Mattia Bellucci si prende la rivincita ad Acapulco ATP: 6-3 6-3 a Davidovich Fokina e vola ai quarti!

Mattia Bellucci è ufficialmente l’italiano che sta facendo impazzire Acapulco. Zero vittorie ATP nel 2026, ranking da 110 al mondo, e all’improvviso il 24enne di Busto Arsizio entra in campo contro il quarto favorito del seeding – quello stesso Alejandro Davidovich Fokina che un anno fa lo aveva umiliato proprio qui in Messico – e lo massacra 6-3 6-3 in poco più di un’ora. Una prestazione da brividi, una rivincita servita fredda, e un segnale chiaro: il tennis italiano ha un nuovo nome da tenere d’occhio.
Tutto era iniziato 24 ore prima, quasi in punta di piedi. Contro il lucky loser Rinky Hijikata, Bellucci aveva strappato la prima vittoria stagionale sul circuito maggiore: 7-6(5) 6-3. Un match sporco, con un tie-break sofferto e un secondo set più fluido, ma sufficiente a dargli fiducia. Nessuno, però, si aspettava quello che sarebbe successo il giorno dopo sul Grandstand.
Davidovich Fokina arrivava ad Acapulco da finalista 2025, con la consapevolezza delle condizioni veloci e del caldo umido che tanto gli piace. Invece è crollato. Bellucci è entrato in campo con una determinazione feroce: servizio solido, dritto mancino che tagliava il campo come una lama, risposta aggressiva fin dal primo game. Ha breakkato subito, ha tenuto il servizio con autorità e non ha mai concesso una vera chance di rientro allo spagnolo. 6-3, 6-3. Punto. Davidovich, visibilmente scarico e forse schiacciato dal peso di dover difendere tanti punti della finale dell’anno scorso, ha commesso errori gratuiti che in un torneo del genere non si possono permettere.
Perché questa vittoria pesa il triplo. Non è solo un upset contro un top-20. È la dimostrazione che Mattia Bellucci, dopo un avvio di stagione da incubo (0-3 prima di Atp Acapulco), ha trovato la chiave mentale che gli mancava. Il mancino lombardo non ha più paura di prendersi il centro del campo, non regala più punti gratuiti nei momenti caldi. La mano sinistra, sempre stata il suo punto di forza, ieri ha fatto male davvero: traiettorie basse, angoli impossibili, variazioni che hanno mandato fuori giri il dritto di Davidovich.
E non è un caso isolato. Acapulco 2026 sta diventando la tomba dei favoriti: Zverev fuori, De Minaur e Ruud già a casa, Davidovich umiliato. Il torneo messicano conferma la sua fama di “maledizione” per i big. In mezzo a questo terremoto, Bellucci galleggia con la leggerezza di chi non ha nulla da perdere. E proprio per questo diventa pericolosissimo.
Sui social italiani è già esplosa la festa. La FITP ha esultato insieme a Flavio Cobolli (anche lui agli ottavi), SuperTennis e Ubitennis hanno titolato a caratteri cubitali, mentre su Reddit e X i tifosi scrivono “SO PROUD OF MATTIA” e “finalmente il riscatto”. Qualcuno lo ha addirittura ribattezzato “Mowgli” per quella capigliatura selvaggia e lo sguardo da ragazzino che però sul campo diventa una tigre. Gossip da spogliatoio? Si parla di un Bellucci più sereno, più maturo, che ha lavorato tanto sulla testa con il suo team dopo le delusioni di inizio anno. E il risultato si vede.
Oggi lo aspetta Frances Tiafoe, ottava testa di serie, un avversario tosto, atletico, che ama i palcoscenici caldi. Ma dopo aver battuto il finalista dell’anno scorso in questo modo, Bellucci può guardare chiunque negli occhi. Una vittoria contro l’americano lo proietterebbe in semifinale con punti pesanti e un balzo in classifica che potrebbe portarlo vicino alla top-80. Non male per uno che fino a due giorni fa era considerato “quello che non vince mai all’inizio dell’anno”.
C’è qualcosa di profondamente italiano in questa storia: il ragazzo di provincia che arriva in un torneo esotico, sotto i riflettori di un 500, e decide di prendersi la scena senza chiedere permesso. Bellucci non parla tanto, non fa proclami. Gioca. E quando gioca così, il tennis diventa poesia mancina.
Il sogno Acapulco continua. Domani contro Tiafoe vedremo se questa favola ha ancora capitoli da scrivere. Ma una cosa è certa: Mattia Bellucci non è più una sorpresa. È una realtà. E il tennis italiano, tra Sinner che domina e questa nuova generazione che scalpita, sta vivendo un momento magico. Chissà che non sia proprio il mancino di Busto Arsizio a regalarci il prossimo grande exploit.
