Laura Pausini Sanremo 2026: Collana Pomellato da Sogno

Basta aprire Google Italia in queste ore per rendersene conto: Laura Pausini domina le ricerche. Non solo per il suo ruolo da co-conduttrice al fianco di Carlo Conti nella 76ª edizione del Festival, ma per quel mix irresistibile di eleganza assoluta, emozione vera e quel momento di spontaneità che ha trasformato la prima serata in un fenomeno virale.
Erano le prime note della serata del 24 febbraio quando Laura ha fatto il suo ingresso all’Ariston, esattamente 33 anni dopo averlo conquistato da ragazzina con “La solitudine”. A 51 anni compiuti, la voce di Faenza è tornata sul palco che l’ha lanciata nel mondo, ma stavolta da padrona di casa. L’emozione si è vista subito: gli occhi lucidi, il sorriso che tremava un po’, la consapevolezza di essere a casa. E il pubblico l’ha sentita, l’ha accolta come si accoglie una di famiglia che ce l’ha fatta.
Il look della prima apparizione ha lasciato tutti senza fiato. Abito Giorgio Armani Privé in velluto di seta color notte profonda, modello a sirena con scollo a cuore e maniche morbide che scivolano sulle spalle. Un omaggio al maestro che ha creduto in lei quando portava la 44 e il mondo la vedeva ancora “in carne”. Tre cambi previsti a serata, come da tradizione delle grandi dive, ma già il primo ha detto tutto: eleganza senza tempo, sensualità controllata, quel tocco di romanticismo che solo Armani sa dare.
A rubare davvero la scena, però, è stata la collana Laura Pausini Sanremo 2026. Un collier Pomellato Alta Gioielleria della collezione Asimmetrico Tanzanite: 78 diamanti incastonati su moduli flessibili in oro rosa, una tanzanite centrale da 55,96 carati dal taglio irregolare con sfumature blu-viola che cattura la luce come un cielo notturno. Oltre 700 ore di lavoro artigianale per un gioiello unico, non in vendita, disponibile solo su commissione. Accanto, l’anello Nudo e l’Iconica dello stesso brand. Il risultato? Ipnotico. Sui social non si parla d’altro: “Quella collana è un’opera d’arte”, “Laura con quei gioielli sembra una regina”. E in effetti lo è.
Ma Sanremo è anche imprevisto, e Laura non ha deluso. Nel corso della serata, mentre cambiava abito e tornava sul palco, è arrivato il momento che ha fatto esplodere X e Instagram. Carlo Conti le chiede di avvicinare il microfono alla bocca. Lei, con il sorriso malizioso e il timing perfetto di chi sa ridere di sé, risponde: «Prima me l’avete messo qua, adesso ce l’ho in mano…». Silenzio in sala. Poi lei stessa scoppia a ridere, si copre la bocca e aggiunge: «Sono stata brava fino ad adesso… No, mamma, tutto a posto eh». Una gaffe con doppio senso involontario che ha fatto il giro del web in pochi minuti. Non imbarazzo, non scandalo: solo la Pausini di sempre, quella che non si prende troppo sul serio nonostante i 160 dischi di platino e la carriera planetaria.
E mentre il web impazziva per la gaffe Laura Pausini, arrivava anche la notizia più dolce: poche ore prima del debutto, in hotel, un mazzo di tulipani bianchi con un biglietto scritto a mano dalla figlia Paola, 13 anni appena compiuti. «In bocca al lupo mamma. Ti voglio tanto bene. Paola». Un gesto che ha commosso la cantante più di qualsiasi standing ovation. Perché dietro la diva con la collana da sogno c’è sempre la mamma romagnola, quella che ha cresciuto una bambina mentre girava il mondo.
A 51 anni Laura Pausini dimostra che l’evoluzione dello stile non è solo questione di taglie o tendenze. È consapevolezza, è controllo dell’immagine, ma anche capacità di lasciarsi andare. Dal caschetto preppy degli esordi alla sofisticatezza di oggi, passando per le sperimentazioni rock e gli abiti da red carpet, ha sempre saputo raccontare se stessa attraverso i look. E ieri sera, tra velluto Armani, diamanti Pomellato e una risata liberatoria, ha raccontato il capitolo più bello: quello della donna che torna al punto di partenza senza paura, con la stessa voce potente e un cuore che batte ancora forte.
Il Festival è solo all’inizio, ma Laura ha già vinto la prima sfida: far parlare di sé non per gossip forzati, ma per fascino, emozione e quell’autenticità che, alla fine, è l’unico gioiello che non si può comprare. E l’Italia, ancora una volta, non riesce a smettere di guardarla.
