Case della Comunità di Naturno operative da giovedì: cosa cambia per i cittadini

Naturno, 1° giugno 2026 – Da giovedì 29 maggio le Case della Comunità di Naturno, insieme a quelle di Malles e San Candido, sono ufficialmente entrate in funzione. Si tratta di un passaggio concreto nella riorganizzazione della sanità territoriale in Alto Adige, che trasforma i vecchi distretti sanitari in strutture integrate dove servizi sanitari e sociali lavorano sotto lo stesso tetto.
La notizia ha rapidamente attirato l’attenzione dei residenti della Val Venosta e delle zone limitrofe, soprattutto perché riguarda l’accesso quotidiano alle cure mediche di base in un territorio dove la popolazione invecchia e la richiesta di assistenza è in costante crescita.
Secondo quanto comunicato dalla Provincia Autonoma di Bolzano e dall’Azienda Sanitaria, il cambiamento non rappresenta una chiusura di servizi, ma una riorganizzazione. I punti di riferimento precedenti continuano a operare all’interno della nuova Casa della Comunità di Naturno, situata in via Gustav Flora 8. Qui sono già attivi l’ambulatorio chirurgico, il centro prelievi e la consulenza per stomizzati e incontinenti.
Le Case della Comunità nascono nell’ambito del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza e rappresentano uno dei pilastri della riforma della sanità voluta a livello nazionale e adattata alle specificità altoatesine. L’obiettivo è avvicinare le cure ai cittadini, ridurre gli accessi impropri al pronto soccorso e migliorare la gestione delle malattie croniche.
A Naturno, come a Malles e San Candido, è stato attivato anche un ambulatorio per le piccole urgenze, dove i cittadini possono rivolgersi per problemi non gravi come sintomi influenzali, mal di schiena o piccole ferite, senza dover ricorrere all’ospedale. I servizi sociali del distretto restano operativi nella stessa sede, garantendo così un approccio integrato: medici, infermieri, assistenti sociali e operatori lavorano in équipe per seguire soprattutto le persone con patologie croniche, gli anziani e le famiglie in difficoltà.
Per i cittadini di Naturno e dei comuni vicini, tra cui Plaus, Lagundo, Parcines e altri del Burgraviato, questo significa poter contare su un unico punto di riferimento più completo. Non cambiano gli orari di apertura principali, ma si rafforza la collaborazione tra i diversi professionisti. Molti residenti si chiedono se i tempi di attesa si ridurranno e se l’offerta di visite specialistiche ambulatoriali aumenterà. Al momento, le autorità sanitarie sottolineano che l’accesso avviene principalmente su prenotazione, come avveniva nei distretti precedenti, ma con una maggiore capacità di presa in carico multidisciplinare.
La Casa della Comunità di Naturno fa parte di un piano più ampio: entro il 2028 in Alto Adige saranno operative dodici strutture di questo tipo. Dopo le aperture di Bressanone e Chiusa a maggio, e ora di Naturno, Malles e San Candido, il prossimo passo riguarderà altre località come Laives, Vipiteno e altre ancora.
Nelle valli altoatesine l’arrivo di queste nuove strutture viene accolto con prudente ottimismo. Da un lato c’è soddisfazione per l’investimento pubblico nella sanità di prossimità, dall’altro permangono domande concrete sulla disponibilità di personale medico e infermieristico, soprattutto in zone periferiche come la Val Venosta.
I sindaci dei comuni interessati hanno seguito da vicino il progetto, consapevoli che una buona assistenza territoriale può ridurre la pressione sugli ospedali di Merano e Bolzano e migliorare la qualità della vita degli anziani che desiderano restare il più possibile nelle loro comunità. L’investimento per la Casa della Comunità di Naturno è stato significativo, segno dell’impegno della Provincia nel rafforzare la rete sanitaria locale.
Nelle prossime settimane i cittadini potranno verificare sul campo il funzionamento della struttura. L’Azienda Sanitaria invita a consultare il sito dell’ASAA o a contattare direttamente la sede di via Gustav Flora per informazioni su servizi e prenotazioni.
Il passo compiuto giovedì 29 maggio rappresenta quindi un tassello importante nella trasformazione della sanità altoatesina: da un modello basato prevalentemente sugli ospedali a uno più equilibrato, con maggiore attenzione al territorio. Per i residenti di Naturno e dintorni inizia ora la fase operativa vera e propria, quella in cui si capirà concretamente se le promesse di una sanità più vicina e integrata si tradurranno in benefici reali. Le prossime aperture e il monitoraggio dei primi mesi di attività diranno molto sull’efficacia di questo modello in Alto Adige.
