Nubifragio, la statua di San Michele perde le ali: ora l’angelo del quartiere torna a volare

Verona, 18 maggio 2026. Da tre anni l’angelo custode di San Michele Extra vegliava mutilato sul suo piedistallo, con le ali spezzate dal furore di un nubifragio che aveva lasciato il quartiere senza parole. Oggi quella ferita si chiude: la statua dell’Arcangelo sul sagrato della chiesa riavrà le sue ali. E con esse, un pezzo di identità collettiva che i residenti non avevano mai smesso di reclamare.
Era l’estate del 2023 quando un violento nubifragio si abbatté su Verona. Pioggia torrenziale, vento impetuoso, grandine. In pochi minuti, pezzi di ala e frammenti di pietra arenaria precipitarono ai piedi della colonna bianca. La statua settecentesca, simbolo silenzioso del quartiere, rimase lì, ferita, a ricordare a tutti quanto sia fragile il nostro patrimonio quando la natura si scatena. I frammenti furono recuperati con cura e custoditi dalla Direzione Edilizia Monumentale del Comune, in attesa di un intervento che sembrava sempre rimandato.
Ora, finalmente, la svolta. La Giunta comunale ha approvato il progetto di restauro conservativo e i lavori stanno per partire. Grazie a una generosa donazione dell’impresa Campagnola Restauro di Pellini Emilio, che mette a disposizione manodopera specializzata per un valore di oltre 18mila euro, l’intervento potrà partire senza pesare ulteriormente sulle casse comunali. Il costo totale è di circa 28mila euro, con il Comune che coprirà materiali, ponteggi e utenze attraverso risorse già previste in bilancio.
La restauratrice Daniela Campagnola, che ha firmato il progetto, seguirà personalmente le fasi del recupero sotto la supervisione della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio. I lavori dureranno circa tre mesi. Un tempo non lunghissimo, ma sufficiente a ridare dignità a un’opera che per il quartiere rappresenta molto più di una semplice scultura.
San Michele Extra ha sempre guardato con affetto e un pizzico di orgoglio a quell’Arcangelo che domina il sagrato. Per generazioni è stato punto di riferimento, immagine di protezione, testimone silenzioso di battesimi, matrimoni e funerali. La sua figura, un tempo integra e imponente, aveva iniziato a mostrare segni di degrado già da decenni a causa degli agenti atmosferici. Ma è stato quel nubifragio del 2023 a segnare il punto di non ritorno: le ali spezzate hanno ferito non solo la pietra, ma anche il senso di appartenenza degli abitanti.
«Si tratta di un piccolo, ma significativo intervento di cura di una statua a cui la comunità di San Michele Extra è molto legata», ha sottolineato la vicesindaca e assessora ai Beni Culturali Barbara Bissoli. «Restituiremo non solo il valore storico-artistico, ma anche un elemento di coesione per il quartiere».
In un periodo in cui i nubifragi diventano sempre più frequenti e violenti, questa storia assume un valore quasi simbolico. Da un lato il rispetto per il nostro passato, dall’altro la consapevolezza che il cambiamento climatico non risparmia nemmeno le opere d’arte. La statua di San Michele, protettore contro le forze del male, sembra oggi più che mai un monito: proteggere ciò che abbiamo di bello e antico richiede impegno costante, risorse e, talvolta, anche un po’ di fortuna.
I residenti del quartiere, che per anni hanno visto quell’angelo “senza ali” come un rimprovero silenzioso, attendono con emozione il ritorno del suo splendore. Presto, tra tre mesi, lo rivedranno lassù, integro, a vigilare di nuovo sul sagrato. E forse, guardando verso l’alto, molti sentiranno un nodo in gola: perché certe ferite, quando vengono curate, raccontano più di tante parole la resilienza di una comunità.
Un angelo che ritrova le ali. A San Michele Extra, in questi giorni, suona quasi come una promessa di rinascita.