Angelo Mazzone e l’epatite A dopo cena fuori: “Avevo gli occhi gialli, pelle color Simpson. L’ospedale manderà i NAS”

La storia di Angelo Mazzone, fondatore della pagina “Milano Segreta” seguita da migliaia di persone, ha fatto rapidamente il giro del web. Il creator 46enne ha raccontato sui social e in interviste di aver contratto l’epatite A dopo una cena al ristorante, con sintomi così evidenti da spingerlo al pronto soccorso del Policlinico di Milano. “Avevo gli occhi gialli, la pelle color Simpson”, ha detto, descrivendo un’esperienza che lo ha costretto al ricovero e all’isolamento.
Mazzone ha spiegato di aver iniziato a sentirsi male con nausea sempre più forte. Poi, guardandosi allo specchio, ha notato il cambiamento: sclere gialle e colorito cutaneo alterato. Gli esami hanno confermato un valore di bilirubina molto alto, tipico dell’ittero provocato dall’epatite A. “Sono dovuto andare al Pronto Soccorso. Mi sono spaventato”, ha raccontato al Corriere della Sera. Il creator ha individuato la possibile causa in una cena di qualche settimana prima in un ristorante eritreo di Milano, dove aveva assaggiato verdure crude.
Il caso ha attirato l’attenzione non solo per la notorietà di Mazzone, che con “Milano Segreta” organizza tour e divulga storia e curiosità della città, ma anche per il messaggio che ha voluto lanciare: “Vaccinatevi”. L’epatite A, infatti, è una malattia prevenibile con il vaccino, disponibile e raccomandato soprattutto per chi viaggia o frequenta ambienti a rischio.
L’epatite A è un’infezione virale del fegato provocata dal virus HAV. Si trasmette principalmente per via oro-fecale, attraverso acqua o alimenti contaminati, o per contatto stretto con persone infette. I sintomi compaiono solitamente tra le due e le sei settimane dopo l’esposizione e includono stanchezza, nausea, vomito, febbre, dolore addominale e, nella fase più evidente, ittero (colorazione gialla di pelle e occhi). Nella maggior parte dei casi la malattia è autolimitante e guarisce completamente, ma può richiedere ricovero quando i valori epatici sono particolarmente alterati, come accaduto a Mazzone.
Secondo quanto riferito dal diretto interessato, l’ospedale ha deciso di coinvolgere i NAS, i Nuclei Antisofisticazioni dei Carabinieri, per verificare eventuali irregolarità igienico-sanitarie nel locale dove ha cenato. Al momento non risultano conferme ufficiali su un’indagine in corso né su un collegamento accertato tra la cena e il contagio. Si tratta di una ricostruzione personale di Mazzone, che ha espresso la propria convinzione ma ha anche sottolineato di trovarsi in isolamento in attesa di guarigione.
Il caso riaccende l’attenzione su un’infezione che, pur non essendo rara in Italia, può manifestarsi in cluster legati a consumi alimentari o a viaggi in zone endemiche. L’Istituto Superiore di Sanità monitora periodicamente l’andamento delle epatiti virali. La trasmissione avviene spesso attraverso frutti di mare crudi o poco cotti, verdure lavate insufficientemente, acqua contaminata o per via interumana in contesti di scarsa igiene. L’estate, con l’aumento dei pasti fuori casa e dei viaggi, rappresenta un periodo di maggiore attenzione.
Il vaccino contro l’epatite A è sicuro ed efficace, somministrato in due dosi a distanza di sei mesi. È particolarmente consigliato a chi ha fattori di rischio, viaggia in certi Paesi o lavora in settori a contatto con alimenti. La malattia non diventa cronica, a differenza delle epatiti B e C, ma può causare fastidi prolungati e, in rari casi, complicanze soprattutto in persone con patologie preesistenti.
Angelo Mazzone ha concluso il suo racconto con un invito alla prudenza: “Spero di guarire presto”. La sua esperienza è diventata virale proprio perché racconta in modo diretto e personale un rischio che molti sottovalutano. Nei commenti sui social molti utenti hanno condiviso esperienze simili o chiesto informazioni sul vaccino, segno di una sensibilità crescente verso le questioni di salute alimentare.
Al momento non ci sono comunicati ufficiali da parte delle autorità sanitarie milanesi sul singolo caso. L’Ats di Milano e i NAS procedono con i controlli di routine quando viene segnalata una possibile infezione alimentare. È importante ricordare che solo indagini approfondite possono confermare o escludere un nesso causale tra un pasto e un contagio.
L’epatite A resta una malattia infettiva da non sottovalutare, soprattutto in città come Milano, meta di turismo e con una vivace vita di ristorazione. Le raccomandazioni degli esperti sono sempre le stesse: lavare bene le mani, scegliere con cura i locali, privilegiare cibi ben cotti e, quando indicato, vaccinarsi. La storia di Mazzone serve da promemoria per tutti: anche una semplice cena fuori può riservare sorprese, se l’igiene non è al massimo livello.
Il creator di “Milano Segreta” ha promesso di aggiornare i follower sulle sue condizioni. Nel frattempo, il suo racconto continua a circolare, alimentando discussioni su prevenzione e sicurezza alimentare. Un caso che, al di là della notorietà del protagonista, ricorda a tutti l’importanza della salute e della prudenza quotidiana.