Angela Romei in lacrime: Constantini dedica il bronzo all’amica tradita dal curling

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Angela Romei è al centro di una bufera che ha infiammato il mondo del curling italiano proprio mentre Milano-Cortina 2026 dovrebbe essere la festa dello sport azzurro. L’atleta pugliese trapiantata in Piemonte, 28 anni, medaglia d’argento e bronzo agli Europei con la nazionale, è stata esclusa dalla squadra femminile olimpica a favore di Rebecca Mariani, 19enne figlia del direttore tecnico Marco Mariani. Il Tribunale Arbitrale dello Sport ha respinto il suo ricorso, confermando la scelta della Fisg, ma la ferita resta aperta e brucia più che mai.

La notizia ha ripreso quota in queste ore perché Stefania Constantini, la stella del curling italiano, fresca di bronzo nel mixed doubles con Amos Mosaner, ha voluto dedicare il podio proprio ad Angela. Un abbraccio commosso in tribuna, dove Romei commentava le partite per Rai Sport: “Avrei voluto fosse qui con noi, è la mia migliore amica e compagna di sempre”. Parole che pesano come macigni in un ambiente già teso. Constantini ha scelto il momento più alto della sua carriera per ricordare l’amica esclusa, quasi a dire che l’ingiustizia resta lì, sotto gli occhi di tutti.

Angela Romei non è una qualunque: dal 2017 in nazionale, sei Mondiali, nove Europei, seconda nel team Constantini per anni. Una carriera solida, fatta di sacrifici, trasferte infinite e quel ruolo di collante nel gruppo che tutti riconoscono. Eppure, a poche settimane dai Giochi di casa, la federazione ha deciso un cambio epocale: dentro la giovane Mariani, figlia del dt, con esperienza limitata a livello senior. Romei ha gridato al conflitto di interessi, alla mancanza di trasparenza, alla decisione presa troppo tardi per essere solo tecnica. “È l’antitesi del fair play che ho sempre difeso”, ha detto a suo tempo, e il dolore traspare ancora oggi.

Il TAS ha chiuso la porta: la scelta rientra nella discrezionalità tecnica della federazione, nessun arbitrio evidente, nessuna prova schiacciante di favoritismo. Ma nel mondo dello sport italiano, dove le federazioni spesso sembrano impermeabili alle critiche, questa sentenza non ha spento le polemiche, anzi le ha alimentate. Sui social esplode la solidarietà per Angela: “Una vergogna”, “Il nepotismo vince sempre”, “Stefania ha avuto il coraggio di dire quello che pensiamo tutti”. Su X e Instagram i fan del curling (e non solo) commentano la dedica di Constantini come un atto di ribellione silenziosa, un modo per dire che l’amicizia e il merito valgono più di una convocazione contestata.

E ora? Angela è lì, in cabina di commento, a descrivere le partite della squadra che l’ha lasciata fuori. Ogni stone lanciato dalle azzurre è un promemoria amaro. Per i tifosi è surreale: la voce narrante di chi avrebbe dovuto essere in pista. C’è chi parla di beffa crudele, chi di lezione di dignità. La sua presenza in tribuna durante il bronzo mixed doubles ha trasformato una vittoria in un momento di commozione collettiva. Constantini corre da lei, l’abbraccia: è il gesto che dice tutto. Il team femminile ora scende in campo con gli occhi puntati addosso, tra speranze di medaglia e ombre di questa vicenda che non si cancella.

Per il curling italiano, che finalmente ha i riflettori puntati grazie a Constantini e Mosaner, questa storia rischia di lasciare un segno indelebile. Angela Romei incarna il sogno spezzato di chi ha dato tutto per la maglia azzurra e si è vista scavalcare in nome di scelte opache. La sua forza ora sta nel non sparire, nel continuare a raccontare lo sport che ama, anche da fuori. E forse, proprio per questo, il suo nome resta più vivo che mai in questi Giochi. Una pugnalata al cuore del merito, ma anche una lezione di resilienza che molti non dimenticheranno.

Wendell Stewart

Wendell Stewart

Wendell Stewart is an international writer covering politics, music, literature, finance, sports, film, and global current affairs, known for clear, well-researched, and engaging reporting.

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