Lakers – Sixers: Reaves da 35 punti spacca tutto, ma l’infortunio di Doncic fa tremare Hollywood

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Los Angeles, 6 febbraio 2026 – È finita 119-115 per i Lakers contro i Sixers, ma la vera storia di questa partita non è solo il punteggio. È Austin Reaves che esce dalla panchina come un razzo, segna 35 punti in soli 25 minuti e trascina i gialloviola da un primo tempo zoppicante a una rimonta furiosa. È Luka Doncic che esce zoppicando nel secondo quarto per un problema al legamento sinistro, lasciando il campo con la faccia di chi sa che potrebbe essere grave. È LeBron James che fa il solito LeBron – 17 punti e 10 assist, regia da maestro – ma con l’ombra di un’altra stagione martoriata dagli infortuni. E sono i Sixers che, dopo cinque vittorie di fila, crollano nel finale nonostante un Joel Embiid da 35 punti, 7 rimbalzi e 7 assist.

La partita al Crypto.com Arena è stata un rollercoaster emotivo. I Lakers tornano a casa dopo un tour de force di otto partite in trasferta (5-3 il bilancio), stanchi ma affamati. I Sixers arrivano carichi, con una striscia positiva e la voglia di dimostrare che senza Paul George (sospeso) e con Embiid non al top possono ancora fare male. Primo tempo: Philadelphia domina, +14 di vantaggio massimo, Maxey e Embiid in modalità superstar. I Lakers sembrano spaesati, troppi turnover (22 in totale, 24 punti concessi), difesa molle. Poi Doncic si ferma: zoppica, tocca il retro del ginocchio sinistro, va negli spogliatoi. Il panico serpeggia tra i tifosi: “Non di nuovo”, pensano tutti. Perché questa squadra, con LeBron 41enne, AD che lotta con il fisico e ora Luka a rischio, non può permettersi altri stop.

Ma ecco il colpo di scena: entra Reaves e cambia tutto. AR è tornato da All-Star, quello vero. Tiri da tre, penetrazioni, fadeaway, persino una schiacciata che fa esplodere l’arena. 35 punti dalla panchina: roba da leggenda. La panchina Lakers segna 61 punti (contro i 14 dei Sixers), LaRavia e Hachimura aggiungono 14 a testa. Nel terzo e quarto quarto i gialloviola ribaltano: parziali devastanti, difesa che sale di livello, transizioni veloci. Philadelphia resiste con Embiid che domina nel pitturato, ma alla fine crolla sotto i colpi di un Reaves ispirato e di un LeBron che, pur non segnando tanto, orchestra come ai tempi d’oro.

Sui social è già bagarre. I fan Lakers esaltano “AR is BACK”, meme con Reaves che indossa il mantello di Superman, James Worthy che urla in telecronaca “Austin Reaves is BACK!”. Ma sotto sotto c’è paura: l’infortunio di Doncic è un macigno. Imaging in programma per il tendine del ginocchio sinistro: se è grave, addio sogni di playoffs alti. I Sixers rimpiangono: “Abbiamo mollato quando dovevamo spingere”, dicono in spogliatoio. Embiid a fine gara: “Abbiamo avuto il controllo, poi loro hanno trovato ritmo. Dobbiamo essere più consistenti”. Ma la verità è che Philly ha pagato i 22 turnover Lakers trasformati in punti facili, e la panchina debole.

Questa Lakers – Sixers non è stata solo una vittoria. È stata la dimostrazione che i Lakers, quando le cose si mettono male, sanno tirare fuori l’orgoglio. Reaves ha ricordato a tutti perché è uno dei più amati di Hollywood: non è solo un role player, è un killer silenzioso. Ma l’ombra di Doncic zoppicante aleggia pesante. LeBron ha abbracciato Luka a bordo campo, gesto da leader, ma il messaggio è chiaro: “Dobbiamo sopravvivere”. I Sixers tornano a Est con la striscia interrotta, Embiid stanchissimo ma dominante, e la sensazione che senza un roster più profondo sarà dura.

Intanto Los Angeles festeggia, ma con il fiato sospeso. Perché in questa NBA 2026, tra infortuni e trade deadline alle porte, ogni partita può essere l’ultima per un sogno. E stanotte, grazie a Reaves, il sogno è ancora vivo. Ma per quanto?

Wendell Stewart

Wendell Stewart

Wendell Stewart is an international writer covering politics, music, literature, finance, sports, film, and global current affairs, known for clear, well-researched, and engaging reporting.

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