Dimissioni Donnarumma FS: fine corsa anticipata per l’ad di Ferrovie dello Stato

Stefano Antonio Donnarumma lascia la guida di Ferrovie dello Stato. L’amministratore delegato e direttore generale del gruppo ha concordato le proprie dimissioni con il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini nel corso di un incontro avvenuto nella mattinata di giovedì 25 giugno. Nei prossimi giorni chiuderà i dossier più importanti prima di formalizzare l’addio, con le dimissioni che dovrebbero essere discusse nell’assemblea dei soci prevista per il 23 luglio.
Una decisione che arriva con circa un anno di anticipo rispetto alla naturale scadenza del mandato triennale, iniziato nel giugno 2024. Donnarumma, manager con un lungo percorso nel settore energetico prima di approdare in FS, lascia dopo due anni intensi segnati da una forte accelerazione degli investimenti e dal raggiungimento di importanti obiettivi Pnrr, ma anche da tensioni politiche e disservizi recenti sulla rete che hanno acceso il dibattito pubblico.
Secondo quanto riferito dal Mit, l’incontro con Salvini è stato costruttivo. Il ministro ha ringraziato Donnarumma per il lavoro svolto e per l’impegno degli oltre 90 mila dipendenti del gruppo, sottolineando la soddisfazione per i target Pnrr raggiunti – con FS vicina ai 25 miliardi di euro – e per il miglioramento della puntualità registrato a giugno. Entrambi avrebbero concordato sulla necessità di aprire una “fase due” dell’azienda, con una figura scelta dall’interno alla guida. In pole position per la successione figura Gianpiero Strisciuglio, attuale ad di Trenitalia.
Donnarumma era arrivato al vertice di FS nel giugno 2024 con il compito di imprimere una trasformazione industriale al sistema ferroviario italiano. Sotto la sua gestione è stato varato il Piano Strategico 2025-2029, che prevede 100 miliardi di investimenti in cinque anni per modernizzare la rete, potenziare l’Alta Velocità e migliorare i servizi regionali. Il ritorno all’utile per 30 milioni di euro nell’ultimo bilancio rappresenta uno dei segnali positivi evidenziati dal Mit.
Tuttavia, gli ultimi mesi sono stati segnati da difficoltà operative. I ritardi accumulati sulla rete, soprattutto sull’Alta Velocità, e i cantieri estivi intensi hanno generato disagi per i passeggeri, con polemiche che hanno coinvolto direttamente il governo. Fonti ministeriali e ricostruzioni di diversi quotidiani parlano di attriti tra Mit e Mef, di uscite recenti nel top management e di una pressione politica culminata nell’incontro di giovedì.
L’addio non è stato improvviso. Già nelle settimane precedenti circolavano indiscrezioni su possibili cambiamenti ai vertici, accentuate dalle dimissioni di altri consiglieri e dirigenti. Donnarumma ha comunque continuato a lavorare sui dossier aperti, mantenendo un profilo operativo fino all’ultimo.
La partenza di Donnarumma segna un passaggio delicato per il colosso pubblico. FS non è solo un operatore ferroviario: è un soggetto centrale nella realizzazione delle infrastrutture strategiche del Paese, nella transizione ecologica della mobilità e nel Pnrr. La scelta di un successore interno come Strisciuglio – se confermata – garantirebbe continuità gestionale, ma non elimina le sfide strutturali: dalla gestione simultanea di oltre 1.300 cantieri al giorno alla necessità di migliorare ulteriormente la puntualità e l’affidabilità del servizio.
Il contesto politico pesa. Le dimissioni arrivano in un momento di grande visibilità per i trasporti, con l’estate che rappresenta una prova cruciale per il sistema. Salvini ha incassato un cambio al vertice senza strappi istituzionali, presentandolo come una scelta condivisa per rilanciare la “fase due”. L’opposizione ha parlato di fallimento del governo e chiesto piuttosto le dimissioni del ministro.
Dal punto di vista industriale, gli obiettivi Pnrr sono stati sostanzialmente centrati, ma resta aperta la partita degli investimenti futuri e della competitività sul mercato europeo. Donnarumma ha spinto su digitalizzazione, sostenibilità e internazionalizzazione: ora toccherà al successore portare a termine questi progetti senza soluzione di continuità.
Questo cambio al vertice arriva mentre il settore vive una fase di grande trasformazione. I viaggiatori chiedono più puntualità e comfort, le imprese attendono una rete efficiente per la logistica, e l’Europa guarda all’Italia come uno dei grandi cantieri del continente. La gestione di FS influisce direttamente sulla vita quotidiana di milioni di cittadini e sull’economia nazionale.
Donnarumma lascia con un bilancio ambivalente: risultati finanziari e di piano positivi da una parte, difficoltà operative e tensioni istituzionali dall’altra. Il suo periodo è coinciso con una ripresa post-pandemia e con gli sforzi per assorbire i fondi europei, ma anche con critiche ricorrenti sui disservizi estivi.
La nomina del nuovo ad sarà decisiva. Strisciuglio porta esperienza interna profonda, avendo guidato Trenitalia, ma dovrà confrontarsi con dossier delicati. Il governo sembra orientato a una soluzione interna per evitare strappi, mantenendo la continuità che il Mit ha più volte invocato.
Le dimissioni di Donnarumma chiudono un capitolo e ne aprono un altro. Per i passeggeri conta poco chi siede sulla poltrona dell’ad: contano treni puntuali, stazioni sicure e servizi adeguati. Per il Paese, invece, la governance di FS è una questione strategica che va oltre le singole persone.
Nei prossimi mesi si capirà se il cambio di vertice segnerà davvero una “fase due” più efficace o se le sfide strutturali del sistema ferroviario italiano – sottofinanziamento storico, complessità burocratica, pressione della domanda estiva – resteranno le stesse. Intanto Donnarumma, manager esperto, si prepara a nuove sfide professionali dopo aver guidato uno dei gruppi più importanti del Paese in un periodo complesso.
L’attenzione resta alta. Il trasporto ferroviario è troppo centrale per l’Italia per permettersi passi falsi. Il prossimo ad erediterà un piano ambizioso e una realtà operativa che richiede risultati concreti e rapidi. I viaggiatori, i lavoratori e il sistema economico attendono risposte.