Ekaterina Schulmann rivela: “I russi sono esausti, nessuno crede più alla vittoria di Putin”

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Ekaterina Schulmann intervista shock sulla Russia

Ekaterina Schulmann, una delle voci più ascoltate e temute tra gli analisti politici russi in esilio, ha lanciato un messaggio forte e chiaro sul reale umore che regna dentro la Russia. In una recente intervista, la politologa ha descritto una società e un’élite sempre più stanche del conflitto in Ucraina, dove la narrazione ufficiale della “vittoria inevitabile” ha perso quasi completamente credibilità.

Secondo Schulmann, da mesi si è consolidata una maggioranza silenziosa di russi insoddisfatti della direzione del Paese. «Sui marker principali – la direzione del Paese, la situazione economica, le prospettive personali – si è formata una maggioranza consolidata di insoddisfatti», ha affermato. Un malessere profondo che non si esprime in piazza, ma che erode giorno dopo giorno il consenso passivo su cui si regge il sistema putiniano.

La studiosa, che da Berlino continua a monitorare con attenzione l’opinione pubblica russa attraverso dati indiretti e sondaggi indipendenti, parla apertamente di “stanchezza della guerra”. I cittadini, spiega, non pensano più che la Russia stia perdendo, ma hanno capito che il conflitto si è arenato in una situazione di stallo costoso e senza una fine visibile. «È subentrata la stanchezza della guerra, l’idea che non la stiamo perdendo, ma si è arenata», ha sottolineato.

Questo sentimento di impasse non riguarda solo la gente comune. Anche tra le élite economiche e burocratiche cresce il disagio per i costi del prolungamento indefinito del conflitto: sanzioni, isolamento internazionale e un’economia di guerra che pesa sulle prospettive future. Schulmann non parla di ribellione aperta, ma di un malcontento diffuso che il Cremlino osserva con evidente preoccupazione.

Le parole della politologa arrivano in un momento particolarmente delicato, mentre il conflitto entra nel quinto anno. La sua analisi dipinge una Russia diversa da quella mostrata dalla propaganda ufficiale: una società disillusa dalle promesse di una vittoria rapida, desiderosa di normalità e sempre più aperta all’idea di un negoziato, anche se su basi ancora difficili da immaginare.

Dal punto di vista europeo, queste dichiarazioni assumono un peso rilevante. Se la stanchezza interna russa dovesse tradursi in una maggiore disponibilità al compromesso, potrebbe aprirsi uno spiraglio per iniziative diplomatiche. Tuttavia, Schulmann resta prudente: il regime ha dimostrato più volte una grande capacità di resistenza e di adattamento alle difficoltà.

La voce di Ekaterina Schulmann, seguita da centinaia di migliaia di russi attraverso i suoi canali indipendenti, rappresenta uno dei pochi strumenti rimasti per capire cosa accade realmente oltre la cortina di propaganda del Cremlino. La sua analisi non è solo un ritratto della società russa, ma anche un campanello d’allarme per chi in Occidente deve decidere come sostenere l’Ucraina e gestire le relazioni con Mosca.

Nelle prossime settimane e mesi, il modo in cui il potere russo gestirà questa crescente disillusione interna potrebbe rivelarsi decisivo per le sorti del conflitto. Schulmann non azzarda previsioni definitive, ma il suo messaggio è chiaro: la narrazione della guerra trionfante ha smesso di convincere i russi. Un dato politico che potrebbe presto pesare sulle scelte strategiche del Cremlino.

Wendell Stewart

Wendell Stewart

Wendell Stewart is an international writer covering politics, music, literature, finance, sports, film, and global current affairs, known for clear, well-researched, and engaging reporting.

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