Fabrizio Corona sotto attacco su tutti i fronti: stop a “Falsissimo” e multa da 200mila euro per il memecoin corona

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Fabrizio Corona incassa due colpi durissimi in un solo giorno e la parola corona torna a pesare come non mai nel gossip italiano: da un lato il Tribunale di Milano blocca il suo format “Falsissimo” su Alfonso Signorini, dall’altro la Consob gli infligge una sanzione record per il memecoin $Corona. È il 26 gennaio 2026 e l’ex re dei paparazzi si trova al centro di una tempesta giudiziaria e finanziaria che sembra volerlo inchiodare proprio mentre il suo canale YouTube macina milioni di visualizzazioni. Corona, corona del sensazionalismo digitale, resiste annunciando ricorso e spostando il mirino su Mediaset, ma il messaggio è chiaro: il sistema non tollera più il suo stile.

Il Tribunale civile di Milano, con il giudice Roberto Pertile, ha accolto il ricorso urgente di Alfonso Signorini. L’ordinanza impone a Corona la rimozione immediata di tutti i video, audio, testi e reel relativi al conduttore, il divieto assoluto di pubblicare nuovi contenuti diffamatori o lesivi della sua reputazione, immagine e riservatezza. Pena: 2.000 euro al giorno per ogni violazione, più le spese legali (circa 9.000 euro). Il giudice motiva la decisione sottolineando che “Falsissimo” non è una testata giornalistica protetta dall’art. 21 della Costituzione: Corona non è iscritto all’albo, non ha una redazione strutturata né controlli deontologici. I contenuti, secondo il provvedimento, alimentano solo “morbosa curiosità per piccanti vicende sessuali” senza interesse pubblico. La puntata prevista per la sera del 26 gennaio non è andata in onda con il focus su Signorini: Corona ha rimosso gli episodi 19 e 20, archiviato i reel (oltre 100 milioni di views cumulativi) e annunciato appello.

Contemporaneamente, la Consob ha deliberato una sanzione amministrativa di 200.000 euro per violazione del regolamento UE MiCAR sulle cripto-attività. Il memecoin $Corona, promosso tramite Telegram (“Fabrizio Corona – Adrenalina Pura Official Community”), il sito getcoronamemes.com e Instagram, è stato offerto al pubblico italiano senza white paper, senza notifica all’autorità e in modo diretto e personale. Corona non ha collaborato durante gli accertamenti né dopo il richiamo di attenzione: da qui la multa pesante e l’ingiunzione a non ripetere la violazione. Il token, scambiabile su Raydium, è diventato simbolo di un flop speculativo che si aggiunge al danno d’immagine.

I media mainstream raccontano la doppia batosta in chiave giudiziaria: stop alla gogna social, tutela della privacy, fine di un presunto sistema di ricatti sessuali per il Grande Fratello (accuse mai provate in tribunale). Ma si sorvola sul perché “Falsissimo” continui a esplodere in views nonostante i blocchi: milioni di italiani cercano lì una narrazione cruda, non filtrata, che la tv tradizionale non offre più. Corona grida alla “censura preventiva”, definisce il provvedimento un “bavaglio” inesistente dal 1946, e sposta l’attacco su Mediaset: la puntata del 26 gennaio, modificata, ha puntato su Piersilvio Berlusconi, Marina, Silvia Toffanin, Maria De Filippi, Gerry Scotti. Il messaggio è uno solo: non mi fermate.

Sotto la cronaca giudiziaria c’è un disagio più profondo. Corona incarna il paradosso del gossip italiano contemporaneo: da un lato è accusato di diffamazione a scopo di lucro, dall’altro rappresenta l’unico che osa toccare temi scomodi (potere nei reality, favori, abusi presunti). Il giudice dice che non c’è interesse pubblico nelle abitudini sessuali di Signorini; Corona ribatte che denuncia un sistema marcio. La verità sta probabilmente nel mezzo, ma il pubblico polarizzato non cerca sfumature: o è il paladino anti-sistema o il piromane che rovina carriere per soldi. Sui social l’atmosfera è elettrica: meme con la corona che incorona o decapita, insulti, difese accanite, stanchezza per l’ennesima lite tra ex colleghi. Eppure i numeri parlano: decine di milioni di visualizzazioni in poche settimane.

Questa vicenda dice molto sull’Italia del 2026. Il gossip non è più solo rotocalchi: è diventato arma politica, arma finanziaria (il memecoin corona ne è la prova), arma giudiziaria. Corona, multato per cripto e censurato per contenuti, resta in piedi perché intercetta una fame di “verità non ufficiale” che i talk show evitano. La domanda che aleggia è scomoda: in un Paese dove l’informazione mainstream è percepita come addomesticata, serve davvero fermare Corona o serve capire perché milioni lo seguono? Il ricorso in appello e le prossime puntate su Mediaset diranno se la sua corona regge o finalmente cade. Per ora, resiste – ammaccata, ma ancora in testa.

Wendell Stewart

Wendell Stewart

Wendell Stewart is an international writer covering politics, music, literature, finance, sports, film, and global current affairs, known for clear, well-researched, and engaging reporting.

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