Nave da crociera hantavirus: tre morti a bordo della MV Hondius al largo di Capo Verde

Tre passeggeri sono morti e almeno altri tre sono gravi per un sospetto focolaio di hantavirus sulla nave da crociera MV Hondius, bloccata nell’Oceano Atlantico al largo di Capo Verde. La nave, partita da Ushuaia in Argentina, è diventata teatro di un’allerta sanitaria internazionale che ha messo in tensione autorità, passeggeri e compagnie di crociera.
L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha confermato un caso di infezione da laboratorio e segnalato cinque sospetti, con tre decessi già avvenuti tra i passeggeri. La nave, gestita dalla compagnia olandese Oceanwide Expeditions e con circa 150 persone a bordo tra passeggeri ed equipaggio, è ora ancorata al largo di Praia, la capitale di Capo Verde, ma le autorità locali hanno negato l’attracco per tutelare la popolazione.
Il dramma si è consumato durante una traversata di diverse settimane dall’Antartide verso l’Africa occidentale. Tra le vittime ci sarebbero una coppia olandese di anziani e un altro passeggero di nazionalità tedesca. Un cittadino britannico di 69 anni è stato evacuato e si trova in terapia intensiva in Sudafrica. Due membri dell’equipaggio risultano ancora a bordo con sintomi e in attesa di trasferimento.
La paura che si diffonde in uno spazio chiuso
A bordo regna un’atmosfera di tensione crescente. I passeggeri, molti dei quali partiti per un’avventura tra ghiacci antartici e isole remote, si sono improvvisamente ritrovati in una situazione da incubo: una nave trasformata in potenziale focolaio, con l’incertezza su quanti altri casi possano emergere. Le cabine, i corridoi comuni, i ristoranti di bordo – luoghi pensati per il relax e la convivialità – diventano adesso spazi dove ogni tosse o malessere viene osservato con apprensione.
L’hantavirus, conosciuto anche come virus dei topi, non si trasmette facilmente da persona a persona. L’infezione avviene principalmente attraverso il contatto con urine, feci o saliva di roditori infetti, o inalando particelle di questi materiali. Sulla nave si indaga sulla possibile presenza di roditori, forse imbarcati durante le soste in zone remote. Nonostante la bassa probabilità di contagio interumano, il contesto confinato di una nave da crociera amplifica il timore: basta un dubbio per far scattare l’ansia collettiva.
I sintomi iniziano spesso come una forte influenza – febbre alta, mal di testa, dolori muscolari – per poi evolvere in forme gravi che possono colpire polmoni o reni. Nel caso di varianti sudamericane, il quadro può essere particolarmente aggressivo, come dimostrato dai decessi rapidi registrati. Le autorità olandesi stanno coordinando il rimpatrio dei malati, mentre Capo Verde mantiene la linea dura: niente sbarchi per proteggere la salute pubblica dell’arcipelago.
Un’allerta che riaccende i timori sulle crociere
Questa vicenda riporta alla mente i lockdown delle navi da crociera durante la pandemia da Covid-19 o i frequenti focolai di norovirus. Ma l’hantavirus ha un profilo diverso: raro, legato all’ambiente e ai roditori, eppure capace di generare panico proprio per la sua imprevedibilità in un ambiente chiuso come una nave. I passeggeri rimasti a bordo vivono ore sospese, tra comunicazioni ufficiali della compagnia e voci che circolano rapidamente via chat di gruppo.
Dal punto di vista economico e turistico, l’impatto è immediato. La compagnia ha dovuto interrompere l’itinerario, con ripercussioni su viaggiatori provenienti da oltre 20 Paesi e su un settore ancora sensibile alle notizie di emergenze sanitarie. Capo Verde, che punta sul turismo come risorsa strategica, ha scelto la precauzione estrema, rifiutando l’attracco nonostante la disponibilità a supportare evacuazioni mediche mirate con eliambulanza.
Gli esperti sottolineano che il rischio per la popolazione generale resta basso, dato che il virus non circola facilmente tra le persone. Tuttavia, l’episodio evidenzia le vulnerabilità delle lunghe traversate oceaniche, soprattutto quando si toccano zone remote dove il controllo su infestazioni di roditori può essere più complesso.
Le indagini proseguono: test di laboratorio, sequenziamento del virus e bonifica della nave sono in corso. Nel frattempo, i passeggeri sani attendono indicazioni sul loro rientro, mentre le famiglie delle vittime vivono ore drammatiche. La MV Hondius rimane ancorata al largo, simbolo di un’allerta che, pur circoscritta, ha riportato sotto i riflettori il delicato equilibrio tra desiderio di viaggiare e rischi sanitari imprevedibili.
La situazione è in evoluzione. Le prossime ore saranno decisive per capire se il focolaio sia sotto controllo o se altri casi emergeranno, e soprattutto per decidere il destino delle persone ancora a bordo.
