Roy De Vita, chiuse le indagini: la Procura punta al processo sul caso delle giornate “fantasma” 

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Roy De Vita, primario Chirurgia plastica Regina Elena, dopo l’avviso di conclusione indagini

La Procura di Roma ha chiuso le indagini preliminari su Roy De Vita. Il primario di Chirurgia plastica e ricostruttiva dell’Istituto Nazionale Tumori Regina Elena è ora formalmente a rischio di rinvio a giudizio. I pubblici ministeri Fabrizio Tucci e l’aggiunto Giuseppe De Falco gli contestano di aver fatto risultare lavorate 150 giornate in cui non era presente in ospedale e di aver maturato indebitamente 138 giorni di ferie.

L’accusa si basa sugli accertamenti del Nucleo di polizia economico-finanziaria della Guardia di Finanza. Secondo gli investigatori, De Vita avrebbe strisciato il badge in entrata e sistematicamente omesso di registrare l’uscita. Il sistema del marcatempo avrebbe così continuato a contare le ore come effettuate. Nei fogli di presenza compaiono orari che, confrontati con le geolocalizzazioni, non corrisponderebbero ai suoi spostamenti reali. In più occasioni, secondo la ricostruzione della Finanza, risultava in servizio mentre si trovava altrove.

L’inchiesta non riguarda solo il noto chirurgo. Coinvolge complessivamente 89 dipendenti degli Istituti fisioterapici ospitalieri, il polo che unisce il Regina Elena e il San Gallicano. La Corte dei Conti aveva già quantificato un danno erariale superiore al mezzo milione di euro, legato a stipendi erogati per ore non lavorate. Medici, infermieri e personale amministrativo sono finiti sotto la lente per false attestazioni di presenza e gestione anomala dei cartellini.

Con la notifica dell’avviso di conclusione delle indagini, la difesa ha venti giorni di tempo. Può depositare memorie, produrre documenti, chiedere perizie o un interrogatorio di garanzia. Solo dopo questo termine la Procura deciderà se chiedere il rinvio a giudizio o archiviare. Si tratta del passaggio più delicato della fase preliminare: l’indagato conosce finalmente l’intero fascicolo e può contestare punto per punto le accuse.

Roy De Vita ha sempre dichiarato di essere sereno. Già a giugno, quando le prime notizie erano emerse, aveva detto di aver appreso tutto dalla stampa e di non sapere di cosa fosse accusato. Aveva mostrato il contratto nazionale dei primari del Servizio sanitario nazionale, secondo cui i dirigenti medici lavorano per obiettivi e non per un debito orario fisso. «Sono sereno di poter chiarire ogni addebito – ha ribadito in queste ore –. Ho raggiunto gli obiettivi concordati. Non avevo altri obblighi».

La linea difensiva punta proprio su questo aspetto: la natura del rapporto di lavoro dirigenziale e il raggiungimento dei risultati assegnati al reparto. Il chirurgo, specialista di riferimento nella ricostruzione mammaria post-oncologica e figura mediatica nota anche per le frequentazioni con il mondo dello spettacolo, si trova ora al centro di un doppio binario. Da un lato il procedimento penale, dall’altro quello contabile. Nessuna condanna è ancora stata pronunciata e nessun rinvio a giudizio è stato ancora chiesto. Le contestazioni restano ipotesi accusatorie da verificare nel contraddittorio.

La chiusura delle indagini riporta al centro un tema ricorrente nella sanità pubblica: il controllo reale delle presenze, la differenza tra lavoro per obiettivi e registrazione meccanica delle ore, i meccanismi di verifica all’interno dei grandi ospedali. Per De Vita i prossimi venti giorni saranno decisivi. La Procura valuterà le memorie e i documenti della difesa e deciderà se chiedere il processo.

Uno dei nomi più conosciuti della chirurgia plastica italiana è formalmente a un passo dal banco degli imputati. L’inchiesta sui cartellini all’Istituto Tumori Regina Elena entra nella sua fase più delicata, con ricadute che vanno oltre il singolo caso e toccano la gestione del personale e la trasparenza nelle strutture sanitarie pubbliche.

Wendell Stewart

Wendell Stewart

Wendell Stewart is an international writer covering politics, music, literature, finance, sports, film, and global current affairs, known for clear, well-researched, and engaging reporting.

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