita con la reclusione da un mese a un anno e una multa compresa tra 250 e 1.000 euro. Si tratta di pene edittali relativamente contenute, ma l’effetto reputazionale e sportivo potrebbe essere ben più devastante. Sul fronte della giustizia sportiva, la Procura Federale ha già richiesto gli atti alla Procura della Repubblica di Milano, mentre il capo della Procura Generale dello Sport, Ugo Taucer, ha chiesto una relazione urgente al responsabile della Procura della Federcalcio Giuseppe Chiné — lo stesso che aveva archiviato il fascicolo.

Per quanto riguarda l’Inter, al momento non risultano indagati in seno al club nerazzurro. Tuttavia, se dovesse emergere un rapporto diretto tra la società e le presunte pressioni sulle designazioni arbitrali, lo scenario giudiziario e sportivo potrebbe cambiare radicalmente. Il campionato di Serie A potrebbe essere investito da un’ondata di polemiche senza precedenti dagli anni di Calciopoli.

L’AIA convoca il Comitato Nazionale d’urgenza

Il Comitato Nazionale dell’Associazione Italiana Arbitri si è riunito d’urgenza per valutare la posizione di Rocchi e decidere chi prenderà il suo posto nella gestione delle designazioni nelle ultime, cruciali settimane della stagione. Il ministro dello Sport Andrea Abodi ha commentato la vicenda sottolineando come “l’aspetto più grave” non sia solo l’indagine in sé, ma il modo in cui la denuncia originaria sarebbe stata gestita all’interno del sistema calcistico, senza riscontri pubblici adeguati.

Il calcio italiano trattiene il fiato. L’interrogatorio del 30 aprile potrebbe essere solo l’inizio.

Wendell Stewart

Wendell Stewart

Wendell Stewart is an international writer covering politics, music, literature, finance, sports, film, and global current affairs, known for clear, well-researched, and engaging reporting.

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