Daniel Grassl, bronzo olimpico in team ma crollo nel libero: l’Italia piange il sogno individuale mentre Rizzo salva l’onore!

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Le Olimpiadi di casa, Milano Cortina 2026, dovevano essere l’incoronazione per Daniel Grassl: il ragazzo dell’Alto Adige, talentuoso, tecnico, capace di quad Lutz, flip e loop come pochi in Europa. Invece, dopo il bronzo storico nel Team Event – il primo per l’Italia nel pattinaggio artistico a squadre – è arrivato il pugno nello stomaco. Nel libero maschile di venerdì 13 febbraio, Grassl ha pattinato su “Conclave”, soundtrack da Oscar con Ralph Fiennes, ha tenuto un quad Axel d’apertura drammatico, ma poi è caduto sul triplo Lutz e ha faticato in altri elementi. Risultato? 170.25 punti nel libero, totale 263.71 e nono posto finale. Nono. A casa sua. Mentre Mikhail Shaidorov stupiva tutti con l’oro kazako, e Malinin crollava ottavo. Grassl è finito a terra emotivamente alla fine della routine, sopraffatto, tra cori e peluche lanciati dal pubblico amico. Ma quel nono posto brucia: era la chance per un podio individuale che l’Italia nel pattinaggio maschile non vede da decenni.

Grassl, nato nel 2002 a Merano, è il campione italiano in carica (sesto titolo nazionale nel 2026), argento europeo 2022, bronzo junior mondiale 2019, e ha contribuito pesantemente al bronzo di squadra con un corto solido da 93.46 (quarto posto, record italiano in un segmento olimpico maschile). Eppure, la storia recente racconta di un atleta fortissimo tecnicamente ma fragile sotto pressione. Lui stesso lo ha ammesso in interviste post-gara: “È stato molto duro oggi… Mi sentivo male ovunque, ma sono felice del programma”. Felice? Forse per non aver deluso del tutto il pubblico di casa, che lo ha sostenuto come un eroe nonostante l’errore. Ma i social italiani non perdonano: “Daniel ha i quad ma non la testa”, “Rizzo ha salvato la faccia con il team”, “Grassl è il talento sprecato?”. C’è chi lo difende: “A 23 anni è al top, ha avuto febbre e pressione enorme”, ma il confronto con Matteo Rizzo è inevitabile e spietato.

Rizzo, il romano 27enne, è il “vecchio” della coppia azzurra: argento europeo 2023 e 2026, bronzo in vari GP, ma spesso secondo a Grassl nei nazionali. Nel team event, è stato proprio lui a chiudere con un libero magistrale (179.62, season best), ginocchiata celebrativa sul ghiaccio, scivolata verso i compagni, lacrime e urlo “bronzo!”. Ha tenuto l’Italia terza, superando Canada e Georgia. Grassl ha fatto il corto, Rizzo il libero: scelta tecnica o di fiducia? I maligni dicono che la federazione abbia preferito il “mentale” di Rizzo per il momento clou. Rizzo stesso ha sempre riconosciuto che Grassl lo ha spinto a migliorare i quad: “Daniel è meglio di me nei salti, mi ha obbligato a fare il quad loop”. Ma ora? Rizzo esce da queste Olimpiadi come l’eroe emotivo, Grassl come il talento che ha mancato l’appuntamento con la storia individuale.

Il pattinaggio italiano maschile è in crescita: due posti olimpici stabili, bronzo di squadra storico, ma il divario con Giappone, USA e il nuovo Kazakhstan è evidente. Grassl ha il potenziale per essere il primo italiano a vincere un mondiale o europeo senior da anni, ma la pressione di casa lo ha schiacciato? O è solo un passo falso in una carriera ancora lunga? I fan sui social dividono: chi lo attacca per la “mancanza di killer instinct”, chi lo coccola (“È giovane, tornerà più forte”). E Rizzo? Simbolo di resilienza, ma anche promemoria che a volte l’esperienza batte il talento puro.

Il verdetto è amaro: Daniel Grassl ha portato a casa un bronzo di squadra che vale oro per l’Italia, ma il sogno individuale si è infranto sul ghiaccio di Milano. Ora guarda ai Mondiali e oltre, ma la domanda resta: riuscirà a trasformare la tecnica devastante in medaglie pesanti, o resterà per sempre “il secondo” dietro a Rizzo nei cuori di chi vuole eroi da standing ovation? Il pattinaggio azzurro ha bisogno di entrambi, ma forse di un Grassl più cinico. Forza Daniel: l’Italia ti guarda, e non perdona facilmente.

Wendell Stewart

Wendell Stewart

Wendell Stewart is an international writer covering politics, music, literature, finance, sports, film, and global current affairs, known for clear, well-researched, and engaging reporting.

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