Caccia britannici intercettano bombardiere russo vicino alla portaerei nel Mare di Norvegia

Un nuovo episodio di tensione tra forze Nato e aerei russi si è verificato nel Mare di Norvegia. Due caccia F-35B della Royal Navy hanno intercettato un bombardiere-pattugliatore russo Tu-142 Bear-F mentre si avvicinava ripetutamente al gruppo navale guidato dalla portaerei HMS Prince of Wales. L’incidente, avvenuto lo scorso 2 luglio durante l’operazione Firecrest della Nato, è stato definito dal Ministero della Difesa britannico come “non sicuro e non professionale”.
Secondo quanto riportato dal MoD, l’aereo russo – un velivolo da pattugliamento marittimo di epoca sovietica basato sulla piattaforma del Tu-95 – ha sorvolato a bassa quota e a distanza ravvicinata il Carrier Strike Group britannico. Durante l’avvicinamento, l’aereo avrebbe anche sganciato diverse boe sonar in acqua, un’operazione tipica per la ricerca di sommergibili. I piloti britannici hanno lanciato ripetuti avvertimenti via radio, rimasti senza risposta.
I due F-35B, decollati direttamente dalla Prince of Wales e appartenenti agli squadroni 809 e 617 della Royal Navy, hanno quindi intercettato il velivolo russo scortandolo fuori dall’area di operazioni. L’intera manovra si è conclusa senza incidenti, ma ha riacceso i riflettori sulla crescente attività militare russa nelle acque del Nord Atlantico e dell’Artico, zone di strategica importanza per la Nato.
La HMS Prince of Wales, una delle due portaerei della Royal Navy, si trova attualmente impegnata in una missione di deterrenza e addestramento congiunto con alleati Nato. Il gruppo navale include diverse unità di superficie e sottomarine, con circa 1.500 militari a bordo. L’operazione Firecrest prevede anche attività di sorveglianza aerea e marittima nelle aree a nord dell’Islanda, proprio dove si è verificato l’incontro ravvicinato.
Da parte russa non sono arrivate conferme ufficiali sull’episodio specifico, ma Mosca ha più volte sostenuto che le proprie missioni aeree nell’area sono ordinarie attività di addestramento in spazi internazionali. Incidenti simili si sono ripetuti negli ultimi anni, con frequenza crescente soprattutto dopo l’inizio del conflitto in Ucraina. La Nato considera queste azioni come parte di una strategia di pressione sulle difese occidentali nel nord Europa.
L’episodio ha suscitato attenzione anche nel dibattito politico britannico. Alcuni esponenti dell’opposizione hanno criticato il livello di finanziamento alla difesa, sostenendo che la Royal Navy debba essere ulteriormente rafforzata per fronteggiare l’attivismo russo. Il governo di Keir Starmer ha invece ribadito l’importanza delle missioni Nato e la prontezza delle forze armate britanniche nel proteggere gli interessi dell’Alleanza.
L’intercettazione dei caccia F-35 sottolinea il ruolo sempre più rilevante di questi velivoli di quinta generazione nelle operazioni di air policing. I Lightning II britannici, imbarcati sulla Prince of Wales, rappresentano uno strumento fondamentale per la sorveglianza a lungo raggio e per risposte rapide a potenziali minacce. L’incidente dimostra inoltre come le portaerei britanniche restino asset strategici per la proiezione di forza nel Nord Atlantico.
Fonti della Nato hanno confermato che attività di questo tipo rientrano nella normale routine di monitoraggio delle rotte aeree russe. Tuttavia, l’avvicinamento “inutilmente ravvicinato” ha preoccupato gli analisti, che temono possibili errori di calcolo capaci di provocare incidenti più gravi. Negli ultimi mesi si sono registrati diversi casi simili nel Mar Baltico, nel Mar Nero e proprio nelle acque artiche.
Il Mare di Norvegia rappresenta una zona di passaggio cruciale per i movimenti navali e aerei tra l’Atlantico e l’Artico. Qui si incrociano interessi energetici, rotte commerciali e progetti strategici di Russia e Nato. La presenza di sottomarini nucleari e di velivoli da ricognizione rende l’area particolarmente sensibile.
Al momento non risultano reazioni ufficiali da parte del Cremlino sull’ultimo episodio. Il Ministero della Difesa russo, in occasioni analoghe, ha sempre parlato di voli di routine effettuati in conformità con le norme internazionali. Da Londra, invece, il tono resta fermo: la sicurezza delle forze Nato e degli alleati non è negoziabile.
L’incidente arriva in un momento di particolare tensione geopolitica. Mentre la guerra in Ucraina prosegue, l’Artico è diventato uno dei teatri principali del confronto tra Mosca e l’Alleanza Atlantica. L’ingresso di Finlandia e Svezia nella Nato ha ulteriormente cambiato gli equilibri strategici nella regione, spingendo la Russia a intensificare la propria presenza militare.
Per il Regno Unito, mantenere una presenza robusta nel Nord Europa resta una priorità. La HMS Prince of Wales continuerà la sua missione insieme alle unità alleate, mentre gli F-35 restano pronti a intervenire in caso di nuove necessità. L’episodio del bombardiere russo serve anche da promemoria sull’importanza di mantenere alti livelli di addestramento e coordinamento tra le forze aeree della Nato.
La situazione nel Mare di Norvegia resta sotto stretta osservazione. Mentre le diplomazie lavorano per evitare escalation, i militari continuano a vigilare. Un altro segnale di come, anche lontano dai campi di battaglia ucraini, la competizione strategica tra Russia e Occidente non conosca pause.