Monica Esposito Modena, morta dopo due mesi in ospedale: la vittima dell’investimento in centro

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Ospedale di Baggiovara dove è morta Monica Esposito

Monica Esposito, 55 anni, è morta nella mattinata di mercoledì 22 luglio 2026 all’Ospedale Civile di Baggiovara, a Modena. La donna era stata gravemente ferita il 16 maggio scorso in via Emilia centro, quando un’auto si è lanciata sulla folla pedonale. Dopo oltre due mesi di ricovero in terapia intensiva tra Bologna e Modena, non ce l’ha fatta. La famiglia ha autorizzato la donazione degli organi, nel rispetto della volontà espressa in passato dalla vittima.

La notizia ha riaperto il dolore per quanto accaduto quel pomeriggio di sabato 16 maggio, quando Salim El Koudri, 31 anni, ha percorso a forte velocità l’area pedonale del centro storico di Modena con una Citroën C3, investendo diverse persone. Monica Esposito e il marito Angelo Ciccarelli, entrambi 55enni di Nonantola, passeggiavano insieme quando sono stati travolti. La coppia è stata soccorsa immediatamente e trasportata in elisoccorso all’Ospedale Maggiore di Bologna.

Fin dai primi istanti le condizioni di Monica Esposito sono apparse gravissime. La donna ha riportato diversi traumi e non ha mai ripreso conoscenza. Ricoverata in Rianimazione al Maggiore di Bologna insieme al marito, le sue condizioni sono rimaste critiche ma stabili nelle settimane successive. Successivamente è stata trasferita all’Ospedale di Baggiovara, dove le sue condizioni sono peggiorate in modo irreversibile. Nonostante tutti gli sforzi medici, il decesso è avvenuto nella mattina del 22 luglio.

Il marito Angelo Ciccarelli ha riportato traumi meno gravi ed è rimasto anch’egli ricoverato, ma le sue condizioni sono apparse fin da subito più stabili. La famiglia, colpita duramente dalla tragedia, ha chiesto in più occasioni rispetto e riservatezza, come ha fatto una delle figlie sui social nei giorni immediatamente successivi all’incidente.

Quel pomeriggio di metà maggio, l’auto guidata da El Koudri ha investito otto persone in totale, tra passanti e ciclisti, in una zona affollata del centro storico. L’episodio è stato immediatamente classificato come un atto volontario. El Koudri è stato fermato poco dopo e si trova attualmente a disposizione dell’autorità giudiziaria. Secondo quanto emerso nelle prime indagini, l’uomo avrebbe pronunciato insulti durante la manovra.

L’investimento ha provocato feriti di varia gravità, tra cui una turista tedesca di 69 anni che ha subito l’amputazione di entrambe le gambe. Altre persone, tra cui una donna polacca di 53 anni, hanno riportato traumi significativi. Monica Esposito è stata la più grave fin dall’inizio.

La morte della 55enne aggrava il bilancio dell’episodio, trasformando quello che era un ferimento multiplo in un caso con esito mortale. Gli inquirenti dovranno ora verificare se e come questa evoluzione influirà sulla contestazione dei reati a carico di El Koudri. Al momento dell’incidente erano state contestate lesioni gravi e plurime; con il decesso, l’indagine si sposta inevitabilmente verso reati più gravi, come l’omicidio stradale volontario o altre qualifiche che la Procura di Modena riterrà appropriate sulla base delle prove raccolte, inclusi i video e le testimonianze.

Le indagini proseguono per chiarire pienamente la dinamica, le motivazioni e ogni elemento utile a ricostruire l’accaduto. Non risultano al momento altri arresti legati direttamente al fatto.

La città di Modena ha seguito con apprensione le condizioni di Monica Esposito fin dal primo giorno. Il sindaco ha espresso il cordoglio dell’amministrazione e della comunità per una tragedia che ha colpito il cuore del centro storico, luogo simbolo della vita cittadina. La donazione degli organi compiuta dalla famiglia rappresenta un gesto di generosità in un momento di enorme dolore, un atto che molti hanno salutato con rispetto e riconoscenza.

La vicenda riporta l’attenzione sulla sicurezza delle aree pedonali e sulla rapidità con cui un veicolo può trasformarsi in uno strumento di devastazione in zone affollate. Modena, come altre città d’arte, deve confrontarsi periodicamente con il delicato equilibrio tra vivibilità, turismo e tutela della pubblica incolumità.

A due mesi e mezzo dall’episodio, restano diversi interrogativi. Le motivazioni precise che hanno spinto El Koudri a compiere quel gesto non sono state ancora completamente chiarite in sede giudiziaria. Gli accertamenti psicologici e tossicologici, così come l’analisi dei video e delle testimonianze, saranno decisivi per comprendere se si sia trattato di un atto premeditato o di un improvviso gesto di follia.

La morte di Monica Esposito dopo una lunga agonia aggiunge un ulteriore strato di drammaticità: la donna ha lottato per oltre due mesi senza mai riprendere conoscenza, un tempo durante il quale la famiglia ha vissuto tra speranza e angoscia. Un’attesa che rende ancora più dolorosa la notizia del decesso.

La Procura di Modena continua il proprio lavoro con riservatezza. Le prossime settimane saranno importanti per capire come evolverà il procedimento penale e quali saranno le contestazioni definitive. Nel frattempo, la comunità modenese si stringe attorno ai familiari di Monica Esposito, al marito Angelo e ai figli, che hanno perso una persona cara in circostanze drammatiche.

La tragedia di via Emilia centro rimane impressa nella memoria collettiva della città. Un episodio che ha ferito non solo i corpi delle vittime, ma anche il senso di sicurezza di chi vive e frequenta il centro storico di Modena. La donazione degli organi da parte della famiglia di Monica Esposito rappresenta forse l’unico barlume di luce in una storia segnata dal dolore: un gesto che permette ad altri di avere una seconda possibilità di vita.

La vicenda è destinata a rimanere nei ricordi della città e a sollecitare riflessioni sulle misure di prevenzione in aree pedonali. Per ora, però, prevale il lutto per una donna che, dopo aver combattuto due mesi, ha lasciato un vuoto che la comunità modenese sente profondamente.

Wendell Stewart

Wendell Stewart

Wendell Stewart is an international writer covering politics, music, literature, finance, sports, film, and global current affairs, known for clear, well-researched, and engaging reporting.

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