Sondaggio TG La7: FdI in calo al 29,4%, PD e M5S avanzano nei sondaggi politici – Meloni sotto pressione?

Roma, 10 marzo 2026 – Il nuovo sondaggio TG La7, realizzato da SWG e presentato ieri sera nel telegiornale diretto da Enrico Mentana, fotografa un panorama politico in evoluzione che potrebbe scuotere gli equilibri del governo Meloni. Fratelli d’Italia, pur restando saldamente in testa, arretra al 29,4% con un calo dello 0,4%, mentre l’opposizione mostra segni di vitalità: il Partito Democratico sale al 21,8% e il Movimento 5 Stelle raggiunge il 12,0%, con incrementi rispettivamente dello 0,2% e dello 0,3%. Un segnale che i sondaggi politici continuano a registrare un’erosione del consenso per il centrodestra, in un momento di tensioni interne e dibattiti su riforme contestate come quella della giustizia.
Nel contesto di un’Italia post-pandemia e con l’economia che stenta a decollare, questi dati arrivano come un campanello d’allarme per la coalizione al potere. FdI, che dal 2022 guida il Paese con Giorgia Meloni a Palazzo Chigi, vede il suo primato assottigliarsi rispetto ai picchi del 30% toccati nei mesi scorsi. La Lega di Matteo Salvini recupera terreno arrivando al 6,8% (+0,2%), ma Forza Italia scivola all’8,2% (-0,2%), confermando le difficoltà del centrodestra moderato dopo la scomparsa di Berlusconi. L’Alleanza Verdi e Sinistra resta appaiata alla Lega intorno al 6,8%, con una lieve flessione dello 0,1%, mentre tra i minori Futuro Nazionale perde quota, riflettendo forse le divisioni nel campo sovranista.
I cambiamenti più evidenti riguardano l’opposizione: il PD di Elly Schlein consolida la sua posizione come seconda forza, beneficiando forse delle proteste contro le politiche governative su lavoro e ambiente. Il M5S di Giuseppe Conte, invece, capitalizza il ruolo di oppositore intransigente, attirando elettori delusi dal centrosinistra tradizionale. Confrontando con i sondaggi politici precedenti, come quello del 2 marzo, emerge un trend: il calo di FdI è costante, mentre il non voto sale al 30% (+2%), sintomo di un elettorato sempre più disilluso e frammentato.
Le implicazioni sono chiare e potenzialmente esplosive. Per il governo Meloni, un consenso in flessione potrebbe complicare l’approvazione di misure chiave, come la riforma fiscale o quella sulle autonomie regionali, già al centro di aspre controversie. Se questi numeri si consolidassero, le elezioni europee del 2029 potrebbero trasformarsi in un test cruciale, con il rischio di una rimonta dell’opposizione che potrebbe indebolire la maggioranza in Parlamento. I leader del centrodestra potrebbero essere costretti a rivedere strategie: Salvini punterà su temi securitari per recuperare voti, mentre Meloni potrebbe accentuare il profilo nazionalista per arginare le perdite.
Le reazioni non si sono fatte attendere: sui social, supporter di FdI minimizzano parlando di “fluttuazioni fisiologiche”, ma critici come quelli del PD esultano per “un’inversione di tendenza che premia l’opposizione credibile”. Analisti come Lorenzo Pregliasco di YouTrend, intervenuto su La7, sottolineano come l’aumento degli indecisi rifletta un malcontento diffuso, legato a inflazione e precarietà. Giornalisti e opinionisti dibattono animatamente: “È l’inizio della fine per Meloni?”, si chiede qualcuno su X, mentre altri evocano scenari di rimpasti governativi.
Guardando avanti, gli osservatori prevedono che i prossimi sondaggi politici potrebbero confermare o invertire questi trend, dipendendo da eventi come il referendum sulla giustizia o la legge di bilancio. Se il calo di FdI persiste, il dibattito politico si infiammerà ulteriormente.
In un’Italia divisa, i sondaggi politici come questo del TG La7 non sono solo numeri: sono lo specchio di un Paese in cerca di direzione, dove ogni punto percentuale può spostare equilibri e alimentare passioni.
