Enrica Bonaccorti è morta a 76 anni: addio alla signora elegante della tv italiana

Roma, 13 marzo 2026 – Il mondo della televisione italiana si è fermato ieri mattina per dare l’ultimo saluto a Enrica Bonaccorti. La conduttrice, attrice e autrice amatissima dal pubblico è scomparsa all’età di 76 anni nella clinica Ars Biomedica di Roma, dopo una battaglia contro un tumore al pancreas diagnosticato nell’estate del 2025. La notizia, diffusa in prima battuta dal direttore del Tg5 Clemente Mimun sui social, ha scatenato un’ondata di cordoglio immediata: da colleghi a semplici spettatori, tutti hanno voluto ricordare la sua eleganza, il suo garbo e quella voce calda che per decenni ha accompagnato gli italiani in casa.
Enrica Bonaccorti se n’è andata in punta di piedi, come aveva vissuto gran parte della sua vita professionale: senza clamori eccessivi, ma con una dignità che ha commosso tutti. La malattia, resa pubblica da lei stessa a settembre 2025 con un post su Instagram, era stata affrontata con coraggio. Prima aveva scelto il silenzio per quattro mesi, poi aveva deciso di parlarne apertamente, ispirata anche dall’esempio di Eleonora Giorgi, che aveva combattuto lo stesso male con una forza che Enrica stessa aveva definito “inimitabile”. In diverse interviste recenti – l’ultima a “La volta buona” il 12 febbraio, appena un mese fa – aveva raccontato di aver trovato, paradossalmente, “tanto bene” in quella prova durissima: l’affetto del pubblico, la vicinanza della figlia Verdiana Pettinari, la scoperta di un amore profondo per la vita nonostante tutto.
Nata a Savona il 18 novembre 1949, Enrica Bonaccorti ha attraversato oltre cinquant’anni di carriera con una versatilità rara. Dopo gli esordi a teatro – collaborando con nomi come Paola Quattrini e Domenico Modugno – era approdata in televisione negli anni Settanta, diventando un volto simbolo degli anni Ottanta. Su Rai aveva condotto programmi indimenticabili come “Pronto, chi gioca?” e “Italia Sera”, spaziando dal quiz alla conduzione elegante e ironica. Poi l’avventura su Fininvest (poi Mediaset) con la prima edizione di “Non è la Rai” nel 1991, dove aveva dimostrato di sapersi reinventare in un contesto completamente diverso. Autrice di testi per canzoni, tra cui successi come “La lontananza”, aveva anche inciso brani propri e scritto libri, tra cui l’ultimo “Nove novelle senza lieto fine”, pubblicato di recente.
Negli ultimi mesi la sua salute era al centro dell’attenzione mediatica. Il tumore al pancreas, inoperabile come aveva rivelato a gennaio a “Verissimo”, l’aveva costretta a cicli di chemioterapia. Eppure, anche in quelle apparizioni, Enrica non aveva perso il sorriso: parlava di sogni – fantasticava persino di scrivere una nuova canzone per Sanremo – e di un legame speciale con figure come Renato Zero, con cui condivideva un’amicizia profonda e sincera. Non mancavano i riferimenti al passato sentimentale: quattro grandi amori, come aveva confidato in interviste, e un rapporto speciale con la figlia Verdiana, che l’aveva spinta a uscire allo scoperto con la malattia.
La reazione del pubblico è stata immediata e commovente. Sui social e nei commenti sotto i post delle testate nazionali si leggono migliaia di messaggi: “Grazie per averci fatto sognare”, “Una signora vera in un mondo che non lo è più”, “Riposa in pace, Enrica”. Molti ricordano l’ultima intervista, dove aveva espresso un desiderio toccante: “Al mio funerale non voglio fiori, lasciateli al vento”. Parole che sintetizzano il suo stile: discreto, poetico, mai banale.
Enrica Bonaccorti continua a vivere nel ricordo di chi l’ha amata per la sua autenticità. In un’epoca di televisione urlata e veloce, lei ha rappresentato il garbo, la malinconia elegante, la capacità di emozionare senza eccessi. Il suo addio lascia un vuoto, ma anche una lezione: quella di affrontare la vita – e la morte – con lo stesso charme che l’ha resa indimenticabile per generazioni di italiani.
