Eileen Gu, l’argento che brucia: Mathilde Gremaud la batte di nuovo e il duello slopestyle diventa leggenda

eileen gu

Livigno, 10 febbraio 2026 – È finita di nuovo così, con un pugno di centesimi e un’amarezza che si sente sulla pelle. Eileen Gu – o Gu Ailing, come la chiamano in Cina – ha sfiorato l’oro nel freeski slopestyle alle Olimpiadi di Milano Cortina 2026, ma Mathilde Gremaud ha difeso il titolo con una run da brividi: 86.96 contro 86.58. Solo 0.38 punti, meno di un soffio, per replicare il verdetto di Pechino 2022. Un’altra medaglia d’argento per la stella sino-americana, un’altra vittoria per la svizzera che sembra avere il dono di spezzare i sogni di Eileen proprio quando sembrano a portata di mano.

La finale di ieri al Livigno Snow Park è stata uno spettacolo puro, di quelli che fanno venire la pelle d’oca agli appassionati e agli addetti ai lavori. Eileen Gu ha aperto con una prima run da 86.58: switch rightside 270 disaster in cima, rotazioni in tutte le direzioni sui rail, trick imparati solo la settimana prima. Lei stessa l’ha definita “la migliore run di slopestyle che abbia mai fatto”. E non era solo spacconeria: Tom Wallisch, commentatore americano, l’ha chiamata la migliore esecuzione sui rail mai vista in una donna. Il pubblico ha trattenuto il fiato, convinta che stavolta il treble d’oro fosse possibile. Ma Mathilde Gremaud non è tipo da tremare sotto pressione.

La 26enne svizzera ha risposto con una seconda run da urlo: tre double corks consecutivi – un 1080 e due 1260 – nosebutter, grab, rotazioni complete. Un’esecuzione storica, la prima con tre double corks per una donna in gara. Fist pump, urla, campanacci svizzeri impazziti. Eileen ha provato a rispondere nelle ultime due run, ma è caduta presto sui rail: 23.00 la seconda, caduta definitiva la terza. Oro a Gremaud, argento a Gu, bronzo a Megan Oldham. E il mondo dello sci freestyle ha assistito a quello che molti già chiamano il duello più bello della storia femminile dello slopestyle.

Non c’è astio, almeno in superficie. Eileen ha abbracciato Mathilde sul podio, sorrisi sinceri, parole di rispetto reciproco. “È meraviglioso avere un’avversaria così degna – ha detto Gu – ogni vero competitor sogna un rivale del suo livello. Spero che lei provi lo stesso per me”. Gremaud ha ricambiato: “Non era solo difendere l’oro di quattro anni fa, volevo dimostrare cosa sono capace di fare”. Eppure sotto quel fair play olimpico cova una tensione palpabile: Eileen Gu porta sulle spalle il peso di due nazioni, Cina e Stati Uniti, aspettative enormi, riflettori incessanti. Mathilde Gremaud, più discreta, più “europea”, incarna la rivincita della vecchia scuola contro la superstar mediatica.

I fan italiani, che seguono lo sci freestyle con passione crescente grazie a queste Olimpiadi di casa, sono divisi. C’è chi esalta Eileen Gu per aver spinto lo sport a un livello mai visto, chi rimprovera la “sfortuna” o la pressione che le ha fatto sbagliare i rail finali. Sui social circola il refrain: “Ancora argento, ma che run!”, mescolato a commenti più acidi: “Mathilde è semplicemente più solida quando conta”. E poi c’è il sottotesto geopolitico che nessuno dice ad alta voce: Eileen Gu, nata a San Francisco ma bandiera cinese, contro la svizzera “neutrale” che vince a casa nostra. Simbolismi che infiammano le chat e i forum.

Il punto è questo: questo slopestyle non è stato solo una gara, è stato un manifesto. Due atlete che si sono spinte a vicenda oltre i limiti, che hanno alzato l’asticella del freeski femminile con trick mai visti prima. Eileen ha perso l’oro, ma ha vinto la stima di chi conta nel circus. Mathilde ha confermato di essere la regina indiscussa quando la posta in gioco è massima. E ora? Big air e halfpipe aspettano Eileen Gu: riuscirà a prendersi quei ori che le mancano per il treble? O la “maledizione” di Gremaud continuerà a perseguitarla?

Una cosa è certa: questo duello tra Eileen Gu e Mathilde Gremaud non finisce qui. È appena diventato leggenda.

Wendell Stewart

Wendell Stewart

Wendell Stewart is an international writer covering politics, music, literature, finance, sports, film, and global current affairs, known for clear, well-researched, and engaging reporting.

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