Matteo Rizzo, lacrime e bronzo storico: l’Italia esplode nel pattinaggio di figura alle Olimpiadi 2026

matteo rizzo

Milano, 9 febbraio 2026 – Il Forum di Assago ha tremato ieri sera quando Matteo Rizzo, con il cuore in gola e le gambe che bruciavano, ha chiuso il programma libero maschile del team event pattinaggio sfiorando il ghiaccio con le ginocchia in un’esultanza primordiale. 179.62 punti, record stagionale, applausi assordanti e lacrime che non riusciva più a trattenere. L’Italia ha conquistato il bronzo nel pattinaggio di figura a squadre, la prima medaglia olimpica di sempre in questa specialità per il nostro paese, la terza nella storia della disciplina dopo i bronzi individuali di Carolina Kostner. Un risultato che ha fatto impazzire il pubblico di casa, con l’Italia padrona dei Giochi di Milano Cortina 2026 e il pattinaggio sul ghiaccio al centro di tutte le attenzioni.

Matteo Rizzo, il romano trapiantato a Sesto San Giovanni, ha portato sulle spalle l’ultima frazione della gara a squadre. La pressione era enorme: solo due punti di margine sulla Georgia di Nika Egadze, il Canada in agguato, e la consapevolezza che un errore poteva costare tutto. Invece ha pattinato come un leone, sulle note di Interstellar e Miserere, fluido, potente, senza sbavature. Alla fine è crollato in ginocchio, ha nascosto il viso tra le mani, poi è corso verso i compagni urlando. Il team – con Sara Conti e Niccolò Macii, Lara Naki Gutmann, Charlène Guignard e Marco Fabbri, e Daniel Grassl nel corto – ha esultato in blocco: “Bronzo, bronzo!”. Oro agli Stati Uniti, argento al Giappone, ma il podio azzurro è storia.

Perché ora tutti parlano di Matteo Rizzo e del pattinaggio artistico olimpiadi 2026? Perché questo bronzo arriva nel momento più bello: casa nostra, riflettori puntati, e una squadra che ha funzionato alla perfezione. Sara Conti e Niccolò Macii – la coppia di artistico che tutti chiamano Conti Macii o Macii Conti – hanno tenuto alto il livello con un libero solido nonostante qualche piccola imprecisione, confermando il loro status di top europei. Lara Naki Gutmann (o Lara Gutmann, come la cercano in tanti) ha chiuso quarta nel libero femminile, resistendo alla pressione di Anastasija Gubanova (o Anastasia Gubanova, la georgiana che ha spinto forte). E Rizzo ha sigillato tutto, trasformando la tensione in catarsi.

Il team event pattinaggio ha regalato emozioni fortissime: l’Italia ha difeso il terzo posto dalle qualificazioni, ha risposto colpo su colpo, e ha trasformato la pressione nazionale in carburante. Non era scontato. Negli anni passati si era sfiorato il podio (quarti a Sochi 2014), ma stavolta, con l’Olimpiade in casa, l’attesa era palpabile. Le ricerche su pattinaggio olimpiadi 2026 dove vederlo, dove vedere pattinaggio artistico olimpiadi, pattinaggio di figura olimpiadi 2026 dove vederlo e pattinaggio sul ghiaccio olimpiadi 2026 dove vederlo sono esplose: il pubblico vuole rivivere quel brivido, capire come seguire le prossime gare individuali di rizzo pattinaggio, di Sara Conti pattinaggio, di Niccolò Macii.

Matteo Rizzo non è solo il jolly che ha deciso la medaglia: è il simbolo di una generazione che ha cresciuto il movimento italiano. Campione nazionale più volte, argento europeo recente, ha sempre vissuto il ghiaccio con intensità, tra alti e bassi, infortuni e ritorni. Ieri ha detto: “Penso che realizzerò solo tra qualche settimana. Per ora tocco la medaglia per sentire che è vera. È fuori dal mondo”. Parole che pesano, perché sotto la gioia c’è la fatica di chi sa quanto costa arrivare lì a 27 anni, con l’Italia che urla il suo nome.

Ora gli occhi sono puntati sulle prove individuali: Matteo Rizzo olimpiadi 2026, Matteo Rizzo olimpiadi, pattinaggio olimpiadi dove l’azzurro cercherà di confermare il bronzo a squadre con una prestazione personale da urlo. E con lui Lara Naki Gutmann genitori curiosi, Anastasija Gubanova rivale, Sara Conti fidanzato (ma il gossip resta leggero, il ghiaccio parla più forte). L’Italia del pattinaggio di figura è viva, emozionante, e questi Giochi la stanno consacrando.

Il bronzo di ieri non è solo una medaglia: è la prova che quando il gruppo funziona, quando la pressione diventa emozione condivisa, l’Italia può scrivere pagine indimenticabili. E Matteo Rizzo, con le lacrime ancora negli occhi, è il volto di questa rinascita.

Wendell Stewart

Wendell Stewart

Wendell Stewart is an international writer covering politics, music, literature, finance, sports, film, and global current affairs, known for clear, well-researched, and engaging reporting.

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