Gasolio verso i 2,30 euro senza taglio accise: il governo corre ai ripari, ma autotrasportatori e famiglie pagano il conto più salato

Gasolio verso i 2,30 euro senza taglio accise

Il prezzo gasolio continua a tenere banco e a far discutere. Con la scadenza del taglio delle accise carburante fissata al primo maggio, senza un nuovo intervento il costo carburante rischia di schizzare a livelli record, rendendo il diesel italiano il più caro d’Europa. Al momento i listini self service viaggiano intorno ai 2,05-2,10 euro al litro sulla rete ordinaria e oltre i 2,11 sulle autostrade, ma il conto potrebbe farsi molto più pesante da venerdì.

Il governo Meloni ha prorogato più volte lo sconto da 24,4 centesimi al litro (accise più Iva), introdotto a marzo per tamponare gli effetti della tensione geopolitica in Medio Oriente. Oggi, a poche ore dal Consiglio dei ministri di giovedì 30 aprile, si parla di una mini-proroga più breve – forse una quindicina di giorni – e soprattutto differenziata: lo sconto più consistente sul gasolio rispetto alla benzina, proprio perché il diesel ha subito rincari più marcati negli ultimi mesi. Una scelta che riconosce la realtà: il gasolio è il carburante principale per camion, furgoni e una buona fetta di auto diesel ancora in circolazione.

Accise carburante sotto accusa: perché il diesel costa sempre di più

Il nodo delle accise carburanti è antico e sempre più controverso. Dal primo gennaio 2026 il riallineamento fiscale tra benzina e diesel (voluto per superare il “sussidio ambientalmente dannoso”) aveva già portato a un aumento di circa 4-5 centesimi sul gasolio. Poi sono arrivati i rialzi legati al petrolio e alle tensioni internazionali, che hanno fatto impennare il prezzo diesel oggi ben oltre la soglia psicologica dei due euro.

Autotrasportatori, artigiani e pendolari con diesel in garage sentono il colpo in maniera diretta. Un camionista che fa migliaia di chilometri al mese vede lievitare i costi operativi di centinaia di euro al mese. Le famiglie che usano l’auto per andare al lavoro o portare i figli a scuola si ritrovano con il rincaro gasolio che erode il potere d’acquisto già messo a dura prova da inflazione e bollette. E i distributori? Anche lì c’è malumore: molti gestori denunciano margini risicati mentre i clienti scaricano la rabbia sui tabelloni luminosi.

Il paradosso è evidente. Il taglio temporaneo delle accise costa allo Stato centinaia di milioni di euro al mese, finanziati in parte con risorse straordinarie. Senza proroga, il prezzo gasolio potrebbe avvicinarsi pericolosamente ai 2,30 euro al litro in media nazionale, superando di netto i listini di molti Paesi Ue. Una situazione che rischia di penalizzare soprattutto chi muove merci e persone su gomma, pilastro dell’economia italiana.

Benzina e diesel: un divario che pesa sull’economia reale

Chi guida a benzina respira un po’ di sollievo in questi giorni, con listini più stabili intorno a 1,73-1,78 euro self. Ma per il mondo del trasporto e della logistica il discorso è diverso. Il costo carburante incide pesantemente sulle tariffe di consegna, sui prezzi dei beni sugli scaffali e, alla fine, sulle tasche di tutti. Non è solo una questione di pieno alla pompa: è un costo che si trasferisce a cascata su cibo, merci e servizi.

Le associazioni di categoria dell’autotrasporto chiedono da tempo interventi strutturali, non solo tamponi. Il governo sembra orientato a un taglio mirato sul diesel per mitigare l’impatto, ma la coperta resta corta: ogni proroga pesa sul bilancio pubblico e solleva il solito dibattito su quanto sia sostenibile continuare a intervenire sulle accise carburanti invece di ragionare su una riforma più profonda del sistema di tassazione.

Nel frattempo, sui social e nei bar davanti ai distributori il tono è lo stesso: frustrazione mista a rassegnazione. «Ogni volta che sembra calare, arriva qualcosa che lo fa risalire», commentano molti. I controlli della Guardia di Finanza sui distributori continuano per evitare speculazioni, ma il prezzo industriale del prodotto segue l’andamento del greggio e delle tensioni globali, su cui Roma ha margini limitati.

Il carburanti Italia resta un tema caldo perché tocca la vita quotidiana di milioni di persone. Il taglio accise ha dato un po’ di ossigeno nelle ultime settimane, ma appare sempre più come un cerotto su una ferita che continua a sanguinare. Domani il Cdm dirà l’ultima parola sulla nuova misura. Se arriverà una proroga mirata sul gasolio, molti tireranno un sospiro di sollievo temporaneo. Se invece prevalesse la linea del rigore di bilancio, il rincaro gasolio potrebbe trasformarsi in una stangata vera per chi usa il diesel per lavorare o spostarsi.In un Paese dove il trasporto su gomma è ancora predominante, ignorare il segnale che arriva dalle pompe di benzina rischia di costare caro non solo alle famiglie, ma all’intera catena produttiva. La domanda resta aperta: fino a quando i cittadini e le imprese potranno continuare a pagare un costo carburante così sensibile alle crisi internazionali e alle scelte di bilancio?

Wendell Stewart

Wendell Stewart

Wendell Stewart is an international writer covering politics, music, literature, finance, sports, film, and global current affairs, known for clear, well-researched, and engaging reporting.

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