Mario Giuliacci avverte: maltempo senza fine, ma attenzione al “crollo” che potrebbe cambiare tutto

mario giuliacci

Roma, 6 febbraio 2026 – L’Italia è sotto assedio. Piogge torrenziali, nevicate copiose sulle Alpi e sull’Appennino, venti che sferzano le coste: è questo il quadro che domina il meteo oggi da Nord a Sud, e non sembra intenzionato a mollare la presa. A guidare il dibattito, come sempre in questi momenti di incertezza, è il colonnello Mario Giuliacci, che dal suo sito MeteoGiuliacci.it non fa sconti a nessuno: i prossimi giorni saranno ancora dominati da perturbazioni atlantiche una dietro l’altra, con accumuli che in alcune zone rischiano di diventare eccezionali.

Già da inizio mese, il tempo ha deciso di punire l’Italia con una sequenza implacabile. Quattro perturbazioni concentrate tra il 3 e il 10 febbraio, come ha spiegato lo stesso Giuliacci in video e aggiornamenti quotidiani: la prima ha colpito duro il Nord Ovest, la seconda è arrivata giovedì, la terza nel weekend e un’altra è attesa lunedì. Risultato? Pioggia ovunque, neve a quote basse sulle montagne, e allerta che si susseguono. Sul Friuli-Venezia Giulia e sulle tirreniche, le precipitazioni sono state abbondanti, con nevicate tra i 10 e i 20 cm sulle Alpi centro-orientali e nell’entroterra ligure a quote tra 500 e 1000 metri. E non è finita: tra il 10 e il 14 febbraio il copione si ripete, con piogge intense su Lucania e Calabria tirrenica.

Ma è proprio qui che entra in scena il lato più intrigante, quasi spiazzante, dello stile di Giuliacci. Il colonnello non si limita a descrivere il presente: guarda avanti, e lo fa con quel piglio diretto, quasi paterno, che da decenni lo rende una figura di riferimento per milioni di italiani stanchi delle mezze misure. Mentre su il meteo.it e altri portali si parla di un possibile collasso del vortice polare a metà febbraio – con tanto di stratwarming che potrebbe lambire marginalmente l’Italia –, Giuliacci non nasconde la possibilità di un “crollo termico” improvviso. Non è allarmismo fine a se stesso: è la sua firma, quel mix di dati scientifici e realismo che spinge la gente a fidarsi più di un video su YouTube che di un bollettino asettico.

E la gente, infatti, reagisce. Sui social il suo nome è ovunque: chi lo ringrazia per la chiarezza brutale (“finalmente uno che non ci prende in giro”), chi lo accusa di dipingere scenari troppo cupi (“sempre maltempo, mai una buona notizia”). C’è chi lo paragona ai grandi vecchi della meteorologia tv, rimpiangendo i tempi in cui lo vedeva ogni sera su Mediaset, e chi invece apprezza proprio questo suo essere fuori dal coro: non edulcorato come certi siti mainstream, non catastrofista come certi profili da quattro soldi. Giuliacci comunica come un militare in congedo che ha visto troppe carte meteo per indorare la pillola: se piove a dirotto, lo dice. Se rischia di nevicare forte, lo avverte. E se tra una decina di giorni potrebbe arrivare un cambio drastico – magari con aria più fredda o, al contrario, un’impennata termica – lo mette sul tavolo senza giri di parole.

Intanto, il meteo oggi non dà tregua. Temperature che oscillano tra mitezza anomala al Centro-Sud e freddo più invernale al Nord, mari agitati, venti intensi. Le proiezioni parlano di un febbraio che potrebbe confermarsi tra i più piovosi degli ultimi anni, con anomalie positive termiche ma accumuli eccezionali in zone come la Calabria tirrenica, dove alcuni modelli stimano oltre 600 mm entro metà mese. È un inverno strano, quasi bipolare: mite ma zuppo d’acqua, nevoso in quota ma autunnale in pianura.

E in tutto questo caos, Mario Giuliacci resta il punto di riferimento. Non è solo un meteorologo: è diventato una sorta di confessore del maltempo italiano. La sua comunicazione diretta, quel tono che mescola competenza e schiettezza, crea un legame particolare con il pubblico. Mentre altri si limitano a elenchi di previsioni meteo generiche, lui racconta una storia: quella di un Paese che lotta contro perturbazioni continue, ma che forse, tra non molto, potrebbe vedere un ribaltone. Pioggia oggi, neve domani, e poi chissà. In un’epoca di incertezze, avere qualcuno che parla chiaro fa la differenza.

Perché alla fine, quando si guarda il cielo grigio e si consulta il telefono per capire se serve l’ombrello o gli scarponi, la domanda è sempre la stessa: “Che dice Giuliacci?”. E lui, puntuale, risponde.

Wendell Stewart

Wendell Stewart

Wendell Stewart is an international writer covering politics, music, literature, finance, sports, film, and global current affairs, known for clear, well-researched, and engaging reporting.

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