Festa della Repubblica Italiana, gli 80 anni che Mattarella vuole più vicini ai cittadini

Roma, 2 giugno 2026 – L’Italia celebra oggi la Festa della Repubblica Italiana nel segno di un anniversario importante: gli 80 anni dalla nascita della Repubblica. Una ricorrenza che arriva in un momento particolare per il Paese e che il Presidente Sergio Mattarella ha voluto rendere più aperta e partecipata, trasformando la tradizionale giornata istituzionale in un momento di condivisione collettiva.
La mattinata è iniziata con la cerimonia all’Altare della Patria, dove Mattarella ha deposto una corona d’alloro al Milite Ignoto insieme alle più alte cariche dello Stato. Subito dopo, il capo dello Stato ha passato in rassegna le truppe in via di San Gregorio per assistere alla parata del 2 giugno lungo i Fori Imperiali. Come da tradizione, la manifestazione si è conclusa con il suggestivo sorvolo delle Frecce Tricolori che hanno colorato il cielo di Roma, accolto dagli applausi di migliaia di cittadini e turisti presenti.
Il claim scelto dal Ministero della Difesa, “80 anni di Repubblica, ottant’anni al servizio del Paese”, sottolinea il senso profondo di questa edizione. Non si tratta soltanto di ricordare il referendum del 2 giugno 1946, quando gli italiani scelsero la Repubblica, ma di celebrare un percorso fatto di impegno quotidiano, conquiste democratiche e coesione nazionale.
Ciò che rende speciale la Festa della Repubblica Italiana di quest’anno è l’evento serale in piazza del Quirinale. Per la prima volta, Mattarella ha deciso di sostituire il tradizionale ricevimento con uno spettacolo aperto ai cittadini intitolato “I Volti della Repubblica – 80 anni dal Referendum”. Trasmesso in diretta su Rai 1 dalle ore 21, lo show vede la partecipazione di grandi nomi della musica, della danza, del teatro, del cinema e dello sport: da Gianni Morandi a Roberto Bolle, da Carlo Verdone a Paola Cortellesi, passando per Annalisa, Alessandro Del Piero, Bebe Vio e molti altri. Un’iniziativa che riflette la volontà del Presidente di rendere la Repubblica più vicina alle persone, ricordando che essa è fatta soprattutto dai cittadini.
In questi giorni, il dibattito pubblico si è arricchito anche grazie alle riflessioni di Ezio Mauro. Il giornalista ed ex direttore di La Repubblica ha pubblicato un commento sugli 80 anni della “conquista della Repubblica”, sottolineando il valore fondativo di quella scelta popolare del 1946, ancora oggi simbolo di partecipazione democratica.
Le celebrazioni si estendono in tutto il Paese, con iniziative nelle scuole, prefetture e comuni, spesso accompagnate dalla consegna della Costituzione ai giovani che compiono 18 anni. Un modo concreto per trasmettere alle nuove generazioni il senso di responsabilità verso le istituzioni democratiche.
In un contesto internazionale segnato da tensioni, gli 80 anni della Festa della Repubblica Italiana diventano l’occasione per riaffermare i valori di unità, libertà e coesione. La parata militare ai Fori Imperiali, la presenza delle istituzioni e soprattutto l’evento serale al Quirinale trasmettono un messaggio chiaro: la Repubblica non è solo un’eredità del passato, ma un bene vivo da custodire e rinnovare ogni giorno.
Mentre Roma vive una giornata di grande partecipazione, l’attenzione si concentra ora sulla serata in piazza del Quirinale. Un appuntamento che molti vedono come un importante segnale di vicinanza tra istituzioni e cittadini. Oggi più che mai, il 2 giugno non rappresenta solo una ricorrenza storica, ma un invito a riflettere sul presente e sul futuro del Paese, con lo stesso spirito di speranza e responsabilità che animò gli italiani nel 1946.
