Jannik Sinner shock a Doha: Mensik lo elimina e fa tremare la classifica ATP!

Doha, notte fonda per il tennis italiano. Jannik Sinner, il nostro numero uno, il ragazzo che ha dominato il 2025 con due Slam in tasca e un ranking da urlo, è caduto ai quarti del Qatar ExxonMobil Open. Jakub Mensik, il 20enne ceco che già aveva fatto parlare di sé battendo Djokovic in finale a Miami l’anno scorso, lo ha steso in tre set tiratissimi: 7-6(3), 2-6, 6-3. Una sconfitta che brucia, che fa male, perché arriva dopo la semifinale persa contro Nole all’Australian Open e interrompe una striscia di finali che sembrava infinita.
Il match è stato un duello vero, di quelli che si ricordano. Primo set deciso al tie-break, con Mensik glaciale sotto pressione. Jannik ha reagito nel secondo, dominando con il suo dritto laser e il servizio che spacca. Ma nel terzo il ceco ha tirato fuori artigli da predatore: 11 ace totali, un servizio mostruoso (81% di punti vinti con la prima nel set decisivo), volée ficcanti e una fame che ha sorpreso tutti. Sinner ha salvato break point su break point, ha lottato su ogni palla, ma alla fine ha ceduto. Il punteggio finale dice 6-3, ma il campo raccontava una storia di resistenza eroica da una parte e di esplosione di talento dall’altra.
Perché proprio ora? Perché Mensik? Il giovane di Praga non è un outsider qualunque. È il classico next gen che ha imparato a giocare senza paura contro i top player: già 4 vittorie su top 5 in carriera, e questa è la più pesante per ranking. A Doha due anni fa aveva già stupito arrivando in finale da qualifier, battendo Rublev. Ieri ha ripetuto la magia, ma contro il numero 2 del mondo. Negli spogliatoi si sussurra che Mensik abbia studiato Sinner nei minimi dettagli: ha attaccato il rovescio, ha chiuso a rete con coraggio, ha servito angoli impossibili. Jannik, dal canto suo, è sembrato un po’ meno esplosivo del solito, forse ancora con la testa tra Melbourne e le aspettative enormi che gli piovono addosso.
La classifica ATP live trema. Sinner resta numero 2, ma Alcaraz allunga (13.250 punti contro i 10.400 di Jannik, con aggiornamenti post-Doha che potrebbero limare ulteriormente il gap). Carlos è volato in semifinale con un altro match vinto, mentre Jannik esce presto per la seconda volta consecutiva dopo l’Ao. È la prima volta da metà 2024 che non raggiunge una finale in back-to-back tornei. Per gli scommettitori è stato un bagno di sangue: quote bassissime su Sinner prima del match, ora Mensik diventa l’uomo del momento.
In Italia l’esplosione sui social è stata immediata. Da Ubitennis ai gruppi di tifosi, c’è chi parla di “crisi”, chi di “ciclo che si chiude”, chi difende a spada tratta: “È umano, ha vinto 10 finali su 10 nel 2025, una sconfitta non cancella niente”. Ma il malumore c’è, eccome. I supporter più accaniti si chiedono se il calendario sia troppo aggressivo, se il fisico regga dopo un 2025 da 4 Slam sfiorati o vinti, se la pressione di essere l’erede di Federer-Nadal-Djokovic stia pesando. E poi c’è il sottotesto che pochi dicono apertamente: Mensik rappresenta la nuova generazione che bussa forte. Non è solo un upset, è un segnale. I ragazzini non hanno più timore reverenziale.
Jannik, a caldo, ha sorriso amaro in conferenza: ha detto che “scaverà per uscirne”, che è solo l’inizio di stagione. Ma dentro di sé sa che Doha doveva essere il riscatto dopo Melbourne. Invece è diventata la vetrina di un talento emergente. Mensik va in semi contro Fils, e il torneo resta apertissimo.
Ora la domanda che tutti si pongono: riuscirà Jannik a scrollarsi di dosso questa batosta e tornare il cannibale che conosciamo, o il vento sta cambiando davvero? Il tennis non aspetta, e la classifica ATP non perdona. Prossimo appuntamento per Sinner chissà dove, ma una cosa è certa: l’Italia intera terrà il fiato sospeso. E voi, da che parte state?
