Gasolio alle stelle, verso il Cdm: il governo studia un taglio delle accise fino a 24 centesimi. Cosa cambia per gli automobilisti

Il gasolio ha superato stabilmente i 2,18 euro al litro sulla rete ordinaria e tocca punte ben più alte in autostrada e in alcune città. La benzina viaggia intorno a 1,98 euro. Sono i dati aggiornati dell’Osservatorio prezzi del Mimit di lunedì 27 luglio, che certificano un’impennata iniziata dopo la scadenza, il 3 luglio, dell’ultimo taglio delle accise. Da quel giorno il diesel è rincarato di circa 30 centesimi, quasi il doppio della benzina. Un pieno da 50 litri di gasolio costa oggi oltre 15 euro in più rispetto a tre settimane fa. Con l’esodo di agosto alle porte, il governo ha accelerato.
Questa pomeriggio, alle 17.30 a Milano, è convocato un Consiglio dei ministri che dovrebbe varare un primo “decreto-ponte” concentrato soprattutto sul gasolio. L’obiettivo dichiarato è riportare il diesel sotto la soglia psicologica dei 2 euro e contenere la benzina, dando un segnale immediato a famiglie, pendolari e imprese di trasporto prima delle giornate da bollino rosso.
Non è una scelta casuale. Dei poco meno di 110 milioni di litri di carburante consumati ogni giorno in Italia, circa 77 milioni sono gasolio: quasi il 70 per cento del totale. Ogni centesimo di aumento si trasferisce direttamente sui costi dell’autotrasporto, della logistica e, a cascata, sui prezzi di molti beni di consumo. Dall’inizio di luglio il Sole 24 Ore ha calcolato un extracosto giornaliero intorno ai 28 milioni di euro, che ad agosto potrebbe tradursi in quasi 800 milioni complessivi a carico di automobilisti e sistema produttivo.
Le ipotesi allo studio, secondo le ricostruzioni di diverse testate, puntano a uno sconto vicino ai 24 centesimi al litro sul gasolio e a una riduzione più contenuta, intorno ai 6 centesimi, sulla benzina. Si tratterebbe di una misura temporanea, finanziata con risorse immediate superiori ai 100 milioni di euro, in attesa del secondo passaggio. Una volta noti i calcoli del ministero dell’Economia sull’extragettito Iva di luglio, dovrebbe scattare il meccanismo delle accise mobili: lo strumento che trasforma il maggior gettito fiscale generato dai rincari in una riduzione del prelievo alla pompa.
Il governo ha già speso circa 1,8 miliardi di euro tra marzo e i primi di luglio in tagli successive alle accise, introdotti per fronteggiare le tensioni geopolitiche in Medio Oriente. Per questo il Mef procede con cautela. Una riduzione prolungata rischia di diventare una voce di spesa strutturale proprio mentre l’esecutivo punta, dopo il confronto con Bruxelles, a utilizzare i 14 miliardi di flessibilità europea destinati al caro energia (fondi che, però, non possono essere impiegati direttamente per le accise sui carburanti).
Il ministro delle Imprese Adolfo Urso ha indicato che il Consiglio dei ministri del 4 agosto potrà valutare le disponibilità effettive e decidere se affiancare al taglio generalizzato interventi mirati, come crediti d’imposta per l’autotrasporto o contributi per i titolari di social card. Nella maggioranza cresce il pressing: Forza Italia chiede almeno l’attivazione immediata delle accise mobili, Noi Moderati sottolinea la priorità del contenimento del caro energia nel rispetto dei vincoli di bilancio.
Le opposizioni criticano l’impostazione. Il Movimento 5 Stelle parla di “pannicello caldo” e propone un bonus carburante riservato alle fasce più deboli. Angelo Bonelli (Avs) chiede un contributo straordinario sugli extraprofitti delle compagnie petrolifere e un’accelerazione sull’elettrificazione. Il centrosinistra ha depositato al Senato una mozione per sollecitare un provvedimento d’urgenza a tutela del potere d’acquisto delle famiglie e dei costi delle imprese.
Dal lato dei consumatori, le associazioni continuano a segnalare l’impatto sui viaggi estivi e sul costo della vita. Un taglio generalizzato è immediato e visibile, ma beneficia anche chi consuma di più. Gli aiuti selettivi sono più progressivi, ma richiedono tempi e criteri di accesso più lunghi. Il governo cerca di tenere insieme le due strade: un ponte rapido per frenare i listini e, da agosto, un intervento finanziato dall’extragettito.
L’efficacia reale dipenderà dalle quotazioni internazionali del petrolio. Se il Brent continuerà a salire, anche uno sconto di 20-24 centesimi rischia di essere riassorbito in poche settimane. Per gli automobilisti, nel breve periodo, l’attesa è di una riduzione concreta del prezzo alla pompa già nelle prossime ore o nei giorni immediatamente successivi all’eventuale approvazione del decreto, con effetti più evidenti sul gasolio. Resta da vedere se la misura basterà a calmierare i listini per tutto agosto o se serviranno ulteriori interventi.