Rebecca Passler positiva al letrozolo: shock doping a pochi giorni da Milano-Cortina, l’Italia in imbarazzo

È un pugno nello stomaco per il biathlon italiano e per l’intero movimento olimpico di casa: Rebecca Passler, la 24enne altoatesina promessa del fondo e del tiro, è stata trovata positiva al letrozolo in un controllo fuori competizione. La notizia è esplosa lunedì 2 febbraio 2026, a sole quattro giorni dall’apertura dei Giochi di Milano-Cortina, e ha immediatamente trasformato l’attesa per l’evento di Anterselva in un’amara delusione nazionale. Nado Italia ha disposto la sospensione provvisoria immediata: l’atleta è esclusa dalla squadra olimpica, niente staffetta mista domenica, niente gare individuali. Il primo caso doping di questi Giochi porta la firma azzurra, e pesa come un macigno.
Rebecca Passler non è una sconosciuta: nata a Brunico il 31 agosto 2001, cresciuta nel vivaio altoatesino, ha debuttato in Coppa del Mondo nel 2021-22 e ha già portato a casa risultati solidi, come l’11° posto nella staffetta 4×6 km ai Mondiali 2024. Terza miglior italiana in stagione, 33ª nella generale di Coppa, era considerata una delle carte vincenti per i Giochi di casa, soprattutto nella mixed relay di Anterselva, dove il pubblico sudtirolese avrebbe potuto fare la differenza. Invece ora è fuori: il Coni ha confermato l’esclusione dopo la notifica dell’International Testing Agency, e il Tribunale Nazionale Antidoping ha accolto la richiesta della Procura per violazione degli articoli 2.1 e 2.2 del codice Wada.
La sostanza? Letrozolo, un inibitore dell’aromatasi di terza generazione, farmaco usato in oncologia per il tumore al seno ormono-dipendente nelle donne in post-menopausa. Vietato dal 2008 nella lista Wada come modulatore ormonale e metabolico (categoria S4), perché riduce i livelli di estrogeni, stimola indirettamente il testosterone e – soprattutto – può mascherare l’uso di steroidi anabolizzanti. In alcuni ambienti doping underground si parla di “modellare il fisico riducendo ritenzione idrica”, ma le sue potenzialità anabolizzanti sono limitate: per questo molti casi passati, come quello di Sara Errani nel 2017 (dieci mesi di squalifica per contaminazione), finiscono con spiegazioni di assunzione involontaria o contaminata. Passler ha testato anche metanolo, sostanza tossica non destinata al consumo umano, dettaglio che aggiunge mistero e alimenta le teorie più disparate.
Il silenzio dell’atleta è assordante: nessuna dichiarazione, nessun comunicato dallo staff o dalla Fisi. I tifosi, sui forum e sui social, oscillano tra incredulità e rabbia. “Come è possibile a ridosso dei Giochi?”, “Sarà contaminazione come Errani?”, “Letrozolo doping nel biathlon? Ma per fare cosa esattamente?”. C’è chi difende a spada tratta la ragazza – “Rebecca non è il tipo, deve essere un errore” – e chi non perdona: “L’Italia parte con una macchia enorme, che vergogna per Milano-Cortina”. Il biathlon, sport già segnato da scandali passati (ricordate la Russia 2014?), ora vede l’Italia finire sotto i riflettori per il motivo sbagliato. E il tempismo è crudele: proprio quando il Paese si prepara a vivere l’emozione di Anterselva, con le piste innevate e il tifo da brividi, arriva questa batosta.
Per il movimento azzurro è un duro colpo. Passler era attesa come una delle giovani più promettenti, nipote di un medagliato olimpico (dettaglio che i media internazionali non hanno mancato di sottolineare), e la sua assenza lascia un vuoto nella staffetta e nelle individuali. Chi la sostituirà? Le scelte sono ristrette, e l’Italia rischia di presentarsi indebolita in una disciplina dove conta ogni decimo. Ma oltre al danno sportivo c’è l’imbarazzo istituzionale: ospitare i Giochi e ritrovarsi con un caso doping prima ancora della cerimonia di apertura fa male all’immagine. Nado Italia e Coni hanno agito con rapidità, sospendendo in via cautelare, ma il danno reputazionale è fatto.
Ora si attende il B sample, l’eventuale appello al Tas, la spiegazione che potrebbe arrivare da Passler o dal suo entourage. È contaminazione? Errore terapeutico? O qualcosa di più grave? Il letrozolo non è una sostanza “da forza bruta”, ma in un contesto di endurance come il biathlon – dove conta resistenza, recupero, gestione ormonale – il sospetto resta. I fan del biathlon italiano, che sognavano podi e medaglie in casa, ora masticano amaro: la storia di Rebecca Passler, da talento locale a caso simbolo, è diventata il primo grande dramma di Milano-Cortina 2026.
