Vittorio Sgarbi torna e colpisce: “Da Evelina nemmeno una telefonata dopo l’assoluzione” – il dolore di un padre che non perdona

vittorio sgarbi

Vittorio Sgarbi è di nuovo sotto i riflettori, ma stavolta non per un quadro conteso o per una polemica televisiva. È per il silenzio assordante di una figlia. Assolto in pieno dal gup di Reggio Emilia per il caso del Manetti – “il fatto non costituisce reato”, non “insufficienza di prove” come qualcuno si ostina a ripetere – il critico d’arte più discusso d’Italia ha scelto il Corriere per lanciare un messaggio che pesa come un macigno: Evelina non lo ha chiamato, non un messaggio, nulla. Dopo mesi di depressione, dimissioni da sottosegretario, ricoveri, accuse di incapacità, il verdetto giudiziario arriva come una liberazione parziale. Ma la ferita familiare resta aperta, sanguinante, e Sgarbi non la nasconde.

Il 16 febbraio 2026 il giudice ha chiuso il capitolo più tossico degli ultimi anni: assoluzione piena per riciclaggio del “La cattura di San Pietro” di Rutilio Manetti, l’opera rubata nel 2013 dal castello di Buriasco e finita nelle sue mani. La Procura chiedeva tre anni e quattro mesi, puntando su una narrazione di contraffazione e autoriciclaggio che si è sgretolata pezzo dopo pezzo. Archiviati gli altri capi d’imputazione, resta solo questa sentenza che Sgarbi definisce “chiara, opportuna”. Eppure, mentre Ferrara lo accoglie di nuovo in pubblico per il restauro della tela di Giuseppe Avanzi – la sua prima apparizione dopo un anno e mezzo di assenza forzata – il pensiero va altrove. Va a Evelina, alla perizia medica disposta dal giudice per valutare la sua capacità di gestire il patrimonio, alla richiesta di amministratore di sostegno respinta ma non del tutto archiviata.

Sgarbi parla di “macchina del fango”, di esagerazioni, di una depressione che lo ha portato a 47 chili e a uno stato catatonico. Racconta di passeggiate romane per riprendersi, di un “molto meglio” che suona più come una sfida che come una vittoria. Ma quando arriva al tasto famiglia, la voce cambia: “Non sono io a volere lo spettacolo, voglio essere lasciato in pace”. Evelina parla ai giornali e alle tv, non a lui. Nemmeno una telefonata dopo l’assoluzione. È un’accusa che brucia, perché arriva da un uomo che ha sempre vissuto di parole taglienti, ma che ora si scopre vulnerabile proprio nel privato. La figlia che voleva proteggerlo – o controllarlo, a seconda di chi racconta la storia – ha scelto la via giudiziaria. Lui risponde con il silenzio ferito e con frecciate pubbliche.

Perché proprio ora questo ritorno? Perché l’assoluzione non è solo una vittoria legale: è il segnale che Sgarbi vuole riprendersi la scena. A Ferrara lo applaudono, l’assessore lo ringrazia per aver “creduto nella verità e nella cultura anche quando l’ingiustizia sembrava prevalere”. Sui social italiani esplode il dibattito: c’è chi grida allo scandalo familiare (“una figlia snaturata”), chi difende Evelina (“ha cercato di salvarlo”), chi vede in tutto questo l’ennesima prova che Sgarbi è un personaggio divisivo anche nella sofferenza. La depressione, dicono in tanti, è partita proprio da quel quadro, da quella “macchina del fango” che lo ha travolto nel 2024 e lo ha portato alle dimissioni da sottosegretario.

Eppure c’è qualcosa che pochi dicono apertamente: Vittorio Sgarbi, il polemista instancabile, il difensore a spada tratta del patrimonio artistico, ora deve combattere una battaglia che non si vince a parole. Deve ricostruire un rapporto con una figlia che lo ha portato in tribunale per proteggerlo da se stesso. Deve dimostrare – a lei, ai giudici, a se stesso – che la lucidità c’è ancora, che il peso degli anni e delle polemiche non lo ha spento del tutto. La perizia medica in arrivo sarà un altro esame, forse il più duro. Perché non si valuta solo un patrimonio: si valuta un uomo.

La domanda che resta sospesa è crudele ma inevitabile: riuscirà Vittorio Sgarbi a perdonare il silenzio di Evelina, o questo sarà il vero processo che non finirà mai? L’Italia guarda, commenta, divide. Come sempre quando c’è di mezzo lui.

Wendell Stewart

Wendell Stewart

Wendell Stewart is an international writer covering politics, music, literature, finance, sports, film, and global current affairs, known for clear, well-researched, and engaging reporting.

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