Paura a Gallipoli, motoscafo urtato da squalo mako: il video che ha fatto tremare il Salento

Momenti di puro terrore si sono vissuti nel pomeriggio di domenica 26 aprile al largo di Gallipoli, dove un motoscafo impegnato in una tranquilla battuta di pesca sportiva è stato improvvisamente urtato con violenza da un grosso esemplare di squalo mako. L’impatto ha provocato attimi di panico a bordo, con i diportisti che hanno temuto il peggio prima di rendersi conto che l’animale, pur di grandi dimensioni, non aveva attaccato l’imbarcazione in modo aggressivo ma l’aveva colpita con forza sulla prua.
Secondo le prime ricostruzioni, l’episodio è avvenuto a circa cinque miglia dalla costa. A bordo del motoscafo c’erano due persone che stavano pescando quando, all’improvviso, hanno notato un’ombra scura cambiare direzione e dirigersi verso di loro. Un tonfo secco, una vibrazione fortissima e lo scafo che ha sobbalzato: lo squalo, un adulto di notevoli dimensioni identificato come squalo mako (Isurus oxyrinchus), ha urtato violentemente la parte anteriore del natante. L’animale presentava una vistosa ferita tra la pinna dorsale e la coda, elemento che secondo gli esperti potrebbe aver contribuito a renderlo nervoso o disorientato.
Il video girato dai presenti a bordo, diventato rapidamente virale, mostra l’animale affiorare più volte accanto allo scafo, nuotare parallelo al motoscafo e poi colpire con decisione. Per qualche secondo a bordo nessuno ha respirato: il rumore del motore, il colore dello scafo o forse la confusione causata dalla ferita potrebbero aver spinto lo squalo a considerare l’imbarcazione una possibile preda o semplicemente a reagire in modo istintivo. Fortunatamente non ci sono stati feriti né danni strutturali gravi al motoscafo, ma lo spavento è stato enorme.
L’episodio ha fatto subito il giro dei social e delle chat dei diportisti salentini, riaccendendo la discussione sulla presenza di squali nelle acque del basso Adriatico e sullo Ionio. Il squalo mako è uno dei predatori più veloci del Mediterraneo, capace di raggiungere velocità elevate e di compiere balzi fuori dall’acqua. Avvistamenti occasionali non sono rarissimi nelle acque pugliesi, soprattutto in primavera, ma un contatto così ravvicinato con un’imbarcazione da diporto resta un evento eccezionale e inquietante.
Le autorità marittime e la Capitaneria di Porto di Gallipoli sono state immediatamente informate. Al momento non risultano feriti e non è stato necessario alcun intervento di soccorso, ma l’incidente ha spinto a una maggiore attenzione sulle norme di sicurezza in mare, soprattutto per chi pratica la pesca sportiva o naviga con piccole imbarcazioni vicino alla costa. Esperti contattati nelle ore successive hanno spiegato che lo squalo, probabilmente stressato dalla ferita, potrebbe aver confuso il rumore del motore o il movimento dello scafo con quello di un grosso pesce.
Questo caso riapre interrogativi su come convivere con la fauna marina in un’area turistica frequentatissima come il Salento. Da un lato, episodi come questo ricordano che il mare resta un ambiente selvaggio, dove l’uomo è ospite e non sempre padrone. Dall’altro, sollevano dubbi su possibili fattori esterni – come l’inquinamento, le reti abbandonate o le attività umane – che potrebbero alterare il comportamento degli squali, spingendoli più vicino alla costa o rendendoli più nervosi.
I due diportisti, una volta rientrati a terra, hanno raccontato di aver vissuto attimi di grande tensione: “Ha colpito sotto la barca, abbiamo sentito un impatto fortissimo. Per un momento abbiamo pensato al peggio”. Il video, girato con il cellulare, ha documentato l’intera sequenza e sta facendo il giro del web, alimentando sia timore che curiosità tra chi frequenta queste acque.
Nel frattempo, le autorità raccomandano prudenza a chi naviga nella zona, invitando a segnalare tempestivamente avvistamenti insoliti. Non si tratta di un allarme generalizzato – gli squali mako non sono considerati particolarmente aggressivi verso l’uomo – ma episodi come questo servono da monito: il rispetto per il mare e per i suoi abitanti resta fondamentale.L’incidente del motoscafo a Gallipoli non ha provocato feriti, ma ha lasciato un segno profondo nella memoria di chi lo ha vissuto. E mentre il video continua a circolare, molti si chiedono se questo sia stato solo un caso isolato o il segnale che qualcosa sta cambiando nelle nostre acque.
