Virginia Raggi lontana dal M5S, il richiamo di Di Battista che agita il Movimento

Virginia Raggi

Mentre il Movimento 5 Stelle tenta di consolidare alleanze con il Pd e di sopravvivere all’era post-Grillo, due delle sue ex sindache più simboliche sembrano guardare altrove. Virginia Raggi e Chiara Appendino, un tempo icone della rivoluzione grillina, mostrano segni evidenti di insofferenza verso la linea di Giuseppe Conte. I loro contatti con Alessandro Di Battista non sono più solo voci di corridoio: rappresentano il malessere di chi sente di aver perso l’anima originaria del Movimento.

Virginia Raggi, dopo l’esperienza tormentata a Roma, appare sempre più distante dalla strategia di apertura al centrosinistra. L’ex sindaca rifiuta con forza l’asse con il Pd in Campidoglio, in particolare l’accordo che garantisce assessorati ai pentastellati in vista di un possibile bis di Gualtieri. In chat riservate con i fedelissimi del “Movimento romano”, il malcontento emerge chiaro: troppa mediazione, troppa rinuncia all’identità anti-sistema che aveva portato Raggi a conquistare la Capitale contro ogni pronostico. Quella stessa identità che oggi sembra smarrita nel pragmatismo contiano.

Parallelamente, Chiara Appendino vive un disagio simile. L’ex sindaca di Torino, spesso definita la “coscienza critica” del grillismo, ha vissuto in prima persona le contraddizioni tra amministrazione della cosa pubblica e radici movimentiste. Entrambe incarnano la fatica psicologica di chi ha governato città complesse, scontrandosi con poteri forti, burocrazia e aspettative altissime, per poi vedere il Movimento trasformarsi in qualcosa di diverso: più partito tradizionale, meno forza di rottura.

Alessandro Di Battista emerge in questo scenario non come leader di un nuovo partito strutturato, ma come catalizzatore di un ritorno alle origini. La sua associazione “Schierarsi”, di cui Virginia Raggi risulta già socia, attrae chi rimpiange il M5S delle piazze, dell’uno vale uno e della netta separazione dai vecchi equilibri romani. Dibba non offre poltrone, offre un’identità: quella dell’opposizione senza compromessi, dell’anti-establishment puro. Un richiamo potente per due ex amministratrici che hanno pagato di persona il prezzo dell’istituzionalizzazione.

Il fenomeno rivela una deriva identitaria più profonda nel Movimento. Dopo anni di esperienza di governo locale e nazionale, molti ex protagonisti faticano a riconoscersi in una formazione che dialoga con Italia Viva e Pd. Non si tratta solo di tattica elettorale: è una questione di pelle. La politica istituzionale ha eroso quella carica emotiva e militante che aveva reso il M5S irresistibile nel 2018. Raggi e Appendino incarnano questo spaesamento: donne che hanno gestito crisi enormi, ma che oggi faticano a trovare spazio in un partito sempre più centralizzato attorno a Conte.

Sui social e tra gli elettori storici la narrazione si divide. Da una parte chi vede in questi movimenti un tradimento verso il progetto Conte, dall’altra chi applaude il coraggio di chi non si adegua al “sistema”. Gli analisti politici restano cauti: distinguono tra contatti reali, incontri e una vera e propria scissione. Per ora si tratta più di tensioni e attrazioni ideologiche che di addii formali. Eppure, in un’Italia frammentata, anche questi segnali possono anticipare smottamenti più ampi nell’opposizione di sinistra e grillina.

La vera domanda è se questo malessere rappresenti solo nostalgia di un M5S che non esiste più o l’embrione di qualcosa di nuovo. Virginia Raggi, con la sua storia di resistenza solitaria a Roma, potrebbe diventare il simbolo di un ritorno alle radici o l’ennesima stella cadente di un Movimento in continua ridefinizione.

Resta da capire se il richiamo di Di Battista sarà abbastanza forte da provocare una vera frattura o se, ancora una volta, tutto si risolverà in un fuoco di paglia mediatico. Il futuro del post-grillismo passa anche da qui: dalla capacità di trattenere le sue figure più carismatiche o dal rischio di vederle cercare altrove la propria “stanza tutta per sé”.

Wendell Stewart

Wendell Stewart

Wendell Stewart is an international writer covering politics, music, literature, finance, sports, film, and global current affairs, known for clear, well-researched, and engaging reporting.

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