Gargano, incendio sotto controllo a Peschici: turisti rientrati, fiamme allontanate dalle case

Un vasto incendio boschivo ha messo in allarme il litorale del Gargano domenica 26 luglio, tra Peschici e Vieste. Le fiamme, divampate in tarda mattinata in località Pile Fraballe, zona rurale nei pressi di Difesa di Manaccora, si sono propagate rapidamente nella macchia mediterranea e tra i pini d’Aleppo, spinte dal forte vento e dalle alte temperature. La colonna di fumo, visibile a chilometri di distanza, ha generato panico tra i bagnanti. Centinaia di turisti e residenti sono stati evacuati via mare dalle baie di Manaccora e Zaiana con imbarcazioni della Guardia costiera e mezzi privati.
Nella serata di domenica e nella mattinata di lunedì 27 luglio la situazione è migliorata sensibilmente. Il sindaco di Peschici, Luigi d’Arenzo, ha comunicato che l’incendio è sotto controllo e che i turisti sono rientrati nelle strutture ricettive. Durante la notte sono stati effettuati controlli continui; stamattina i Canadair sono intervenuti su piccoli focolai residui. La Prefettura di Foggia, al termine delle riunioni del Centro coordinamento dei soccorsi, ha ribadito che l’intervento dei soccorsi ha tenuto le fiamme lontane dalle aree urbanizzate, proteggendo abitazioni e strutture.
Le operazioni di spegnimento hanno coinvolto fino a quattro Canadair, elicotteri della Protezione civile e dei Vigili del fuoco, decine di squadre a terra, personale Arif e volontari. Il fronte del fuoco, dopo aver minacciato la fascia costiera, è stato ridimensionato e confinato nella zona collinare-montuosa dell’agro, lontano dalle abitazioni e dalle strutture turistiche. Non si registrano feriti. Il Comune di Peschici aveva aperto le scuole elementari di via Montesanto come punto di accoglienza; a Vieste il sindaco Giuseppe Nobiletti ha messo a disposizione palestre e altre strutture per ospitare i trasferiti.
Il sindaco d’Arenzo ha dichiarato di ritenere l’incendio di natura dolosa, perché scaturito in più punti distinti. «Sono certo che si tratti di atti dolosi», ha affermato, sottolineando di aver allertato subito la polizia locale al primo segnale di vento forte. Le indagini proseguono. La memoria torna al 24 luglio 2007, quando un rogo devastante nella stessa area provocò tre vittime e costrinse migliaia di persone a fuggire via mare. Quella ferita resta aperta per la comunità garganica.
Parallelamente, altri focolai hanno interessato la costa del Basso Molise, al confine con il Gargano, in particolare a Campomarino Lido. Turisti sono stati evacuati da campeggi e stabilimenti balneari; ventuno anziani della Rsa Villa San Gerardo sono stati trasferiti in chiesa e locali parrocchiali. La Statale 16 e la linea ferroviaria adriatica sono state chiuse temporaneamente, causando disagi a centinaia di passeggeri bloccati a Termoli. Le fiamme, alimentate dal libeccio, sono state domate nella serata di domenica grazie all’intervento di squadre dei Vigili del fuoco, anche provenienti dall’Abruzzo, e di mezzi aerei. La strada è stata riaperta e le operazioni di bonifica proseguono.
Sul Gargano la litoranea SP 52 tra Peschici e Vieste è rimasta chiusa per ore, con deviazioni del trasporto pubblico sulla Statale 89. Anche un tratto della SS 693 Dei Laghi di Lesina e Varano, in territorio di Cagnano Varano, è stato interdetto. Ferrovie del Gargano ha messo autobus a disposizione per trasferire le persone evacuate.
L’emergenza ha colpito uno dei simboli del turismo estivo pugliese. Baie frequentatissime, pinete e macchia mediterranea del Parco nazionale del Gargano sono state avvolte dal fumo in piena stagione. Le autorità regionali e provinciali, con la partecipazione del presidente della Regione Puglia Antonio Decaro alla riunione serale del Centro coordinamento, hanno seguito passo dopo passo l’evoluzione. La Prefettura ha sottolineato che non è stata disposta un’evacuazione generale di villaggi o hotel: gli allontanamenti sono stati precauzionali e mirati alle zone immediatamente esposte.
Nella mattinata di lunedì 27 luglio i controlli continuano. I mezzi aerei restano disponibili per eventuali riprese. I turisti rientrati nelle strutture trovano un territorio ancora segnato dal fumo e dalla vegetazione bruciata, ma le case e le aree abitate sono state salvaguardate. L’episodio riaccende il dibattito sulla prevenzione degli incendi boschivi in un’area fragile e ad alto valore turistico e ambientale. Per ora, dopo ore di paura e di lavoro intenso di Vigili del fuoco, Protezione civile e volontari, il fronte principale è contenuto.