Ubaldo Pantani fa esplodere Sanremo con Lapo Elkann: “Max Pezzali in mare? Fatelo attraccare!” (e il brivido con l’ex Virginia Raffaele)

Sanremo 2026 non era pronto. Giovedì 26 febbraio, mentre l’Ariston arrancava tra performance corrette e momenti da dimenticare, è sceso dalle scale un tizio in completo tricolore Valentino che ha cambiato tutto. Ubaldo Pantani, nei panni del suo Lapo Elkann più esilarante di sempre, ha rubato la terza serata, fatto piegare in due il pubblico e lasciato l’Italia a chiedersi: ma questo è ancora un imitatore o è diventato il Festival stesso?
L’ingresso è stato puro teatro. Tricolore dalla testa ai piedi, occhiali da sole anche di notte, camminata da jet-setter che ha appena parcheggiato il suo yacht in via Matteotti. Carlo Conti lo guarda e già ride. Irina Shayk, in quel nude-look che sembrava uscito da un rendering di Photoshop, diventa subito bersaglio: «Rosso Valentino, il colore dell’amore… lei è la ex di Shrek dal vivo, che rendering!». L’Ariston esplode. Poi il colpo di grazia: scambia Conti per Fabio Fazio («Complimenti per i tuoi 96 anni!»), confonde Sanremo con Che tempo che fa («Senza tavolo e senza acquario c’è più spazio, Fabio»), e spara la battuta che è già diventata meme nazionale: «Capisco che sia divisivo, ma mettere Max Pezzali sulla nave e non farlo attraccare è veramente troppo. Fatelo scendere, vi prego!».
In quel momento l’Italia si è spaccata in due: chi rideva a crepapelle e chi già twittava “Ubaldo conduttore fisso il prossimo anno”. Perché sì, Ubaldo Pantani non ha solo imitato Lapo. Lo ha incarnato, lo ha reso ancora più Lapo di Lapo stesso. E il bello è che il vero Lapo Elkann, amico storico del comico toscano, ha sempre benedetto questa imitazione. «Dice cose che gli altri non oserebbero», ha confessato Pantani più volte. Dal 2005, quando la propose per la prima volta, questa maschera è diventata la sua firma: da Quelli che il calcio a Che tempo che fa, fino all’Ariston. Un rapporto talmente simbiotico che ormai non si capisce più dove finisce l’uno e inizia l’altro.
Ma c’è un retroscena che sta facendo impazzire i social e che i grandi giornali stanno solo sfiorando. Proprio quella stessa sera, tra i camerini dell’Ariston, c’era anche Virginia Raffaele, l’ex storica di Ubaldo. Cinque anni di amore intenso, dal 2008 al 2013, nati sul set tra sketch e imitazioni condivise. Lei si era affezionata follemente alla figlia di lui (avuta da una relazione precedente e tenuta sempre lontanissima dai riflettori). La rottura fu improvvisa, silenziosa, dolorosa. Virginia ha confessato in passato che «mi manca un pezzo», riferendosi proprio a quella bambina diventata adolescente. E adesso? Stessa serata, stesso palco, stesso Festival. Lei che presenta il film Un bel giorno con Fabio De Luigi (numero che, diciamocelo, nelle pagelle è finito sotto la sufficienza), lui che domina come Lapo. I fan sui social non parlano d’altro: «Momento gossip: ex a Sanremo insieme», «Si saranno incrociati nei camerini?», «Ubaldo in versione playboy miliardario mentre Virginia lo guarda dal backstage… brividi».
È questo il genio di Pantani: trasformare una semplice imitazione in un evento emotivo collettivo. Nato a Cecina nel 1971, laurea in Scienze Politiche a Pisa, gavetta teatrale con Giorgio Albertazzi, poi l’esplosione con la Gialappa’s. Ha imitato di tutto: Buffon-Orso Yoghi, Giletti mitologico, persino Pier Silvio Berlusconi (che non l’ha presa benissimo, ma lui ha continuato a ridere). Eppure è Lapo il suo capolavoro. Perché Lapo non è solo un ricco eccentrico: è l’italiano che dice ad alta voce quello che tutti pensano sottovoce. E Ubaldo lo sa. Lo porta in scena da vent’anni, lo ha reso icona pop, e ieri sera lo ha consegnato all’Ariston su un piatto d’argento tricolore.
I social sono impazziti. «Grazie Ubaldo, ci hai salvato la serata», «Dategli un programma con Virginia e De Lucia, ne abbiamo bisogno», «Se ci fosse stato lui nelle prime due serate…». Qualcuno ironizza: «Lapo dovrebbe condurre il Festival, non imitarlo». Altri ricordano improvvisamente: «Aspetta, ma Ubaldo e Virginia erano fidanzati?». Il cortocircuito sentimentale è servito. Perché in un Sanremo sempre più ingessato dal politicamente corretto, arriva un toscano di 54 anni che con una camminata e tre battute ti ricorda che la comicità vera è libertà, è azzardo, è dire «non si possi dire di no!» come farebbe Lapo.
E adesso? Carlo Conti lo ha chiamato in diretta da Che tempo che fa, lui ha accettato nei panni di Lapo. L’amicizia con il vero Elkann ha fatto il resto. Ma il vero colpo di scena potrebbe arrivare nei prossimi giorni: un post, un like, una storia Instagram che unisca di nuovo Ubaldo e Virginia. O forse no. Forse resterà solo quel brivido sospeso tra i corridoi dell’Ariston, quel “ci siamo incrociati?” che l’Italia intera sta già romanzando.
Ubaldo Pantani non ha solo fatto ridere. Ha ricordato a tutti che la comicità italiana, quando è autentica, sa ancora emozionare, spiazzare, far discutere. E mentre l’Ariston spegneva le luci, l’unico pensiero rimasto è: ma se il prossimo anno Lapo (quello vero o quello di Ubaldo) tornasse a condurre davvero?
Voi che dite: è solo un’imitazione o stiamo assistendo alla nascita di un nuovo conduttore nazionale?
