Elena Santarelli a Belve: il peso della verità sul figlio Giacomo e la solidità con Bernardo Corradi

Torna a parlare senza filtri Elena Santarelli. Nell’ultima puntata della stagione di Belve, andata in onda il 28 aprile 2026 su Rai2, la showgirl si è seduta sullo sgabello di Francesca Fagnani ripercorrendo carriera, vita privata e il capitolo più doloroso della sua esistenza: la malattia del figlio Giacomo.
Un’intervista intensa, in cui Elena Santarelli ha alternato momenti di ironia tagliente – come le bordate su Chiara Ferragni – a riflessioni profonde sulla famiglia. Al centro, ancora una volta, il rapporto con il marito Bernardo Corradi e la quotidianità con i due figli: Giacomo, nato nel 2009, e la piccola Greta Lucia.
La conduttrice ha rievocato il 2017, l’anno in cui a Giacomo – allora otto anni – venne diagnosticato un tumore cerebrale. Una notizia che ha stravolto l’esistenza della famiglia Santarelli-Corradi. Elena ha scelto fin da subito di non nascondere il dramma, raccontando pubblicamente le fasi della malattia, le cure e il lungo percorso di guarigione. Nel 2019 ha anche pubblicato il libro Una mamma lo sa, un testo che è diventato per molte famiglie un punto di riferimento.
In studio, Elena Santarelli ha ribadito con lucidità una verità che accompagna da anni la sua maternità: il tumore è stato sconfitto, ma la possibilità che torni esiste e Giacomo ne è consapevole. «Con i giusti modi gli abbiamo spiegato tutto: sa che cosa ha avuto e sa anche che il tumore può tornare, per questo facciamo i controlli», ha detto. Parole che lasciano trasparire la fatica di una madre che ha imparato a convivere con una preoccupazione costante, senza però permettere che definisca l’intera vita della famiglia.
Bernardo Corradi è stato descritto come il pilastro silenzioso di questa storia. Dopo vent’anni di relazione e un matrimonio celebrato nel 2014, Elena Santarelli non ha esitato a definirlo «un marito da 10 e lode». Un’unione solida, senza crisi mediatiche, costruita lontano dai riflettori nonostante la visibilità di entrambi. L’ex calciatore ha accompagnato la moglie e il figlio in ogni fase del percorso, diventando, insieme a lei, voce e sostegno per altre famiglie che affrontano tumori pediatrici.
Il costo di essere “la mamma forte”
Quello che emerge dall’intervista è una Elena Santarelli più consapevole del peso che porta. Essere diventata, suo malgrado, un simbolo di resilienza per tante mamme italiane ha un lato oscuro: la pressione di dover sempre mostrare forza, di trasformare il dolore in messaggio positivo, di bilanciare il desiderio di proteggere la privacy dei figli con la scelta – fatta anni fa – di condividere parti importanti del cammino.
Elena Santarelli ha parlato anche di come la malattia del figlio Giacomo abbia ridefinito le sue priorità, portandola a rimettere al centro la famiglia e a ridimensionare certi aspetti della carriera. Un ritorno alla normalità mai davvero completo, perché chi ha vissuto certi spaventi sa che la serenità è fragile.
Sul fronte social, i commenti dei follower sono divisi tra affetto sincero e curiosità inevitabile. Molti lodano la sua onestà nel non edulcorare la realtà («Il tumore potrebbe tornare» resta una frase che colpisce), altri sottolineano il coraggio di Elena Santarelli e Bernardo Corradi nel crescere Giacomo e la sorella senza nascondere le cicatrici del passato. C’è chi vede in lei una madre come tante, solo più esposta; chi invece percepisce la fatica di chi deve essere sempre “esemplare”.
Una famiglia che va avanti
Oggi Giacomo è un ragazzo che continua a vivere la sua adolescenza, tra scuola, amici e quei controlli periodici che ricordano alla famiglia l’importanza di non abbassare la guardia. Elena Santarelli e Bernardo Corradi sembrano aver trovato un equilibrio: proteggere i figli il più possibile pur restando presenti nel dibattito pubblico quando si tratta di sensibilizzazione sui tumori pediatrici.
L’intervista a Belve lascia una sensazione agrodolce. Da un lato la forza di una coppia che ha retto a una delle prove più dure che una famiglia possa affrontare. Dall’altro, la consapevolezza che per Elena Santarelli il ruolo di madre resta il più esigente, quello in cui non esistono copioni né seconde riprese.In un mondo dello spettacolo che premia spesso le storie patinate, la sua capacità di raccontare anche le crepe – senza vittimismo ma con sincerità – continua a colpire. La domanda che molti si pongono rivedendola è semplice: quanto costa, davvero, trasformare il proprio dolore privato in strumento di aiuto per gli altri? Elena Santarelli, con il sostegno silenzioso di Bernardo Corradi e l’energia dei suoi figli, sembra aver trovato una risposta personale. Ma il cammino, come sa bene, non finisce mai.