Metro a Roma in Tilt: Guasto Elettrico Blocca Tutto, Pendolari in Rivolta e Cantieri che Non Finiscono Mai

metro a roma

Mattinata da incubo per migliaia di romani: la metro a Roma si è fermata di colpo stamattina, 2 marzo 2026, con la linea A completamente fuori servizio da Anagnina a Battistini per un problema elettrico improvviso. Annunci di Atac che rimbalzano come schiaffi, bus sostitutivi presi d’assalto e code infinite in superficie. Sui social l’esplosione: “Solo a Roma la linea più trafficata si blocca nell’ora di punta”, twitta furioso un pendolare, mentre un altro ironizza “Buona fortuna a chi deve lavorare oggi”. E Roma Mobilità conferma: circolazione interrotta, poi riattivata parzialmente dopo ore di caos.

Ma non è solo un guasto isolato a far ribollire la città. È il cumulo di tutto: dopo il Giubileo 2025 che doveva lasciare una rete efficiente, la metro a Roma resta un calvario quotidiano. I cantieri della linea C, partiti il 25 febbraio per la tratta T2 (Chiesa Nuova, Castel Sant’Angelo, Ottaviano, Mazzini), stanno già creando restringimenti stradali e deviazioni bus, con commercianti che protestano per il rumore e la polvere. Promesse di “stazioni archeo-futuribili” con reperti romani esposti come in un museo, ma i romani si chiedono: quanti anni ci vorranno davvero? Il traguardo per Farnesina è slittato al 2036-2037, e la linea D (da Montesacro all’Eur, 27 stazioni, 10 miliardi di euro) resta un miraggio al 2040. Intanto, i pendolari perdono ore preziose e soldi in produttività.

Quello che brucia di più è il contrasto tra annunci pomposi e realtà sotterranea. La linea A soffre infiltrazioni croniche e pavimenti distrutti: è partita una gara da milioni per il restyling di cinque stazioni (Numidio Quadrato in testa, con “copiose quantità di acqua” dalle pareti), ma i lavori slittano al 2026 inoltrato. Sulla B arrivano i primi treni Hitachi ad aprile, dopo ritardi e minacce di risoluzione contratto, ma i vecchi convogli MB100/300 stanno sparendo lentamente, lasciando treni affollati e guasti frequenti. E la sicurezza? Il nuovo presidio Polmetro a Termini con 80 agenti e 5.000 telecamere è un passo avanti, ma dopo aggressioni virali (come quella allo youtuber “antiborseggio” Cicalone, con arresti internazionali) e odori acre da guasti che fanno evacuare i vagoni (come ieri a Spagna), la percezione resta di insicurezza diffusa.

E mentre Gualtieri parla di prolungamenti (Battistini-Torrevecchia con sondaggi già avviati, B estesa entro il 2035-2037), i comitati di quartiere protestano contro i cantieri “nel mio giardino”. È la solita Roma: un mix esplosivo di gloria archeologica che blocca tutto, burocrazia infinita e promesse politiche che evaporano. Dopo il Giubileo con milioni di pellegrini stressati, ci si aspettava un upgrade vero. Invece, un guasto elettrico oggi basta a paralizzare la Capitale.

La metro a Roma potrebbe essere il futuro: collegare periferie al centro, ridurre traffico e smog. Ma tra ritardi miliardari, infiltrazioni e stop improvvisi, resta lo specchio di una città che inciampa sui propri binari. Pendolari stanchi, turisti scoraggiati, social in fiamme: quanto durerà ancora questo copione? E voi, oggi quanto avete perso in metro?

Wendell Stewart

Wendell Stewart

Wendell Stewart is an international writer covering politics, music, literature, finance, sports, film, and global current affairs, known for clear, well-researched, and engaging reporting.

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