Newsom sotto accusa mentre l’aumento della tassa sul gas in California fa schizzare i prezzi alla pompa

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Automobilista alla pompa di benzina in California durante il caro gas

I prezzi della benzina in California stanno tornando a far discutere. Mentre gli automobilisti americani fanno i conti con importi sempre più alti al distributore, il governatore Gavin Newsom finisce di nuovo nel mirino dell’opposizione e di tanti cittadini esasperati. L’ultimo aumento della tassa sul carburante sta infatti contribuendo a spingere ulteriormente verso l’alto i costi del gas, in uno Stato già noto per avere tra le benzine più care degli Stati Uniti.

Secondo varie fonti di stampa americane, l’incremento della excise tax sul carburante – un meccanismo automatico legato all’inflazione e ai costi di manutenzione delle infrastrutture – ha fatto sentire il suo effetto proprio nelle ultime settimane. I conducenti californiani, soprattutto quelli che percorrono lunghe distanze ogni giorno per lavoro, si ritrovano a pagare cifre record che pesano non poco sul bilancio familiare. Un fenomeno che arriva in un momento di particolare sensibilità economica, con l’inflazione che continua a mordere e i salari che faticano a tenere il passo.

L’opposizione repubblicana non ha perso tempo ad attaccare Newsom, accusandolo di continuare una politica fiscale penalizzante per la classe media. “Ancora una volta sono i cittadini a pagare il prezzo delle scelte sbagliate di Sacramento”, è il refrain che si sente ripetere da più parti. I critici sostengono che l’aumento della tassa sul gas non solo non risolve i problemi infrastrutturali dello Stato, ma finisce per scoraggiare l’uso dell’auto proprio mentre molte famiglie stanno già facendo sacrifici.

Dal canto suo, l’amministrazione Newsom difende la misura ricordando che si tratta di un meccanismo previsto per legge e necessario per finanziare strade, ponti e trasporti pubblici. I sostenitori del governatore sottolineano come la California stia investendo pesantemente nella transizione energetica e che parte di queste risorse servano proprio a incentivare l’uso di veicoli elettrici e a ridurre la dipendenza dai combustibili fossili. Ma per chi deve riempire il serbatoio ogni settimana, queste spiegazioni sembrano lontane dalla realtà quotidiana.

I numeri parlano chiaro. In diverse aree della California i prezzi alla pompa hanno superato i 5 dollari al gallone, con picchi ancora più alti nelle zone turistiche o metropolitane. Per una famiglia media che usa due auto, l’extra da pagare ogni mese si traduce in centinaia di dollari che vengono sottratti alla spesa, alle bollette o al risparmio. Un colpo particolarmente duro per chi lavora in settori a basso reddito o vive nelle zone interne, dove i trasporti pubblici sono meno sviluppati.

Il dibattito sul gas in California non è nuovo, ma si è riacceso con forza nelle ultime settimane. Molti analisti fanno notare come lo Stato, pur essendo all’avanguardia nella lotta al cambiamento climatico, paghi il prezzo di una transizione energetica che per ora colpisce soprattutto le tasche dei cittadini. Le critiche arrivano anche da associazioni di consumatori e da alcuni sindaci di città più piccole, preoccupati per l’effetto domino sull’economia locale.

La vicenda californiana viene seguita con attenzione anche in Europa e in Italia, dove il caro benzina è da tempo un tasto dolente. Molti commentatori mettono in parallelo le scelte di Newsom con le politiche energetiche europee, sottolineando come ovunque l’aumento dei costi del carburante diventi rapidamente un problema politico. In California, inoltre, la questione si intreccia con il dibattito più ampio sulla transizione green: è giusto far pagare ai cittadini di oggi il costo di un futuro più sostenibile?

Sul fronte opposto, gli ambientalisti e parte della base democratica difendono l’approccio di Newsom, sostenendo che senza misure coraggiose non si potrà mai ridurre davvero l’impatto ambientale dei trasporti. Ma per l’automobilista medio, che vede il prezzo del pieno salire settimana dopo settimana, queste argomentazioni faticano a convincere.

Su piattaforme come X e Facebook i commenti degli automobilisti californiani sono unanimi: frustrazione e rabbia. “Pagare queste cifre solo per andare al lavoro è assurdo”, è uno dei messaggi più ricorrenti. Molti puntano il dito direttamente contro Sacramento e contro un governatore accusato di essere troppo distante dalle difficoltà quotidiane della gente comune.

Anche tra gli analisti economici il dibattito è acceso. C’è chi sostiene che l’aumento della tassa sul gas sia solo l’ennesimo esempio di come le tasse finiscano per colpire in modo regressivo i ceti meno abbienti. Altri invece invitano a guardare il quadro complessivo, ricordando gli investimenti fatti dallo Stato in infrastrutture e incentivi per le auto elettriche.

Per il momento Newsom e la sua amministrazione sembrano intenzionati a mantenere la rotta, puntando sulla narrazione della transizione ecologica come unica via possibile. Ma il malcontento tra gli elettori potrebbe avere ripercussioni politiche concrete, soprattutto in vista di future consultazioni. Nel frattempo, gli automobilisti californiani continuano a fare i conti con un pieno sempre più salato, mentre il resto del Paese osserva con attenzione cosa accade nello Stato che spesso anticipa le tendenze nazionali.

La questione del gas in California è diventata molto più di un semplice problema di prezzi alla pompa: è lo specchio di un dibattito più ampio su tasse, sostenibilità, potere d’acquisto e scelte politiche. Un dibattito che, ancora una volta, vede i cittadini comuni al centro di una partita molto più grande.

Wendell Stewart

Wendell Stewart

Wendell Stewart is an international writer covering politics, music, literature, finance, sports, film, and global current affairs, known for clear, well-researched, and engaging reporting.

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