Sondaggi, Meloni frenata: Fratelli d’Italia perde colpi, Pd e M5S in risalita

Sondaggi-Meloni frenata

Roma, 26 maggio 2026 – Un segnale che arriva dritto al cuore della maggioranza e che rischia di cambiare gli umori dentro e fuori Palazzo Chigi. L’ultimo sondaggio politico nazionale certifica una frenata netta di Fratelli d’Italia, mentre il Partito Democratico e il Movimento 5 Stelle mostrano una vitalità che non si vedeva da mesi.

Secondo le rilevazioni dell’ultimo istituto demoscopico, Fratelli d’Italia scenderebbe intorno al 26-27%, perdendo quasi due punti rispetto alla rilevazione precedente. Un calo che, per quanto ancora contenuto, rappresenta il primo vero arretramento significativo dopo un lungo periodo di stabilità ai vertici del consenso. Nel frattempo il Pd di Schlein sale al 22,5%, guadagnando terreno soprattutto tra gli elettori del centro-sinistra deluso ma ancora tiepido verso alleanze troppo larghe. Il Movimento 5 Stelle, con Conte alla guida, si attesta intorno al 17-18%, confermando una lenta ma costante risalita tra le fasce popolari e i ceti medi penalizzati dall’inflazione e dalle misure del governo.

Il dato più interessante emerge dall’analisi del voto per fasce d’età e area geografica. Al Nord Fratelli d’Italia mantiene una posizione solida ma mostra crepe tra gli imprenditori e i lavoratori autonomi, stanchi di una pressione fiscale che non accenna a diminuire. Al Sud, invece, il calo è più marcato e il M5S ne approfitta, intercettando nuovamente quella protesta anti-sistema che aveva fatto la fortuna di Conte nel 2018.

«C’è stanchezza», ammette sottovoce un ministro della maggioranza. «La gente ha votato per cambiare le cose, ma i tempi della burocrazia e dell’Europa sono più lenti del previsto». È proprio questa percezione di lentezza che sta erodendo il consenso meloniano. Le riforme bandiera – dall’autonomia differenziata alla giustizia – procedono tra mille ostacoli, mentre i problemi quotidiani di famiglie e imprese restano sul tavolo.

Nel Partito Democratico si respira aria di cauta euforia. Schlein, dopo mesi di critiche interne, vede finalmente un trend positivo che rafforza la sua leadership. Il messaggio che arriva dal Nazareno è chiaro: il centrosinistra può tornare competitivo se riesce a parlare di salari, sanità pubblica e casa senza apparire ideologico. Cresce anche la pressione per un’opposizione più unita, anche se le divisioni con il Terzo Polo e con una parte del M5S restano profonde.

Giuseppe Conte, dal canto suo, incassa il risultato con soddisfazione. Il Movimento 5 Stelle torna a galleggiare sopra il 17% e l’ex premier non perde occasione per attaccare «la destra che prometteva rivoluzione e ha consegnato solo tasse e tasse». Il target resta lo stesso: recuperare quel voto popolare del Sud e delle periferie urbane che aveva abbandonato il Movimento negli ultimi anni.

La tensione nel centrodestra

Dentro Fratelli d’Italia il nervosismo è palpabile. I fedelissimi di Meloni minimizzano: «Sono fluttuazioni normali, governi difficili in un contesto europeo complicato». Ma tra i parlamentari e i governatori regionali si avverte una certa preoccupazione. Il timore è che un calo prolungato possa indebolire la premier nei confronti degli alleati di Lega e Forza Italia, sempre pronti a rinegoziare pesi e posizioni all’interno della coalizione.

Matteo Salvini e Antonio Tajani osservano con attenzione. La Lega, pur in difficoltà, potrebbe tentare di capitalizzare il malcontento sul tema immigrazione e sicurezza, mentre Forza Italia punta sull’elettorato moderato che guarda con sospetto le derive più identitarie della destra.

Il dato dei sondaggi arriva in un momento politicamente denso: l’autunno porterà le prime vere verifiche di metà mandato e la legge di bilancio sarà il banco di prova decisivo. Se il trend di calo di Fratelli d’Italia dovesse confermarsi, la pressione su Giorgia Meloni per un cambio di passo o per un rimpasto potrebbe diventare fortissima.

Gli italiani sembrano mandare un messaggio chiaro: vogliono concretezza. La fase dell’entusiasmo post-elettorale è finita. Ora conta chi riesce a dare risposte tangibili su stipendi, bollette e futuro dei giovani. E in questo momento il centrodestra appare un po’ meno convincente di qualche mese fa, mentre Pd e M5S – ciascuno con il proprio linguaggio – stanno ritrovando un filo diretto con porzioni di elettorato che sembravano averli abbandonati.

La partita è aperta. E i prossimi sondaggi saranno attesi con particolare trepidazione sia a Palazzo Chigi che nei quartieri generali dell’opposizione.

Wendell Stewart

Wendell Stewart

Wendell Stewart is an international writer covering politics, music, literature, finance, sports, film, and global current affairs, known for clear, well-researched, and engaging reporting.

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