INPS, al via le domande per bonus donne, giovani e ZES: esoneri al 100% per le assunzioni 2026

L’INPS ha reso operative le procedure per richiedere gli incentivi introdotti dal decreto lavoro del Primo Maggio, aprendo dal 11 giugno 2026 le domande per i bonus dedicati a donne svantaggiate, giovani under 35 e assunzioni nella ZES unica. Si tratta di esoneri contributivi totali al 100% dei contributi previdenziali a carico dei datori di lavoro privati, esclusi i premi INAIL, pensati per favorire l’occupazione stabile in un contesto economico che richiede misure mirate di sostegno al Mezzogiorno e alle categorie più esposte al rischio di esclusione dal mercato del lavoro.
Questi strumenti, previsti dal D.L. n. 62/2026, intervengono su tre fronti principali per stimolare le assunzioni a tempo indeterminato effettuate tra il 1° gennaio e il 31 dicembre 2026. I datori di lavoro privati possono ora accedere al Portale delle Agevolazioni (ex DiResCo) per compilare i moduli specifici e ottenere la fruizione dell’agevolazione, con esposizione dei dati nel flusso UniEmens a partire dalla competenza di luglio. La misura si inserisce in un quadro più ampio di politiche attive per il lavoro, con l’obiettivo di incrementare l’occupazione netta e sostenere le imprese, specialmente nelle aree del Paese dove la crescita stenta.
Il bonus giovani 2026 si rivolge alle assunzioni di soggetti che alla data del contratto non hanno ancora compiuto 35 anni e risultano svantaggiati o molto svantaggiati secondo i parametri del regolamento UE 651/2014. Possono beneficiare dell’esonero giovani privi di impiego regolarmente retribuito da almeno 24 mesi, o da periodi inferiori in presenza di ulteriori condizioni di svantaggio come basso livello di istruzione, residenza in aree depresse o altre categorie definite. L’agevolazione copre fino a 24 mesi, con un massimale mensile di 500 euro che sale a 650 euro per le assunzioni presso unità produttive situate nelle regioni della ZES unica. Le imprese devono garantire un incremento occupazionale netto rispetto alla media dei dodici mesi precedenti e rispettare i requisiti di regolarità contributiva e normativa.
Parallelamente, il bonus donne 2026 consente l’esonero per le assunzioni di lavoratrici di qualsiasi età prive di impiego regolarmente retribuito da almeno 24 mesi, o da almeno 6 mesi se ricorrono criteri di svantaggio legati ad età, titolo di studio o settore di provenienza. Anche in questo caso la durata massima è di 24 mesi, con un tetto di 650 euro mensili che può arrivare a 800 euro per le donne residenti nelle regioni della ZES unica (Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Marche, Molise, Puglia, Sicilia, Sardegna e Umbria). Si tratta di una misura particolarmente rilevante per contrastare il gap occupazionale di genere, offrendo alle imprese un concreto risparmio sul costo del lavoro per favorire l’inserimento stabile di profili svantaggiati.
Il bonus ZES 2026, invece, è specificamente calibrato sul contesto delle Zone Economiche Speciali per il Mezzogiorno. Riguarda assunzioni a tempo indeterminato di lavoratori che alla data del contratto hanno compiuto 35 anni e sono disoccupati da almeno 24 mesi, presso sedi o unità produttive ubicate nelle regioni ZES. L’esonero, della durata massima di 24 mesi, è riservato esclusivamente ai datori di lavoro privati con fino a dieci dipendenti nel mese di assunzione. Anche qui l’agevolazione è al 100% dei contributi, con massimali analoghi agli altri bonus, rappresentando uno strumento mirato per attrarre investimenti e stabilizzare l’occupazione nelle aree del Sud.
Per tutte e tre le misure valgono condizioni comuni importanti. L’assunzione deve determinare un aumento reale dell’organico aziendale e i datori di lavoro devono essere in regola con il DURC, i contratti collettivi e le norme di sicurezza. Non è possibile cumulare questi esoneri con altri incentivi per la medesima assunzione. La domanda va presentata esclusivamente in via telematica sul Portale delle Agevolazioni INPS, accedendo con SPID, CIE o CNS, selezionando il modulo dedicato a ciascun bonus. Una volta ottenuta l’autorizzazione, l’esonero può essere fruito nei flussi contributivi mensili, con meccanismi di recupero in caso di eccedenza o decadenza.
Le imprese interessate devono prestare attenzione ai tempi: le domande sono aperte dal 11 giugno, ma per le assunzioni già effettuate nei mesi precedenti è necessario verificare le finestre utili indicate nei messaggi INPS. La procedura prevede una prenotazione delle risorse disponibili, legate ai limiti di spesa autorizzati, che rendono consigliabile presentare l’istanza tempestivamente. Per le aziende del Mezzogiorno, in particolare, la combinazione tra residenza del lavoratore o ubicazione della sede produttiva nella ZES unica può massimizzare il beneficio economico, arrivando ai tetti più elevati di 650-800 euro mensili.
Dal punto di vista economico, questi incentivi possono tradursi in un risparmio significativo sul costo del lavoro. Per un’assunzione con retribuzione media, l’esonero al 100% fino ai massimali indicati copre gran parte dell’onere contributivo per uno o due anni, alleggerendo il bilancio aziendale e rendendo più sostenibile l’investimento in risorse umane. Si stima che tali misure possano sostenere migliaia di assunzioni, contribuendo al rilancio dell’occupazione stabile soprattutto tra giovani e donne, categorie su cui si concentra l’attenzione delle politiche attive del lavoro. Le regioni meridionali, grazie al bonus ZES e alle maggiorazioni previste, potranno beneficiare di un impulso mirato per ridurre le disparità territoriali.
Le istruzioni operative pubblicate dall’INPS con le circolari di maggio e i messaggi di giugno forniscono chiarimenti dettagliati su compatibilità, calcolo dei massimali (anche per contratti part-time) e modalità di recupero. Le aziende sono invitate a consultare preventivamente il portale per verificare disponibilità di risorse e a rivolgersi eventualmente a consulenti del lavoro per una corretta gestione della pratica. In un anno come il 2026, caratterizzato da sfide economiche e necessità di qualificazione della forza lavoro, questi bonus rappresentano uno strumento concreto per chi intende investire in nuovi contratti a tempo indeterminato.
L’apertura delle domande segna quindi un passaggio operativo importante. Datori di lavoro e intermediari possono ora procedere con le istanze, contribuendo a un mercato del lavoro più inclusivo e dinamico. L’efficacia di queste agevolazioni dipenderà dalla capacità delle imprese di cogliere l’opportunità, rispettando scrupolosamente i requisiti per evitare decadenze o contestazioni. L’INPS, dal canto suo, garantisce un iter telematico semplificato, con controlli automatizzati che assicurano trasparenza e correttezza nell’erogazione dei benefici.