Attacco Drone a Cipro: L’Iran Porta la Guerra in Europa, Paura e Rabbia tra i Ciprioti

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La notte tra l’1 e il 2 marzo 2026, un ronzio sinistro ha squarciato il silenzio di Akrotiri, sull’isola di Cipro. Un drone Shahed, di fabbricazione iraniana, ha colpito la base militare britannica della RAF, scatenando esplosioni che hanno fatto tremare le finestre delle case vicine. Nessun morto, danni limitati, ma il messaggio è chiaro: Teheran non esita a estendere il suo raggio d’azione, puntando dritto al cuore dell’Europa. Mentre il mondo trattiene il fiato, Cipro si trova improvvisamente in prima linea in un conflitto che sembrava lontano, con i residenti terrorizzati e i leader politici in allarme rosso.

L’attacco non è un fulmine a ciel sereno. Arriva poche ore dopo che il premier britannico Keir Starmer ha dato il via libera agli Stati Uniti per usare le basi UK a Cipro in operazioni “difensive” contro i missili iraniani. Un gesto che ha trasformato l’isola mediterranea, paradiso turistico con spiagge cristalline e rovine antiche, in un potenziale bersaglio. Secondo fonti cipriote, il drone è partito dal Libano, probabilmente lanciato da Hezbollah, l’alleato sciita di Teheran. “Abbiamo intercettato altri due velivoli”, ha dichiarato il portavoce del governo cipriota Konstantinos Letymbiotis, confermando l’allerta massima. Ma il danno è fatto: la pista di atterraggio è stata colpita, e l’aeroporto di Paphos è stato evacuato per ore, lasciando centinaia di turisti bloccati e in preda al panico.

Dietro questo episodio c’è l’ombra di una guerra più ampia, scatenata dall’offensiva congiunta USA-Israele contro l’Iran il 28 febbraio. Donald Trump, dal suo podio, tuona: “Li stiamo massacrando, e se serve manderemo truppe. Potrebbe durare settimane, o di più”. Israele ha bombardato Teheran, distruggendo la sede della tv di Stato e colpendo Beirut, con 52 morti in Libano. L’Iran ha risposto con una raffica di missili e droni su almeno dieci paesi: Arabia Saudita, Emirati, Qatar, Kuwait, Bahrein, e ora Cipro. Esplosioni a Gerusalemme, Dubai, Abu Dhabi – un’escalation che fa schizzare i prezzi del petrolio e crollare le Borse. “Nessuno è al riparo”, ha ammonito il ministro degli Esteri italiano Antonio Tajani, evocando lo spettro di un Iran armato di nucleare.

Ma cosa nasconde davvero questo attacco? Cipro, membro UE dal 2004, non è neutrale in questa partita. Le basi britanniche di Akrotiri e Dhekelia sono territori sovrani del Regno Unito dal 1960, retaggio dell’indipendenza dall’Impero Britannico. Da qui partono missioni in Medio Oriente, e ora l’isola paga il prezzo. Il presidente cipriota Nikos Christodoulides è furioso: “Chiediamo garanzie che queste basi siano usate solo per scopi umanitari. Non siamo coinvolti in operazioni militari”. Eppure, voci di corridoio parlano di irritazione verso Londra, accusata di aver esposto l’isola senza consultarla. “È un attacco all’Europa”, ha detto un funzionario UE anonimo, mentre la Grecia, sorella maggiore di Cipro, ha inviato due fregate e quattro F-16 per difendere l’isola. Il ministro della Difesa greco Nikos Dendias non ha usato mezzi termini: “Affronteremo ogni minaccia illegale”.

Sui social, l’onda d’urto è immediata. Su X, hashtag come #CyprusAttack e #IranWar dominano: “Ho sentito le esplosioni da Limassol, pensavo fosse un terremoto!”, twitta un residente. “L’Iran ci usa come pedina contro gli USA”, lamenta un altro. Commentatori politici puntano il dito su Hezbollah: “È una ritorsione per i raid israeliani in Libano”, dice un esperto. Ma c’è di più: l’attacco riapre ferite storiche. Cipro è divisa dal 1974, quando un colpo di Stato greco per unire l’isola alla Grecia provocò l’invasione turca, creando la Repubblica Turca di Cipro del Nord, riconosciuta solo da Ankara. Oggi, con 30.000 soldati turchi al Nord, l’attacco al Sud potrebbe rinfocolare tensioni etniche. “Se l’Iran colpisce qui, cosa succederà con la Turchia?”, si chiede un cipriota turco su un forum online.

Geopoliticamente, è un terremoto. Cipro, crocevia tra Europa, Asia e Africa, ospita migliaia di aziende straniere e funge da hub per aiuti umanitari in Gaza. Ma ora, con droni iraniani che sorvolano il Mediterraneo, l’economia trema: turismo in calo, migrazioni in aumento, e il rischio di un’escalation NATO. Il generale italiano Leonardo Tricarico minimizza: “Guerra in Europa? Ipotesi da scartare”. Ma il generale iraniano Ibrahim Jabari minaccia: “Lanceremo missili su Cipro per cacciare gli americani”. E l’UE? Ursula von der Leyen condanna, ma l’ipocrisia è palpabile: doppio standard nel denunciare risposte iraniane mentre si tollera l’aggressione iniziale.

Tra le reazioni, spicca la prudenza di Roma: Guido Crosetto, ministro della Difesa, parla di “salto di qualità” nel conflitto. Parigi, con Macron, rafforza il nucleare francese. E Londra? “Danni minimi, ma la minaccia è reale”, dice il segretario alla Difesa John Healey. Intanto, i ciprioti vivono nel terrore: famiglie evacuano, scuole chiudono, e l’isola che un tempo era sinonimo di pace ora odora di polvere da sparo.

Cosa succederà ora? L’Iran fermerà la sua vendetta, o Cipro diventerà il nuovo fronte di una guerra globale?

Wendell Stewart

Wendell Stewart

Wendell Stewart is an international writer covering politics, music, literature, finance, sports, film, and global current affairs, known for clear, well-researched, and engaging reporting.

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