Jannik Sinner travolge Machac all’esordio a Doha: il numero 2 del mondo è tornato, e ora attacca Popyrin!

Jannik Sinner ha spento i dubbi in un colpo solo. Dopo la semifinale persa agli Australian Open contro Novak Djokovic – quella partita infinita, cinque set di sofferenza e lotta che ha lasciato strascichi emotivi in tutto il Paese – l’azzurro è rientrato in campo ieri a Doha e ha demolito Tomas Machac 6-1, 6-4 in poco più di un’ora. Un esordio da urlo al Qatar ExxonMobil Open, ATP 500 sul cemento veloce, torneo che Jannik gioca per la prima volta in carriera dopo averlo saltato l’anno scorso per infortunio. E ora, con questa prestazione da dominatore assoluto, “sinner oggi” è tornato a essere sinonimo di fiducia e di paura per gli avversari.
Il match contro il ceco Machac, numero 31 del mondo, era insidioso sulla carta. Tomas ha già dimostrato di poter creare grattacapi ai top player, e in passato aveva strappato set a Sinner (anche se Jannik lo ha battuto nettamente nelle ultime due sfide su duro, a Miami e Shanghai). Invece, sul campo centrale di Doha, è stato un monologo italiano. Primo set chiuso in 26 minuti: servizio micidiale, 86% di punti con la prima, tre ace, e Machac ridotto a raccattapalle. Nel secondo parziale il ceco ha provato a reagire, tenendo l’avvio con più aggressività, ma Jannik ha spezzato subito l’equilibrio con un break decisivo al quinto game. Poi, sul 5-4, ha chiuso con freddezza, senza concedere break point. Punteggio finale 6-1 6-4, 70 minuti netti. Un messaggio chiaro: la delusione di Melbourne è archiviata, il motore è ripartito.
Perché “jannik sinner doha” e “atp doha 2026” stanno esplodendo nelle ricerche italiane? Perché dopo la sconfitta contro Djokovic – che ha riaperto la corsa al numero 1 con Alcaraz in agguato – tutti volevano vedere come avrebbe reagito il nostro fenomeno. C’è tensione, c’è pressione: Jannik sa che ogni torneo ora è un esame, soprattutto con il circuito che non perdona. E lui ha risposto presente, mostrando la solita solidità mentale che lo ha portato a vincere due Slam di fila prima di questa pausa. La scelta di Doha non è casuale: montepremi altissimo, appearance fee da capogiro (si parla di cifre milionarie per attirare lui e Alcaraz), e un tabellone che gli permette di accumulare punti preziosi senza il caos di Dubai la prossima settimana. Jannik ha preferito il caldo del Qatar per ripartire con calma, testare il fisico e ritrovare ritmo.
Ora agli ottavi lo aspetta Alexei Popyrin, l’australiano che ha schiantato il wild card locale Zayid 6-0 6-0. Popyrin è un osso duro quando è in giornata: servizio potente, dritto pesante, e un H2H equilibrato (1-1 con Sinner). Potrebbe essere la prima vera prova per Jannik in questo 2026. E sullo sfondo aleggia Medvedev, numero 4 del seeding, che ha battuto Shang senza problemi: possibile incrocio in semifinale o finale. Senza dimenticare Alcaraz, che domina l’altra parte del draw. La rivalità con Carlos è sempre lì, palpabile, e Doha potrebbe essere l’ennesimo capitolo di questa sfida generazionale.
I tifosi italiani sono in fibrillazione. Sui social esplode l’entusiasmo: “Finalmente il vero Sinner”, “Machac non ha visto la palla”, ma anche la solita ansia da prestazione. “Sinner machac” era trending perché tutti temevano un passo falso post-Australian Open, invece è arrivata una vittoria che sa di liberazione. C’è chi parla già di corsa al numero 1, chi ricorda l’infortunio dell’anno scorso che lo costrinse a saltare Doha (“Last year I was here but couldn’t play”, ha detto Jannik in conferenza, con quel velo di amarezza). E poi c’è la psiche: Jannik sembra aver digerito la sconfitta con Djokovic meglio del previsto. Nessun cedimento, nessuna esitazione. Il drop volley da applausi nel match di ieri? Roba da fuoriclasse che vuole dominare.
Per l’Italia del tennis, questo rientro è oro. Jannik non è più solo il talento da coccolare: è il leader, il simbolo di una nazione che sogna in grande. Con Musetti ancora out, tocca a lui portare la bandiera. E se continua così, Doha potrebbe diventare il trampolino per un’altra stagione da urlo. Prossimo appuntamento: Popyrin. Occhi puntati, perché “sinner doha” sta diventando leggenda.
