Tempesta Kristin Portogallo: 5 morti, 850mila senza luce e il Santuario di Fátima devastato – l’emergenza che nessuno si aspettava così feroce

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La tempesta Kristin Portogallo ha trasformato una notte di fine gennaio in un incubo: raffiche oltre i 150 km/h, alberi sradicati come fiammiferi, case danneggiate e un bilancio che sale a cinque vittime accertate. Mentre il vento urla ancora sulle coste atlantiche e la Protezione Civile conta oltre 3.000 interventi in poche ore, i portoghesi si chiedono come un sistema depressionario così “normale” sia diventato un mostro capace di colpire anche luoghi sacri come Fátima. Non è solo maltempo: è un pugno nello stomaco per un Paese che pensava di aver visto il peggio con le tempeste precedenti.

La tempesta Kristin ha raggiunto il Portogallo continentale nella notte tra il 27 e il 28 gennaio 2026, con un landfall tra Figueira da Foz e Vila do Conde. L’IPMA (Istituto Portoghese del Mare e dell’Atmosfera) aveva emesso allerta meteo Portogallo rossa per vento, mareggiata e precipitazioni intense lungo tutta la costa da Viana do Castelo a Setúbal, con picco tra le 3 e le 6 del mattino. Venti fino a 150 km/h, piogge torrenziali, neve in quota e onde mostruose: un ciclone extratropicale con ciclogenesi esplosiva che ha scaricato il peggio sul centro-nord. Le province di Coimbra e Leiria sono state le più martoriate: blackout massicci (fino a 855.000 utenze senza elettricità al picco), strade bloccate da alberi e detriti, ferrovie interrotte, scuole chiuse. A Leiria le autorità hanno ordinato ai residenti di restare in casa, mentre a Coimbra interi paesi sono rimasti senz’acqua.

I media mainstream raccontano i numeri tragici: cinque morti (quattro a Leiria, una a Vila Franca de Xira vicino Lisbona), feriti, oltre 3.000 chiamate di emergenza, allagamenti, crolli. Auto schiacciate da alberi, tetti divelti, un luna park sul lungomare di Figueira da Foz parzialmente distrutto. La Protezione Civile parla di “impatto maggiore” soprattutto a ovest, con blackout persistenti e comunicazioni interrotte. Ma è la superficie: le notizie si fermano ai fatti eclatanti, senza scavare nel caos silenzioso che resta quando le telecamere se ne vanno.

L’angolo che pochi osano dire ad alta voce è quanto la tempesta abbia colpito nel profondo le comunità. A Fátima, il Santuario – simbolo di pace e pellegrinaggi – è stato devastato: decine di alberi sradicati nel parco, ma per miracolo le strutture storiche e le attività religiose resistono. Eppure, per i fedeli e i residenti locali, vedere il luogo sacro piegato dal vento è un colpo al cuore: “Come può succedere proprio qui?”, si chiedono nei gruppi locali. Poi ci sono le famiglie senza luce da ore, anziani isolati, piccoli imprenditori con negozi allagati o insegne volate via. La polemica sotterranea è sulla gestione: dopo Joseph, un’altra tempesta “estrema” in pochi giorni. Molti sussurrano che la Protezione Civile abbia alzato il livello massimo troppo tardi, o che le infrastrutture non reggano più eventi così violenti. E i turisti? Milioni di italiani e stranieri che pensavano al Portogallo come meta invernale mite ora cancellano voli o restano bloccati.

Proprio ora l’emergenza meteo Portogallo è lontana dall’essere finita: Kristin si sposta verso la Spagna (dove ha portato neve e allerta rossa), ma in Portogallo persistono blackout, strade impraticabili e rischio di ulteriori frane o allagamenti. La Protezione Civile invita a non uscire se non necessario, a evitare zone costiere e a monitorare aggiornamenti IPMA. Per i residenti è sopravvivenza quotidiana: caricare il telefono con power bank, conservare cibo, aiutare i vicini. Per chi è lontano, è il terrore di non riuscire a contattare familiari. E mentre l’Italia guarda con apprensione (Kristin arriverà attenuata ma con temporali forti), qui la paura è reale: quanto durerà prima che torni la normalità?

Sui social il mix è esplosivo: video virali di onde giganti e alberi che cadono, meme amari tipo “Kristin ha deciso di fare pulizia generale”, ma anche rabbia: “Prima Joseph, ora Kristin: il clima ci odia?”. C’è chi posta storie di solidarietà (vicini che portano generatori), chi accusa il governo di non aver investito abbastanza in prevenzione. L’ansia è palpabile: “Restate a casa”, ripetono tutti, ma per molti “casa” è al buio e al freddo.

Quanto durerà l’emergenza e quali sorprese ci riserverà ancora la tempesta Kristin Portogallo? Il vento cala, ma le ferite restano aperte: cinque vite perse, migliaia di famiglie colpite, un Paese che si lecca le ferite chiedendosi se il prossimo sarà ancora peggio.

Wendell Stewart

Wendell Stewart

Wendell Stewart is an international writer covering politics, music, literature, finance, sports, film, and global current affairs, known for clear, well-researched, and engaging reporting.

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