Alexander Zverev trema per l’Achille: paura di infortunio e match sofferti all’Australian Open 2026

Alexander Zverev trema per l'Achille

Melbourne, 23 gennaio 2026 – Alexander Zverev sta vivendo un Australian Open 2026 carico di tensione. Il tedesco numero 3 del mondo, fresco di finale persa contro Jannik Sinner nel 2025, ha superato i primi due turni ma con evidenti segnali di fragilità fisica e mentale. Nel secondo turno contro Alexandre Muller ha chiamato il medico per un fastidio al tendine d’Achille, un momento che ha scatenato preoccupazione: “Ero un po’ spaventato”, ha ammesso dopo la partita, riferendosi alla serie di infortuni simili che stanno colpendo il circuito.

Il match contro Muller è stato un vero test. Zverev ha vinto 6-3 4-6 6-3 6-4 in tre ore e tre minuti, con interruzione per pioggia e un quarto set in cui ha zoppicato visibilmente dopo il 2-1. Ha preso un antidolorifico e ha chiuso con un ace, ma il gesto verso il piede e la quasi caduta in un rally hanno fatto trattenere il fiato al John Cain Arena. Muller ha giocato un tennis solido nei primi due set, sfruttando la baseline e costringendo Zverev a inseguire. Il tedesco ha reagito aumentando l’aggressività una volta chiuso il tetto, ma la paura dell’infortunio era palpabile.

Nel primo turno aveva già dovuto rimontare un set contro Gabriel Diallo (6-7 6-1 6-4 6-2), un avversario aggressivo e talentuoso che lo ha messo in difficoltà iniziale. “Non ho giocato tante partite quest’anno, il primo set non è stato il mio migliore”, ha detto Zverev dopo quella vittoria. Ora, nel terzo turno contro Cameron Norrie, il tedesco deve affrontare un avversario che ha perso tutti e sei i precedenti, ma che lo ha spinto al quinto set nel 2024 proprio a Melbourne. Norrie è l’ultimo britannico in gara e arriva con la voglia di rompere la maledizione.

La pressione è enorme. Zverev è arrivato a Melbourne con l’etichetta di favorito per il titolo, dopo una stagione 2025 in cui ha raggiunto la finale qui e ha chiuso numero 3 del mondo nonostante un solo titolo (Monaco). Ma il 2026 è iniziato con poche partite e un tabellone ostile: la parte alta è piena di pericoli come Medvedev, Auger-Aliassime e Tien. Il tedesco ha già espresso malcontento per il sorteggio, e ogni match sembra una battaglia contro se stesso prima che contro l’avversario.

Il clima mediatico è elettrico. Gazzetta dello Sport e Corriere dello Sport sottolineano la “paura di Zverev per l’Achille”, mentre la stampa tedesca e internazionale parla di “segnali preoccupanti” e di un fisico che non regge più come prima. I fan sui social alternano fiducia (“È il momento del primo Slam”) a dubbi (“Se l’Achille cede, è finita”). Il tedesco ha sempre detto di voler vincere un Major per non chiudere la carriera come “il migliore senza Slam”, ma ogni fastidio fisico riapre la ferita.

Ora gli occhi sono puntati sul match con Norrie. Superarlo significherebbe accedere agli ottavi, consolidare punti e fiducia, e dimostrare che la paura è passata. Ma ogni punto prolungato, ogni scatto, sarà un test per quel tendine. Zverev sa che Melbourne è il suo campo preferito, ma quest’anno il torneo sta mettendo a nudo le sue fragilità: la ricerca del primo titolo Slam non è mai stata così urgente e rischiosa.

Melbourne trattiene il fiato. Alexander Zverev combatte contro Norrie, contro l’avversario e contro il proprio corpo: il terzo turno dell’Australian Open 2026 potrebbe essere l’inizio di un’impresa o il segnale che il fisico non regge più le aspettative.

Wendell Stewart

Wendell Stewart

Wendell Stewart is an international writer covering politics, music, literature, finance, sports, film, and global current affairs, known for clear, well-researched, and engaging reporting.

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