Valentina D’Acunto, le sim clandestine e la videochiamata: così sono state trovate le due sorelline scomparse da due settimane

Le due sorelline di 12 e 16 anni scomparse da una casa famiglia di Civitella Alfedena (L’Aquila) nella notte tra il 6 e il 7 giugno 2026 sono state ritrovate sane e salve a Formia, in provincia di Latina. La svolta nelle indagini è arrivata grazie all’analisi di sim clandestine e a una videochiamata partita dal telefono della madre, Valentina D’Acunto.
Le due ragazze, Sarah e Alisya, erano allontanate dalla struttura protetta da circa due settimane. Secondo quanto emerso dalle indagini dei carabinieri, le minorenni sarebbero state condotte in un’abitazione di una parente a Formia, dove sarebbero rimaste per circa dieci giorni. La madre Valentina D’Acunto, 39 anni, il suo compagno Vincenzo Esposito e il nonno Marco D’Acunto sono stati fermati con l’accusa di sequestro di persona aggravato in concorso. La donna è stata portata in carcere a Teramo, mentre il compagno e il nonno sono stati ristretti in quello di Sulmona.
Il caso ha tenuto con il fiato sospeso l’opinione pubblica italiana per giorni, con appelli della madre che chiedeva il ritorno delle figlie. La ricerca si è conclusa con un blitz dei carabinieri nell’abitazione di Formia, dove le due sorelline sono state ritrovate in buone condizioni. Secondo le autorità, le indagini hanno fatto luce su un’organizzazione che ha coinvolto l’utilizzo di sim clandestine attivate poco prima della scomparsa e intestate a cittadini stranieri. Tre di queste sim hanno mostrato una localizzazione nella zona di Minturno, fornendo un indizio cruciale.
La videochiamata partita dal telefono della madre verso uno di questi numeri ha permesso agli investigatori di chiudere il cerchio e localizzare con precisione il luogo dove si trovavano le ragazze. Le minorenni, interrogate dalle forze dell’ordine, avrebbero dichiarato di voler stare con la madre. Il padre delle ragazze, Stefano Di Giacinto, ha commentato la notizia parlando di una nuova vita che può ripartire da zero.
Il caso di Valentina D’Acunto e delle figlie scomparse ha generato grande attenzione mediatica e sui social network perché tocca un tema sensibile come quello delle minori sottratte alla tutela e delle dinamiche familiari complesse. In Italia i casi di allontanamento di minori da case famiglia o da uno dei genitori sono purtroppo frequenti, e spesso diventano virali proprio per l’ansia collettiva che generano. La ricerca delle due sorelline ha visto il coinvolgimento di carabinieri, volontari e tante persone comuni che hanno condiviso appelli e segnalazioni, dimostrando la sensibilità della comunità verso queste vicende.
La ricostruzione degli eventi è ancora in fase di approfondimento da parte della Procura di Sulmona. Le sim clandestine rappresentano un elemento chiave che ha permesso di bypassare i normali tracciamenti e ha complicato inizialmente le indagini. La videochiamata è stata il tassello finale che ha consentito il ritrovamento rapido delle ragazze.
Valentina D’Acunto era uscita allo scoperto nei giorni scorsi con un appello commovente alle figlie attraverso un audio diffuso dal suo legale. Ora la donna si trova in carcere in attesa degli sviluppi giudiziari. Il caso solleva questioni importanti sul sistema di tutela dei minori in Italia, sulla vigilanza delle case famiglia e sulle dinamiche che possono portare a situazioni estreme come questa.
Le due sorelline sono ora al centro di attenzioni protettive da parte delle autorità competenti. Il ritrovamento pone fine a due settimane di angoscia per le famiglie coinvolte e per tutta l’opinione pubblica che ha seguito con apprensione l’evolversi della vicenda. Il lavoro degli inquirenti continua per chiarire tutti i dettagli di questa complessa storia di cronaca italiana.