Avvelenamento madre e figlia, le indagini puntano sui dispositivi elettronici: chat, tablet e ricerche online al vaglio degli inquirenti

Avvelenamento madre e figlia

Il caso di Pietracatella, in provincia di Campobasso, continua a tenere alta l’attenzione dell’opinione pubblica italiana. La morte di Antonella Di Ielsi, 50 anni, e della figlia Sara Di Vita, 15 anni, avvenuta tra il 27 e il 28 dicembre scorsi, è passata da un’ipotesi iniziale di intossicazione alimentare a un’inchiesta per duplice omicidio premeditato dopo il riscontro di tracce di ricina nel sangue delle due vittime.

Gli investigatori della Procura di Larino e della Squadra Mobile di Campobasso stanno seguendo una pista che si concentra sempre più sulle tracce digitali. Nei giorni scorsi è stato effettuato un nuovo sopralluogo nell’abitazione della famiglia, con il sequestro di telefoni cellulari, un tablet, un computer e altri dispositivi appartenuti alle vittime. Analisi simili erano già state disposte sul cellulare della figlia maggiore Alice Di Vita, l’unica sopravvissuta tra i figli, che non era presente alla cena del 23 dicembre quando sarebbero iniziati i malesseri.

Le autorità stanno esaminando con particolare attenzione chat, messaggi, cronologie di navigazione e qualsiasi dato utile a ricostruire i movimenti e le intenzioni nelle ore e nei giorni precedenti i fatti. In casi di questo tipo, le ricerche online su sostanze tossiche, piante velenose o modalità di acquisto di certi composti possono diventare elementi chiave per delineare un possibile quadro premeditato. La ricina, tossina estratta dai semi di ricino, è estremamente pericolosa anche in dosi minime e la sua presenza ha cambiato radicalmente il corso dell’inchiesta.

Il marito e padre Gianni Di Vita, che aveva riportato sintomi più lievi, è risultato negativo alle analisi per la ricina, elemento che gli inquirenti stanno valutando anche alla luce dei tempi di degradazione della sostanza nel sangue. Le indagini si allargano alla cerchia familiare e di conoscenze più stretta, con numerose persone sentite come testimoni, tra cui parenti e amici. Al momento il fascicolo resta contro ignoti, senza indagati formalmente iscritti.

Questo caso mette in evidenza il ruolo sempre più centrale della forensic digitale nelle moderne indagini su avvelenamenti e delitti. Tablet, cellulari e router possono raccontare dettagli che le testimonianze tradizionali non sempre riescono a fornire: orari di accesso, conversazioni private, ricerche effettuate in momenti specifici. Gli esperti informatici della polizia stanno estraendo dati da questi dispositivi per ricostruire una timeline precisa degli eventi, verificando anche eventuali contatti con l’esterno o movimenti sospetti intorno all’abitazione.

L’attenzione pubblica si concentra proprio su questi aspetti tecnologici. Molti seguono l’evoluzione dell’inchiesta chiedendosi come sia possibile rintracciare un veleno così particolare e come le tracce digitali possano aiutare a chiarire dinamiche familiari complesse. La ricina non è di facile reperimento e la sua gestione richiede conoscenze specifiche, elementi che gli inquirenti stanno vagliando con attenzione.

La comunità locale di Pietracatella vive queste settimane con un misto di sgomento e attesa per la verità. Una tragedia natalizia che ha colpito una famiglia normale ha generato interrogativi profondi su come sia possibile arrivare a gesti estremi all’interno di rapporti stretti. I media seguono con rispetto il lavoro degli investigatori, consapevoli della delicatezza di un caso che tocca temi sensibili come la violenza domestica e i conflitti familiari.

Le analisi tossicologiche coordinate dal Centro Antiveleni di Pavia hanno fornito conferme scientifiche solide, ma restano ancora molti punti da chiarire. Gli inquirenti procedono con metodo, senza forzature, sapendo che ogni dato estratto dai dispositivi potrebbe essere decisivo. In un’epoca in cui quasi ogni azione lascia una traccia digitale, questo tipo di indagini dimostra come la tecnologia sia diventata uno strumento imprescindibile per la ricerca della verità.

Resta l’attesa per gli sviluppi delle perizie telematiche. Ogni chat, ogni ricerca o messaggio cancellato potrebbe aprire nuovi scenari in un giallo che ha già riservato sorprese dolorose. Il silenzio di Pietracatella nasconde ancora risposte che solo un’analisi meticolosa dei fatti e delle prove potrà portare alla luce.

Wendell Stewart

Wendell Stewart

Wendell Stewart is an international writer covering politics, music, literature, finance, sports, film, and global current affairs, known for clear, well-researched, and engaging reporting.

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