Ministero dell’istruzione materie 2026: latino al classico, matematica allo scientifico – ma il vero terrore è l’orale a quattro materie, i ragazzi sono già in crisi

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Roma, 30 gennaio 2026 – È successo oggi, nel pomeriggio, quando il sito del Ministero ha smesso di essere in manutenzione e ha sputato fuori il decreto che tutti aspettavano con il fiato sospeso: le materie maturità 2026 sono ufficiali. Latino al liceo classico, matematica al liceo scientifico (anche per le opzioni scienze applicate e sportivo), lingua straniera 1 al linguistico, scienze umane al liceo delle scienze umane, economia aziendale per amministrazione-finanza-marketing, discipline turistiche e aziendali per turismo, e via dicendo per tecnici e professionali. Ma la vera bomba non è solo la seconda prova: è l’orale ridotto a quattro discipline fisse scelte dal Ministero – italiano, latino, storia e matematica al classico; italiano, matematica, storia e scienze naturali allo scientifico – e l’obbligo assoluto di sostenerlo per passare l’esame. Se salti l’orale, sei fuori. Punto.

I ragazzi delle quinte, circa mezzo milione in tutta Italia, stanno impazzendo. Gruppi WhatsApp in fiamme, TikTok pieni di video con facce terrorizzate e caption tipo “ho visto matematica all’orale e sto morendo dentro”, storie Instagram con sfondi neri e pollice verso. Su Reddit e nei forum studenteschi si leggono sfoghi che fanno male: “Ho passato cinque anni a copiare appunti e ora mi dicono che devo portare matematica all’orale? Io non so nemmeno risolvere un’equazione di secondo grado senza piangere”. E non è solo panico da studio: è la sensazione che il Ministero abbia voluto “tornare al passato” – come dice Valditara – ma lo abbia fatto nel modo più crudele possibile per chi è cresciuto con la maturità post-Covid, con commissioni miste, tesine abolite e un sistema che sembrava più morbido.

Il decreto è arrivato puntuale, entro il 31 gennaio come imponeva la riforma del Dl 127/2025, ma il ritardo di qualche giorno rispetto alle aspettative (molti scommettevano sul 29) ha creato un’ansia collettiva amplificata. Il portale del MIM era offline da giorni, con la scritta “operazioni di manutenzione” che ha fatto impazzire migliaia di ricerche su Google: “materie maturità 2026”, “dove escono le materie della maturità 2026”, “ministero dell’istruzione materie 2026”. E ora che sono uscite, il sollievo dura poco: perché quattro materie fisse significano che non puoi più “nasconderti” dietro le tue eccellenze o le tue lacune croniche. Devi sapere tutto, o quasi, su quelle quattro. Al classico matematica all’orale? Per molti è una sentenza di morte annunciata. Allo scientifico scienze naturali insieme a matematica? Addio weekend liberi da qui a giugno.

Valditara ha voluto una maturità “più seria”, più selettiva, che verifichi non solo nozioni ma “maturazione personale, autonomia e responsabilità”. Parole belle sulla carta, ma nei corridoi delle scuole e nelle cucine di casa si sente un altro refrain: “Ci stanno punendo per il Covid? O è solo un modo per far vedere che il governo fa sul serio?”. I professori sono divisi: alcuni esultano (“finalmente si torna a studiare sul serio”), altri scuotono la testa (“i ragazzi sono già stressati, con questo orale diventano isterici”). I genitori, sui gruppi Facebook, scrivono cose tipo “mio figlio ha pianto per mezz’ora quando ha visto matematica all’orale, come lo calmo?”.

La seconda prova resta classica: latino al classico (che non sorprende nessuno, è quasi un rito), matematica allo scientifico (idem), ma il vero cambio di passo è l’orale. Niente più tesina o discorso libero su tutto il quinquennio: si parte da una delle quattro materie, poi si collega al resto. Il curriculum dello studente diventa centrale, ma per molti è solo un altro pezzo di carta in più da preparare. E l’obbligo dell’orale per passare? È la ciliegina: se non parli, non esci con il diploma. Punto.

Intanto, mentre i siti di orientamento e i motori di ricerca del MIM (visualizzamaterieesame.static.istruzione.it) vengono presi d’assalto, i maturandi 2026 si guardano intorno spaesati: la prima prova il 18 giugno, la seconda il 19, e da lì un’estate che per molti sarà solo sudore e libri. La domanda che tutti si pongono sottovoce è: questa riforma ci renderà più preparati o solo più ansiosi? Perché se l’obiettivo era “far maturare”, forse ci sta riuscendo fin troppo bene: ma a che prezzo?

Wendell Stewart

Wendell Stewart

Wendell Stewart is an international writer covering politics, music, literature, finance, sports, film, and global current affairs, known for clear, well-researched, and engaging reporting.

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